Paure.
Sapete, non mi è mai risultato difficile scrivere, raccontare qualcosa tramite le pagine delle mie storie, ma nel momento che qualcuno mi pone davanti l'opzione “biografia” vado nel pallone. In qualche modo, parlare di me, mi risulta difficile. Molteplici cose, riguardo me, le mie passioni, le mie risate, le mie stesse paure, sono in grado di affrontarle solo se di mezzo c'è un personaggio al quale io ho dato vita. Un po’ come con Lune (di English love affair), alla qual inconsapevolmente ho dato così tanto del mio carattere e del mio passato. E una biografia, anche se solo di una pagina, non riesco a scriverla. Forse perché quelli più interessanti di me, sono i miei personaggi. Forse perché il mio non riuscire a fidarmi, mi porta solo a dire chi sono e quanti anni ho. Ma se io devo dire il reale motivo per cui ho iniziato a scrivere… e come rivelare un mio dolore. Non a caso Stay Strong è stata in assoluto la prima storia che io ho avuto il coraggio di pubblicare. Era il mio urlo disperato di aiuto, un urlo che non riuscivo a far fuoriuscire dalle mie labbra, un urlo mai udito, se non da delle semplici pagine bianche. È stato un urlo, sfogato su una storia, che in qualche modo mi ha salvata. Non so nemmeno se riuscirò a pubblicare questa piccola rivelazione, ma penso che forse se lo faccio, avrò anche il coraggio di scrivere quella biografia, che in fin dei conti è una grandissima sciocchezza. Perché le paure vanno affrontate giusto? Eccetto quelle per i ragni, i topi e le falene… quelle col cavolo che le affronto

















