Non siate come me, che vi promettete di fare la valigia e invece perdete tempo a tagliarvi i capelli in casa da soli (probabilmente con risultati disastrosi) (fortuna che sono riccia e le asimmetrie si notano di meno)
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Non siate come me, che vi promettete di fare la valigia e invece perdete tempo a tagliarvi i capelli in casa da soli (probabilmente con risultati disastrosi) (fortuna che sono riccia e le asimmetrie si notano di meno)
Chi si offre volontario per farmi la valigia ?
Offresi ricca ricompensa da concordare in loco.
essendo io di formato piccino e mia madre alta e grande io credo da quando nacque, tanto che non riesco a concepirla di spazio occupante meno d'un metro, non ci siamo mai scambiate vestiti io e lei — anche per età, generazione e magari gusti chissà, al massimo foulard che infatti quello suo di seta rossa e blu è il mio preferito, e unico che voglio.
quel che ho sempre desiderato però son state le sue scarpe, un paio in particolare, un numero 40 che già da bambina rimiravo con ardore
delle open toe verde mare intenso, incrociate sul davanti, non più d'otto cm di tacco, pelle morbida e intensa e vissuta mi pareva
le cerco tutt'ora in giro per il mondo, copie, sempre brutte copie, per il mio piedino di gatto
oggi ho recuperato un po' dei suoi vestiti che erano rimasti in una casa in irlanda dove una volta l'anno ultimamente andava per lavoro da amici lì residenti
non riesco ad aprirla
sta lì nell'angolo di entrata della mia casa
e non penso oh, i vestiti le maglie a righe i maglioni le camiciole di mia mamma grande, quello lo penso già del suo armadio a casa, che giace lì intatto glaciale di mughetto,
penso
se apro quella valigia io vorrò indossar tutto, tener tutto, appender alla gruccia i miei prossimi maglioni.
Vorrò trovar il modo per accorciare i bordi, ficcare l'abbondanza dentro i pantaloni, le maniche girarle centmillevolte fin alle spalle, il collo alto triple volte, i pantaloni magari li arrotolo per quando vado al mare
mi estraggo da lì, mi strappo dallo slancio travestimento, li lascio, immagino quel che sta dentro figuro me con addosso le righe di mamma con le interlinee diverse, e io che le rendo ancor più strette stropicciate senza tenderle col corpo grande, un quadernino di bambina
magari pure le scarpe verde mare scuro trovo lì dentro, mica è vero, dalla punta a goccia che così poco le ho visto indossare, sempre appoggiate lì, nella scatola preziosa dello scaffale, in attesa del momento perfetto, perché troppe, scarpe di regina, potere luminoso, sfrontate di bellezza di corpo slanciato, con cui camminare io sul ciglio del mondo che non vedo
La mia valigia è piena di "non si sa mai". Come nella vita, anche davanti all'evidenza, mi aspetto che capiti qualcosa che stravolga i miei piani. La triste realtà è che metterò 1/4 di quella roba perché non succeda nulla di tutto ciò che immagino.
Senti mai quella voglia di prendere e scappare via? Parlo di quella voglia di sparire per giorni, far perdere completamente le tracce di te, sparire in qualche luogo magico, diverso. Gettarti a piombo in un paese del quale non conosci la lingua, le tradizioni, gli usi. Senti mai la voglia di rischiare? Rischiare di perderti, di innamorati ancora e ancora di un posto ogni giorno diverso dal precedente. Senti mai il bisogno di isolarti? Partire da sola, passare le notti tra stazioni dei treni ed aeroporti, mangiare un panino al volo e rimetterti in viaggio, tu, la tua valigia e la tua libertà. Sì, mi manca quella libertà.
Venice carnival da Flavio Ciarafoni Tramite Flickr: Thanks for your visit
Poi mi sveglio di notte con gli incubi in testa e una valigia già piena da un anno che mi detesta. E non crescono i fiori, è vero, dove cammino io, ma nemmeno è tutto nero.
-GAZZELLE, "Nero"
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