Valdagno, antico insediamento cimbro, vanta una ricca tradizione che unisce elementi storici ad altri più moderni. Tra testimonianze orali raccolte da Antonio Boscato e antichi rituali per scacciare il gelido inverno, ma sempre e rigorosamente con una fritola calda tra le mani.
A Valdagno (VI) un corteo di quattromila persone, di cui metà donne, abbatte la statua del fondatore della dinastia tessile cittadina: Gaetano Marzotto. Alle cariche della polizia, Valdagno brucia per una violenta sommossa
storia di classe, 19 aprile 1968: la rivolta di Valdagno
Il 19 aprile 1968 vede a Valdagno una rivolta operaia contro Marzotto e contro l'esasperante repressione politica padronale che impediva una gestione normale di una vertenza sindacale.
19 aprile 1968: la rivolta di Valdagno
Già il mercoledì della settimana precedente era stato indetto uno sciopero selvaggio dichiarato solamente la sera prima. In quella mattinata gli operai avevano picchettato i gradini della fabbrica impedendo agli impiegati l'entrata anche violentemente dove necessario.
Quando il 19 aprile altra data di sciopero gli operai alle 7 di mattina si recarono davanti alla fabbrica per picchettare trovarono un'amara sorpresa, i carabinieri si erano posizionati sui gradoni. Immediatamente gli animi si scaldarono, in particolare quelli delle donne che reagirono violentemente urlando e imprecando contro i carabinieri schierati.
A un certo punto un brigadiere dei CC in borghese tirò fuori una catena legata con un lucchetto ed iniziò a picchiare con questa. Le donne presenti sui gradini quindi vennero caricate dalla polizia e subito gli operai accorsero per opporsi alla carica. Per protestare contro l'uso delle catene fatto dai carabinieri volarono in loro direzione una serie di uova.
Questi primi tafferugli causarono dei feriti tra gli operai che chiesero delle garze alla fabbrica. I dirigenti risposero che si facessero medicare dentro la fabbrica. Lo scopo ovviamente era quello di individuarli ed identificarli. Molti però sono anche i feriti tra i CC.
Alle 9:15 arrivò la celere cercando di disperdere la folla lanciando lacrimogeni e caricando violentemente. Gli operai antistanti i gradini si trovarono quindi imbottigliati tra la celere ed i carabinieri che scesero dalle scalinate.
Alle 10:30 la celere si ritirò in via Gaetano Marzotto e i carabinieri ritornarono sui gradini.
La manifestazione continuò senza fatti particolarmente gravi fino alle 14 quando sulla porta della fabbrica spuntò il direttore amministrativo della Marzotto. La folla alla sua vista iniziò a premere sui cancelli riuscendo a sfondarli.
Di nuovo fino alle 18 poco successe nella piazza ancora piena, ma l'arresto di due operai scatenò la reazione di massa.
I dirigenti dei sindacati CGIL, CISL e UIL a quel punto arbitrariamente senza consultarsi con gli operai concordarono con la polizia il rilascio dei due operai in cambio dello scioglimento della manifestazione.
Ma quando ciò venne annunciato alla massa gli operai si imbufalirono con chi tentava di spezzare le lotte e affermarono di non volersi tirare indietro. La polizia immediatamente caricò e lanciò nuovi lacrimogeni, a quel punto gli operai iniziarono a rispondere con un fitto lancio di sassi. Gli operai lentamente guadagnarono terreno, ma iniziarono immediatamente tutti una serie di caroselli con le camionette.
A questo punto alcuni manifestanti attrezzarono un'auto con un altoparlante e iniziarono a girare per la città invitando la gente a scendere in piazza in favore degli operai. In moltissimi risposero unendosi alla protesta.
Tra questi molti furono gli studenti delle medie inferiori che infervorati dalla voglia di ribellarsi buttarono giù la statua di Marzotto padre e attaccarono direttamente tutti gli esercizi commerciali che i Marzotto avevano in città.
Alle 22, 23 arrivarono i caschi blu da Padova e rastrellarono la città arrestando 200 operai e disperdendo le folle con bombe lacrimogene e a volte vere e proprie bombe a mano.
A Valdagno (VI) un corteo di quattromila persone, di cui metà donne, abbatte la statua del fondatore della dinastia tessile cittadina: Gaetano Marzotto. Alle cariche della polizia, Valdagno brucia per una violenta sommossa.
I was asked by @the_hindu newspaper to choose a place from my travels and write on it so that readers can armchair travel to these places, in these lockdown days. So here it is. "Mountain lines - Valdagno, Italy" by Carlo Pizzati* More important than where and what you should visit is why you should visit it. Go only where you need to. Where is a place I’ve needed to go to? Occasionally, I feel I must go home, to the town where I grew up, Valdagno, about an hour’s drive North of Venice. It is five minutes from my mother’s hometown of Recoaro Terme and near my favourite mountains, the Little Dolomites. Valdagno has some of the most interesting residential architecture of the 1930s, in the Social City built by the industrial family Marzotto, and enchanting hikes in the hills that surround it. Also, quite a vibrant aperitivo life at sunset. You must try the famous biancorosso of the Carlotto distillery or its milder rosolio. Recoaro Terme is a famous thermal waters town, where even Friedrich Nietzsche went to seek inspiration. There you can hike, ski, rock-climb, trek up to 2,200 metres, cross a Tibetan bridge and discover delicious local foods like polenta with finferli mushroom or the very famous gnocchi with fioretta cheese, which you can find only there, as it is an original dish from that valley. You will see faces that look slightly Germanic, rather than your stereotypical Italian. It’s because the ancient Cimbri people, from whom I also descend, moved there from Germany centuries ago. The Cimbri (a word that comes from ‘timber’) came South to cut the woods that built the navy fleet of the Most Serene Republic of Venice, leaving traces in our DNA, language, work ethics and customs. Yes, go home, go to my home." Read: The Travel Diary of a Philosopher by Herman Keyserling A Search in Secret India by Paul Brunton *The author and journalist’s latest memoirs are Bending Over Backwards and Mappillai. His collection of short stories will be published later this year. #valdagno #recoaro #recoaroterme #carlottoliquori #piccoledolomiti #cimbri #cimbria #piccoledolomitisport #marzotto #bendingoverbackwards #mappillaithebook (at Saadiyat Island) https://www.instagram.com/p/B_CF5tPpCLS/?igshid=18e0h52y59t75