Morning
Nata da un piccolo delirio tra me e @scared2d3ath (ty for being my beta reader🔥), if you haven't seen Luxastra S3 there might be spoilers, maybe? idk
Modern AU, Human AU
I primi raggi del sole filtravano dalle tende, rimbalzando sulle pareti e dando alla stanza una tonalità anancione, calda e familiare. Galgith era già sveglio da una decina di minuti, ma non aveva il cuore di alzarsi ed abbandonare le coperte, decidendo invece di continuare ad ammirare la scena che aveva davanti.
Per chissà quale ragione Shiran ed Ulrian si erano agitati così tanto la notte che erano finiti con la testa dalla parte opposta alla testata del letto, con la testa di lui sullo stomaco di lei, mentre Shiran stava sdraiata a stella marina.
Era strana, per lui questa domesticità, così abituato ad imprevisti o contrattempi, non avrebbe mai pensato di riuscire a trovare della stabilità. Da quando stavano insieme alcune ansie e paranoie non lo importunavano più, aveva qualcuno su cui contare e sapeva che nonostante tutto non lo avrebbero abbandonato.
Finalmente decise di alzarsi e dirigersi in cucina, cercando di essere il piu silenzioso possibile per evitare di svegliare gli altri due. Inizio a preparare un tè per sé stesso, del caffè per Ulrian, succo d'arancia per Shiran, e uova sode per i belli addormentati.
Guardò verso il tavolo della cucina e ritrovò nuovamente i documenti e le scartoffie che stava analizzando la sera prima, un caso di furto, abbastanza noioso e pieno di burocrazia, che per quanto tediosa, era necessaria per venire a capo della faccenda. Sarebbe dovuto uscire presto anche quella mattina, lasciando Shiran a visitare suo padre e Ulrian da solo in palestra.
Proprio mentre riportava la sua attenzione sui fornelli e spegneva il gas, due braccia esili ma sorprendentemente forti lo strinsero all'altezza del petto e sentì una guancia calda contro la schiena "Ma come fai a svegliarti sempre prima di noi se stai sempre a lavorare fino a tarda notte?"
Galgith sentì le sue labbra curvarsi verso l'alto, l'accenno di un sorriso che non provò nemmeno a nascondere, e girandosi, ricambiando l'abbraccio, una massa di capelli che definire disordinati sarebbe fin troppo gentile, lo accolse.
Shiran immediatamente spiaccicò il viso sul petto del più alto, lamentandosi del fatto che il non riuscire a vedere il suo viso da addormentato doveva sicuramente essere catalogato come un crimine.
"Perchè ho una resistenza alta e non mi muovo nel sonno come fate tu e quell'altro tutta la notte, ci credo che poi siete comunque stanchi. E poi l'ultima volta che ho dormito fino alle nove mi hai tempestato di messaggi chiedendo se fossi morto."
"Senta lei, quando qualcuno è abituato a vivere con una lattina di Redbull ambulante non è usuale saperlo addormentato per più di sei ore di fila." Rispose la ragazza prendendo il pentolino con le uova ancora calde e metterlo sotto l'acqua, (non prima di aver schioccato un bacetto sulle labbra al ragazzo più alto).
Galgith alzò gli occhi al cielo, ma nonostante ciò ricambiò senza storie il bacio "Comunque ti sbagli, l'energy drink si è appena alzato." rispose, indicando con un gesto del capo la porta del soggiorno da cui era appena spuntato Ulrian, ancora assonnato e con la vitalità di uno zombie a digiuno, rigorosamente a petto nudo che si trascinava verso di loro.
Da quando le cicatrici dell'operazione erano completamente guarite, ogni occasione era buona per girovagare dentro casa senza maglietta, cosa che, realisticamente, un anno prima non si sarebbe mai sognato di fare. Nonostante Shiran lo riprendesse sempre per ciò, entrambi sapevano bene che anche lei, come lui, era sollevata dal fatto che il biondo si sentisse finalmente a suo agio col proprio corpo.
Anche lui sapeva bene cosa significasse stare in un corpo *a cui sapeva di non appartenere*, quindi era contento di vedere il ragazzo andare in giro e sfoggiare le due sottili cicatrici sui pettorali come trofei di cui vantarsi.
