L'intelligenza artificiale dal testo all'immagine.
In ogni epoca nascono nuove forme di espressione artistica, come è successo con la fotografia. Le nuove tecnologie consentono di creare imma

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L'intelligenza artificiale dal testo all'immagine.
In ogni epoca nascono nuove forme di espressione artistica, come è successo con la fotografia. Le nuove tecnologie consentono di creare imma
Scritte e disegni sui muri sono sempre capaci di dar fastidio al potere, quantomeno nel loro costituire un canale di comunicazione diretta dal popolo al popolo
Vanni Santoni, Dilaga ovunque
“L’interpretazione dei sogni è una disciplina utilissima per rivelare la personalità di chi li interpreta.”
Iacopo Gori, in Vanni Santoni, L'impero del sogno (Mondadori, 2017)
Copertina per Vanni Santoni “La verità su tutto”, Mondadori 2021.
La scrittura non si insegna La scrittura è qualcosa cui tendere ma anche un esercizio costante, inoltre è strettamente intrecciata con la…
Non si può insegnare a scrivere, sostiene Santoni, o pensare che scrivere consista solo nell'utilizzare tecniche che pure si possono imparare (struttura, climax, conflitto...): la letteratura è più di questo, non c'è una struttura buona per ogni romanzo, anzi proprio il genere romanzesco ha esplorato infinite possibilità. Quel che si può fare, sostiene l'autore, è insegnare a «essere uno scrittore»
Interessi in comune
Ho letto alcuni dei racconti scritti da Vanni Santoni (“Muro di casse”, “I fratelli Michelangelo”, “La stanza profonda”…) e mi è sempre piaciuto il suo “stile”, il suo particolare modo di affrontare una storia.
Questa volta è stato il turno di “Interessi in comune”. La storia che qui si narra coinvolge un gruppo di adolescenti del Valdarno e si sviluppa nell’arco di 10 anni, dai 16 (di media) ai…
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di Francesca Matteoni Anni fa Vanni Santoni mi girò un suo lavoro inedito incentrato su una mappa di Europa riscritta dallo sguardo di due giovani, fratello e sorella, i cui viaggi o vagabondaggi p…
“Anni fa Vanni Santoni mi girò un suo lavoro inedito incentrato su una mappa di Europa riscritta dallo sguardo di due giovani, fratello e sorella, i cui viaggi o vagabondaggi per teknival o i più borghesi club delle capitali erano il fuoco in cui il passato si consuma mentre i luoghi e le storie sopravvivono ben oltre i singoli destini. Da quella lettura uscivano alcune domande fondamentali e interconnesse: cosa tiene vivo il vecchio continente sopra un mucchio di stereotipi e richiami ipocriti alle comuni radici culturali? Cosa resta del percorso esperienziale quando incontra il suo momento più estremo e deve decidere se abbandonarvisi, attraversarlo o voltarsi altrove? Quale rito ci farà credere che siamo stati vivi una volta? Quale libertà non si può istituzionalizzare, categorizzare perché è pre e post verbale, ha il ritmo di quell’anima del mondo che ci tiene inconsapevolmente insieme? E, in sunto, come si racconta tutto questo, cioè, ciò che resta sempre fuori dalle mappe?”
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“... dagli allarmismi del senso comune, della cattiva informazione, della più ottusa legalità che di buon grado si accompagna alla legge di mercato, vero demone di ogni atto libero. Si tratta di rifare la geografia del continente, disegnandola nei suoi spazi desolati, abbandonati, periferici, reliquiari della contemporaneità più selvaggia, la cui bellezza “quindi la speranza”, luccica nei corpi e nella danza dei raver, di un collettivo che travalica confini nazionali, etnici e linguistici. Si tratta infine di tirar dentro anche il più estraneo dei lettori nell’utopia autorigenerante di questo unisono, niente affatto commercializzabile”
http://www.leparoleelecose.it/?p=18964
“...fuori dall’ingresso c’era una situazione che avevamo visto al massimo nei videogiochi tipo Double Dragon, bidoni di lamiera col fuoco dentro e intorno lo smazzo a cielo aperto, cartoni, pasticche, figurati che a quei tempi neanche sapevamo cosa ci fosse dentro, cosa fosse l’MDMA, pensavamo fosse anfe tagliata a morfa. Morfina? Sì, sai, per l’effetto entactogeno… Il “morbidone” non ce lo spiegavamo, era fuori dalle categorie di droghe di cui avevamo esperienza o di cui avevano esperienza i relitti della generazione precedente che bazzicavano i nostri stessi bar. E già allora, già allora ricordo bene una ragazza, la ragazza da cui comprammo gli acidi, Super Hofmann vecchia scuola, sole, luna, bicicletta, la scritta 1943, quella tipa sembrava uscita da Mad Max, aveva degli occhialetti da aviatore sul capo, veniva chiaramente da un altro mondo, da un’altra cultura, e ripeteva eh ogni anno diciamo boicotta il Livello boicotta il Livello e poi siamo sempre alle serate del Livello, suggerendo quindi che esistesse addirittura qualcosa di diverso e migliore di quello che avevamo davanti, qualcosa di ulteriore e più puro”
https://darkscene.org/21741-hekate-tempeltanze-2001.html
https://treracconti.it/intervista-a-vanni-santoni/
http://www.minimaetmoralia.it/wp/muro-di-casse-vanni-santoni/