Resto qui a guardarti
E resto qui seduto
A guardare il mondo che passa
Ruffiano e senza palle
Più o meno varia umanità avariata
Non mi muovo
L'ho imparato con il tempo
Che è meglio aspettare prima di buttarsi
E Stasera non mi fido
Nemmeno di me stesso
Dei tuoi occhi
Che lanciano astrali.
Sono qua, sul tetto
E ti vedo con tutto quell'amore addosso
Camminare spavalda come fosse oro
Quando una volta
Secoli fa
Tutto quell'amore era mio.
E nemmeno brillava
È che mi basterebbe una mano
Lo vedi come sono ridotto
Per scendere giù da questo tetto
Dritto all'inferno
Tanto lo so che non ci siamo persi invano
Che tornerai a sfiorarmi
Con un altro viso, altre mani, altri nomi
Parole doppiate, già sussurrate
Tu che mi urli di curarmi
Ed io che sono già morto.
testo e foto: patriziot ©













