Un romanzo che si differenzia e spicca per la voglia di raccontare una storia senza mezzi termini o censure.
I miei sogni tra le pagine
seen from Mexico
seen from United States

seen from Singapore

seen from China

seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from Jamaica
seen from Türkiye
seen from Ukraine
seen from Germany
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from Philippines
seen from United States
seen from Germany

seen from Argentina

seen from United States
seen from United States
Un romanzo che si differenzia e spicca per la voglia di raccontare una storia senza mezzi termini o censure.
I miei sogni tra le pagine
"La mia prima lettura del 2013 non poteva andar meglio. Ultimo Orizzonte è veramente un gran bell’eBook. Un fantasy, ma molto lontano dai cliché che impestano il genere..."
Il Vecchio Mondo è ormai scomparso, inghiottito dalle acque e da altri cataclismi. Basta fare un giro a Spèza, un tempo conosciuta come La Spezia, per rendersene conto: quello che prima era un porto mercantile fiorente ora è una città sporca, arrugginita e invasa da acque tossiche. L'unica protezione contro l'inarrestabile ascesa della marea è la muàgia, una gigantesca barriera di rottami creata con la magia e dotata di tredici pompe che lavorano senza sosta per impedire al mare di sommergere l'Entromuro e il resto di Spèza. Senza la muàgia gli abitanti sarebbero perduti. E mentre la barriera comincia a vacillare, qualcosa si impegna per sommergere la città. Qualcosa di antico e malvagio, nascosto nel Cimitero delle Navi nel profondo degli abissi...
HydroPunk Archives #15, Ultimo orizzonte, intervista a Valentina Coscia
C’è una miriade di validi motivi per cui leggere “Ultimo orizzonte”, romanzo di Valentina Coscia, 35 anni, edito da WePub. Vediamo di elencarli…
blog.wired.it/residentreader
"Tutto si incastra a perfezione in questa storia (Ultimo orizzonte, N.d.R.), ogni cosa ha la sua giusta spiegazione, non ci sono buchi trappole narrative, o sotto-sotto-trame lasciate in sospeso."
Tutto bene nella mia testa
Il nonno diceva che la muagia definisce l’orizzonte delle nostre vite e ne costituisce il limite tangibile. Non penso fosse un complimento, sembrava insofferente a questo legame. Mi raccontava tante cose, quando tornava a casa. Mi raccontava – lui che sapeva di grasso e di sale – delle pompe e del loro eterno sbuffare, del calore del loro cuore metallico, del muro che rendeva sicure le nostre case, di quant’era spesso e profondo. Dei misteri che si annidavano nelle sue mille stanzette, misteri perduti dalla morte dei suoi costruttori. Ma mi raccontava anche del mare, là fuori dalla muagia, che era blu e piatto sotto il sole arrabbiato d’estate e grigio-verde d’inverno. Di come profumava di fresco e d’amaro e di come prendesse a ceffoni il ferro con le sue onde, quand’era di umore cattivo. Di quanto era grande.
Valentina Coscia, Ultimo orizzonte