Non si può sentire il nome di Via del Campo a Genova, senza pensare a Fabrizio De Andrè. Non si può non pensare a lui, non solo per la celebre canzone, ma anche per l’aria che si respira passeggiando per quelle strette vie della città vecchia, in cui tutti noi sentiamo la presenza quasi fisica del più importante cantautore italiano.
Migliaia di persone in questi anni, dalla prematura scomparsa di Faber nel 99’, hanno camminato per quelle vie in suo onore, lasciando oggetti o frasi in suo ricordo, tentando di scovare tra uno sguardo e l’altro gli occhi grigi color rugiada delle sue donne. Finalmente però, i lavori iniziati nello scorso Settembre, si sono conclusi, ed è pronto per l’apertura al pubblico il nuovo museo-emporio “Via del Campo 29r”.
La strada la conosciamo tutti, il civico è il 29 e la R sta per rosso. Se questo indirizzo vi suggerisce qualcosa, oltre alla mitica ballata di De Andrè, è perché proprio là si trovava, fino al 2010, l’altrettanto mitico negozio “Musica Gianni Tassio”. Chi conosce Genova non può non esserci andato almeno una volta, percorrendo i passi di uno dei più importanti “pellegrinaggi musicali” italiani. Ora questo luogo storico si copre di una nuova veste, moderna, innovativa, funzionale, ma che non dimentica la poesia e la delicatezza delle parole dei nostri cantautori.
Parlo al plurale perché non solo a De Andrè è dedicato questo luogo, ma bensì a tutta la Scuola Genovese, dai suoi esponenti storici a quelli più moderni: da Faber a Tenco, da Bindi a Fossati, e poi ancora Gino Paoli, Bruno Lauzi, i fratelli Pivio, Aldo De Scalzi, i Gambetta e molti altri altri.
Un luogo di incontro tra musica, parole e ricordi, tra un passato glorioso e un futuro incerto, ma soprattutto un punto di ritrovo per tutti gli appassionati che non vogliono perdere l’occasione di rivivere, seppure nel nuovo millennio, quelle magiche atmosfere.
L’Emporio di Via del Campo 29 rosso – Render di Sara Massa
Uno spazio commerciale anche, in cui sarà possibile acquistare dischi originali, spartiti, saggi e oggetti di culto dei cantautori genovesi, ed insieme un museo che continua a conservare “reperti” storici e sarà arricchito da nuovi percorsi virtuali, con contributi audio, video e piattaforme multitouch dedicate ai luoghi d’ispirazione dei brani.
A firmare l’ambizioso progetto (proposto grazie ad un bando pubblico del Comune di Genova) un consorzio formato dalla cooperativa genovese Solidarietà e Lavoro (già responsabile della didattica del Museo Galata e di Castello Albertis), insieme alla società informatica Eet di Sestri Ponente e alla cooperativa Sistema Museo di Perugia. Non si tratta solo di musica però, ma anche di un primo passo verso la riqualificazione ambientale e culturale di tutta la zona dei Caruggi, in cui ormai da anni si vive una condizione di degrado che difficilmente si accosta alla bellezza di quelle strade.
Un piccolo accenno sulla struttura: un corridoio bianco tappezzato da storiche immagini in bianco e nero, conduce nell’antro suddiviso in due livelli, uno commerciale ed uno museale. La parte commerciale è letteralmente cosparsa di teche e scaffali, tra cui perdersi alla ricerca di dischi (dalle ultime novità internazionali alle firme storiche del nostro panorama musicale), immagini, cofanetti, rarità varie da veri collezionisti; quella museale invece esporrà alcuni tra gli oggetti di culto più famosi della Scuola Genovese, tutto ovviamente accompagnato dalla migliore musica di sottofondo. Il materiale verrà mostrato a rotazione, per permettere ai visitatori di scoprire ogni volta oggetti diversi. Sullo stesso corridoio si trovano però anche piattaforme multimediali, che ricordano in versione più modesta, la magnifica mostra di Palazzo Ducale del 2008-2009 (anche quella un’iniziativa di enorme successo), e dove oltre a visionare contributi speciali, si potranno spedire cartoline virtuali e lasciare dediche, in perfetta conformità con la tradizione avviata da Gianni Tassio (scomparso anche lui nel 2004).
All’inaugurazione del 25 Febbraio saranno presenti il sindaco Marta Vincenzi, l’Assessore comunale alla cultura Andrea Ranieri, Dori Ghezzi e Don Andrea Gallo. Si partirà alle ore 17.00 e si continuerà per tutta la serata tra le strade e i palazzi della zona, con iniziative di musica e poesia. Il materiale verrà mostrato a rotazione, per permettere di mostrare oggetti diversi ai visitatori che torneranno nel tempo.
Piccola chicca, la famosissima chitarra Esteve ‘97 di Faber avrà il posto d’onore, sarà appesa al soffitto e dominerà così tutta la sala principale. Il prezioso oggetto era stato acquistato nel 2001 per un’asta benefica in favore di Emergency, grazie ad una sottoscrizione pubblica guidata proprio da Gianni Tassio.
Per tutte le informazioni potete visitare il sito www.viadelcampo29rosso.it
Forse, come diceva De Andrè, il paradiso è davvero lì al primo piano…