Sedona ci aveva sedotte già al primo sguardo e, lasciato Slide Rock Park ci siamo immesse di nuovo sulla Interstate 17 per farci portare proprio nel suo centro.
La cittadina ci appare molto affollata oggi, è sabato, e i “week-enders”, i vacanzieri, abbondano. Entriamo con l'auto nel centro commerciale e già dal parcheggio lo sguardo spazia verso le grandissime formazioni rocciose che circondano la città. Sembra proprio lo scenario da film western. Sono bellissime queste formazioni, alcune completamente rosse di colore, altre a strati, alternando il bianco con il rosso. Siamo nella favola. Questa è l'America dei film che abbiamo sempre amato e che conosciamo: John Wayne a cavallo che insegue o fugge dagli Indiani, e migliaia d'altri film con interpreti sempre vincenti. Sedona ricorda tutto questo.
Ci guardiamo intorno. Il centro commerciale offre tantissimi negozietti di pietre preziose e semi-preziose. Spiccano, per il loro colore intenso e per il grande numero esposto, i turchesi, che vengono utilizzati non solo per creare collane, orecchini e anelli molto, molto belli ma anche per decorare cinture e bande per cappelli. I turchesi sono le pietre sacre degli Indiani e l'uso dei turchesi nei loro monili è molto diffuso. Molte pietre provengono dalle miniere di Kingsman, non lontano dal Grand Canyon, sono di colore tendente al verde e solitamente contengono delle striature al loro interno. Le più belle e le più pregiate, di un unico intenso colore turchese, senza imperfezione alcuna, sono le “Sleeping Beauty”, la Bella Addormentata, e, pare, che le miniere di questa pietra siano in esaurimento.
La città merita di essere visitata nel suo insieme e decidiamo di aderire ad un tour in un pullman particolare, aperto ai lati ed attrezzato per offrire al meglio lo spettacolo della natura circostante. Inoltre, l'apertura tiene fresco l'ambiente e ben areato. Infatti per la maggior parte dell'anno qui il tempo è bello e il sole non manca mai. Ci accompagnerà anche una guida, che, speriamo, svelerà i misteri del luogo.
Fa già tanto caldo e per tenerci fresche ci perdiamo nei negozi e negozietti con l'aria condizionata di questa cittadina turistica, salita di recente a fama nazionale per l'alto numero di attori e attrici che la frequentano. Vengono attirati dai “vortici” che permetterebbero alla psiche di riacquistare il proprio equilibrio o, in caso contrario, di perderlo. E, con tutti i guai che comporta l' “essere famosi” qui i maghi che promettono di trovare una cura, personalissima, sono moltissimi. Ci spiegano, infatti che i vortici si manifestano in alcuni punti delle montagne che circondano Sedona: per coloro che stazionano o permangono sulle rocce avviene un'interazione magnetica che favorisce il rilassamento dell'organismo e il conseguente riequilibrio della psiche. Molti ci credono.
Mentre ci guardiamo intorno notiamo, infatti, la presenza delle molteplici insegne di “Psychic Reading”, cioè lettura della psiche. Jeanetta, una delle cugine, attirata da questa idea di lettura, entra in uno studio per sperimentare. Il costo è di $30 dollari, pagati in anticipo. Dopo una mezz'ora ne esce con in mano una cartelletta piena di fogli sui quali si può leggere la descrizione della sua “aura”, il suo stato psichico. Sono inserite anche due foto che la ritraggono in un cerchio di luce tra il giallo e l'azzurro, questa è l'aura che il suo corpo esprime. Vi sono anche punte di altri colori. Ogni colore rappresenta uno stato d'animo. Il giallo e l'azzurro indicano “serenità”, gli altri colori nelle foto non hanno la forza per condizionare il suo stato primario, sono molto periferici. Tiriamo tutte un sospiro di sollievo: eravamo sicure che Jeanetta non fosse una persona “complicata”.
Partiamo finalmente per il tour. La nostra guida è un signore di mezza età, innamorato della “sua” Sedona. La prima tappa è a Tlaquepaque, il nome significa “il meglio di ogni cosa”. (Provate a pronunciarlo, il suono è divertente). E' il nome del primo insediamento Indiano, dove si scambiavano le merci prodotte dalle diverse famiglie. In seguito venne occupato dagli Spagnoli e trasformato in un villaggio in stile andaluso. Oggi, mantenuto lo stile, è un luogo piacevole, in mezzo a grandi alberi verdi dove si può acquistare un po' di tutto: tappeti tessuti a mano, vasellame di raffinata fattura, oggetti in ferro battuto, statue, e altri manufatti per turisti - il meglio di ogni cosa - appunto. Ma dal pullman non ci fanno scendere, peccato!
Lungo il percorso vediamo tutto intorno delle formazioni di montagne rosse. Bellissime contro un cielo splendidamente azzurro. Ne vediamo talmente tante da confonderci, addirittura stancarci di guardare. Tra il Gran Canyon e Sedona è stato un continuo susseguirsi di meravigliose rocce e montagne e credetemi ad un certo punto anche l'interesse si spegne. Sono troppe!
La vegetazione, invece, merita di essere guardata, c'è molto verde, cipressi, querce, pignon, conifere ma anche piante grasse, il chollo cactus con quei suoi particolari rami pelosi e altri ancora. Su di una collinetta in mezzo al paese c'è una bellissima villa circondata da un parco altrettanto splendido. Ci dicono che è la villa di un multi-miliardario di origine rumena emigrato qualche tempo fa. La usa per le vacanze, ma non ha mai tempo per restarci a lungo.
Il nostro tour termina alla Chiesetta del “Holy Cross” costruita, nel non troppo lontano 1956, in alto su di un sperone di roccia. La chiesetta è stata voluta da persone molto ricche, influenti e devote in questa parte dell'Arizona, ma la realizzazione è avvenuta soltanto dopo aver strappato con fatica il consenso dell'allora Senatore dell'Arizona, Barry Goldwater. Il risultato è stato un capolavoro di ingegneria molto ammirata per l'innovazione e l'audacia. E' molto visitata in quanto aperta a tutte le denominazioni religiose e l'arrivo di pullman di visitatori è continuo. Dalle sue grandi finestre a quell'altezza si può ammirare lo straordinario spettacolo delle montagne rosse che portano nomi adatti alle forme che richiamano: “Bell Rock” a forma di campana e “Castle Rock” a forma di castello, e l'elenco sarebbe infinito. E' un luogo di preghiera e ha un richiamo particolare, qualcosa forse di mistico. Uno spettacolo della natura così bello non può non far pensare che ad un Creatore Supremo, commentano, i visitatori entusiasti.
Lasciamo Sedona con sentimenti contrastanti. Tanto per iniziare non abbiamo visto un'America multietnica, qui vi erano soltanto “visi pallidi”, i “gringos” di probabile origine anglosassone. Vi sono statue a grandezza d'uomo, un po' ovunque a testimonianza del passato: Indiani, pionieri... Se non fosse per lo stile architettonico di Tlaquepaque, mancano i riferimenti agli Hispanici, è come se non avessero mai abitato il sud-ovest, nonostante i 400 anni di permanenza.
Forse Sedona è tanto snob perché è la dimora dei nuovi ricchi, ma in fondo non posso che rilevare la bellezza della natura che la circonda e consigliare di vederla.