Provo a cercare tra gli scaffali qualche cd che possa fare al caso mio. Qualcosa di riflessivo, meglio se strumentale, che tenga compagnia a me e al libro che sto per iniziare a leggere.
Poi lo sguardo cade sulla pila di vinili appena comprati in uno di quei mercatini di brocante e moderariato che trovi la Domenica nelle cittadine della Provenza e che ancora devo mettere in ordine. Ne spunta dal mucchio uno doppio, dalla copertina vagamente anonima, rispetto alle altre, come quei volumi rilegati di certe enciclopedie che uno non ha mai aperto.
La dicitura semplice semplice, su uno sfondo tutto nero, dice già tutto: "Uriah Heep Live January 1973". Leggo i titoli sul retro della cover. Una scaletta tremenda e una tentazione troppo ghiotta. Partono le prime note ed e' come quando si ha in mano una istantanea scattata con la Polaroid. Poco a poco prende forma, voi che pensate al momento in cui l'avete scattata avendo il timore di aver sbagliato luce o di avere mosso troppo il braccio. Poi tutto ad un tratto compare il soggetto di quello scatto. E voi che pensate: " si, proprio come me l'ero immaginato."
Per oggi il libro può aspettare.
E pensare che cercavo altro.
@ilpianistasultetto