"Non ho capito... perché parlate di energy drink?" chiese il ragazzo, tirandosi su e sedendosi sul bancone affianco al piano cottura, iniziando a prendere tazze e posate per ciascuno dalla credenza e dai cassetti vicini.
"Niente, niente di che. Buongiorno eh," Disse Shiran, avvicinandosi con ancora il pentolino di uova in mano e dando anche a lui un bacio "Comunque ti muovi così tanto che mi hai fatto finire dall'altra parte del letto, ero praticamente a testa in giu!"
"Ma guarda che non è colpa mia se ogni notte ti rubi le coperte, non me ne lasci mai!" "È possibile avere un po di pace la mattina presto con voi due? E poi vi servono veramente le lenzuola addosso per dormire? Siamo in estate, si muore di caldo" "Si!" risposero all'unisono i due, che ancora si lanciavano occhiatacce, senza essere veramente scocciati.
Dopo che tutto fu pronto, si misero a tavola per fare colazione, e, tra Shiran col corso di infermiera, Ulrian che finalmente si poteva godere una giornata libera da lavoro, e Galgith che si lamentava della parte cartacea della sua indagine, piano piano in sole si alzò più alto nel cielo, e con lui arrivò anche l'orario per i tre di andare a prepararsi e iniziare la giornata.
La prima ad uscire di casa fu Shiran, che salì nella Maserati nera con cui l'autista di suo padre era venuto a prenderla per portarla all'azienda di famiglia, poi Ulrian, che (dopo un bacetto e una maglietta assolutamente non rubata dal suo armadio) uscito col suo borsone in spalla aveva preso la sua amata Kawasaki dal garage ed era partito alla volta della palestra, e infine anche Galgith era uscito di casa, dimenticando il telefono a casa.
Una leggera vibrazione e l'arrivo di una mail accesero lo schermo, mostrando la foto sullo sfondo: in una delle rarissime giornate in cui nessuno dei tre aveva da lavorare, avevano deciso di andarsene al mare dalla mattina presto.
La foto ritraeva Shiran ed Ulrian, entrambi sorridenti seduti ad un tavolino del bar della spiaggia che aspettavano gli aperitivi.
Shiran aveva gli occhiali da sole calati sugli occhi, ma anche così, era evidente lo sguardo spensierato nei suoi occhi, invece Ulrian aveva i capelli tenuti su da un paio di forcine che Shiran si portava appresso, le guance e il naso arrossati, e le lentiggini che creavano un piacevole contrasto alla vista.
Galgith quasi l'aveva cancellata, ma era tornato indietro per studiarla meglio, e senza troppi complimenti l'aveva impostata come lock screen. Le volte in cui non riusciva a venire a capo di un caso particolarmente intrigato o comprava un pacchetto di sigarette prima del limite che si era imposto, gli piaceva tenere acceso il telefono ed osservare quella foto, studiarla nei minimi dettagli, come se volesse imprimersela sulla retina. Era uno dei ricordi che aveva più a cuore.
La casa era silenziosa, il sole della mattina illuminava ormai la cucina, il tavolo ancora apparecchiato per tre, il letto sfatto, documenti e vestiti in disordine. Certo non era una casa perfetta, ordinata e asettica come quelle delle pubblicità, ma trasudava familiarità e calma.
Un posticino dove i tre potevano smettere di essere il detective, lo sbirro, e la figlia dell'imprenditore, e semplicemente vivere la quotidianità come Galgith, Ulrian, e Shiran.
'𝘳𝘢𝘨𝘢 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘢𝘵𝘦𝘷𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘩𝘪 𝘵𝘰𝘳𝘯𝘢 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘢 𝘤𝘢𝘴𝘢 𝘥𝘦𝘷𝘦 𝘴𝘤𝘰𝘯𝘨𝘦𝘭𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘱𝘰𝘭𝘭𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘵𝘢𝘴𝘦𝘳𝘢'
Un altro telefono vibrò, questa volta si trovava accanto all'angolo dei trucchi che Shiran si era fatta in bagno, tra il mascara e la cipria.
Oh beh, per una sera potevano anche ordinare da asporto al Fumo Aspro, chi se ne frega.

















