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Voglio un gelato con la panna e la granola
"È normale che tu non sia agitata per la discussione ma hai l'ansia per la festa: alla prima sai che andrai bene, ma la festa è socialità, quindi..."
Ore 4:04. Praticamente domani (…) c'è questa cosa che mi laureo e mi piacerebbe vivamente non ricordarmi chi sono. Invece niente: non ce la faccio proprio a non farmi precedere da quelle insulse paura e dalla vasta gamma di disagi stronzi che tanto assiduamente frequento.
Esempio: qualche ora fa ero al locale sulla spiaggia che ho ingenuamente scelto per il quasi innocente aperitivo che ho immaginato per la mia festa. Il tipo del locale, che bonariamente ho soprannominato “Il Trappano”, gentilmente mi invita alla serata che si sarebbe tenuta quella sera, per farmi assaggiare le destrezze per cui vorrebbe fosse famoso il suo locale. Tergiverso pensando con gioia di essere giustificata dal fatto di non avere nessuno con cui andarci, quando Orso Bruno guarda caso mi chiede di vederci sul tardi. L Mi sento in dovere di proporglielo, lui impunemente accetta. Situazione: entro gratis superando incerta l'avvilente selezione fuori al locale, ci parlo disagiatamente, ci facciamo offrire un drink. Meno di un'ora dopo ce ne andiamo senza avergli portato gli altri amici che ci avrebbero dovuto raggiungere, mi chiede con cortesia di lasciare la strana card consegnataci all'ingresso in cassa. Lo faccio e la ragazza mi propone un talloncino nero (tale “PASS”) che io declino sostenendo che “abbiamo fatto già”, perché pensavo servisse per bere. All'uscita, giustamente, non ci lasciano PASSare. Torno indietro disperatamente vergognata, con il simpatico Trappano che mi porge da lontano i suddetti cartoncini, ridacchiando compostamente. Risultato: sono insonne e mi sono chiusa una canna solitaria da balcone perché non riesco proprio a dormire per la citata vergogna, piuttosto che per una più legittima preoccupazione pre-laurea. Ho detto a mamma che lunedì alla festa può tranquillamente portare una mia foto in cornice, perché io di certo non avrò il coraggio di figurare. Può riciclare il lumino che hanno apposto alla mia tesi, appoggiata sulla scrivania a mo’ di lapide. Col cazzo che lì mi rivedranno mai più. Mi fingerò dignitosamente morta.
toccati, masturbati, fatti sentire
He was a punk she did ballet
Sputare la sua sborra sulle tette >>>
Secondo me quelle a cui non piace ingoiare in realtà non piace il cazzo
Vieni dentro fino a finirti