Hoy fui a la barranca de huentitan aquí en Guadalajara Jalisco México y estuvo muy pesada la subida 😓 pero valió la pena 🌳🌿

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Hoy fui a la barranca de huentitan aquí en Guadalajara Jalisco México y estuvo muy pesada la subida 😓 pero valió la pena 🌳🌿
Visiting Sicily - I remember that in a hotel in Taormina I often met those tours of Asian tourists that in seven days saw all of Italy. They arrived tired and confused towards evening, unloading huge suitcases into which they could comfortably fit. They left at dawn to shoot the whole of Sicily in one day. A nightmare: the denial of visiting and knowing! At the end, once at home, among the thousands of photographs and sefie have been taken, they reviewed what they had lost. This is why the initiative of the Train of Taste, the recovery of old trains with which to visit Sicily in peace and with curiosity, seems to me a laudable initiative because in addition to allowing low-cost tourism, you also have the pleasure of finding in each station of arrival of the slow food in a local food exhibition. During a weekend it will be possible to visit 87 more or less famous municipalities. The same names of the trains are already an invitation to choose them, such as "The holiday sweets train" or the "The train of sfincione and fruit in winter. So, if you plan a visit to Sicily, take a day in serenity by crossing Sicily in second class ready to satisfy your confectionery or culinary curiosities.
Visitando la Sicilia - Ricordo che in un albergo di Taormina incontravo spesso quei tour di turisti asiatici che in sette giorni vedevano tutta l’Italia. Arrivavano stanchi e confusi verso sera, scaricando enormi valigie dentro cui potevano stare comodamente anche loro. Partivano all’alba per girare in una giornata tutta la Sicilia. Un incubo: la negazione del visitare e conoscere, al limite in patria, tra le mille fotografie fatte, rivedevano cosa avevano perso. Per questo l’iniziativa del Treno del Gusto, il recupero dei vecchi treni con cui visitare la Sicilia in tranquillità e con curiosità, mi sembra un iniziativa lodevole perché oltre a permettere un turismo a basso costo si ha anche il piacere di trovare in ogni stazione d’arrivo delle esposizione di cibo locale slow food. Durante un week end sarà possibile visitare 87 comuni più o meno famosi. Gli stessi nomi dei treni sono già un invito a sceglierli come ad esempio “Il treno dei dolci delle feste” o il “Il treno dello sfincione e della frutta d’inverno Quindi, se programmate una visita in sicilia, ritagliatevi una giornata in serenità attraversando la Sicilia in seconda classe pronti a soddisfare le vostre curiosità dolciarie o culinarie.
PROGRAMMA E ITINERARI
10 maggio - Partenza da Catania - Il treno per la Fiera Mediterranea del Cavallo: tappe a Scordia e Ambelia
11 maggio - Partenza da Catania - Il treno per la Fiera Mediterranea del Cavallo: tappe a Scordia e Ambelia 12 maggio - Partenza da Catania - Il treno per la Fiera Mediterranea del Cavallo: tappe a Militello in Val di Catania e Ambelia 12 maggio - Partenza da Palermo - Il treno dei sapori del Belìce e dell’agro segestano: tappe di sosta a Segesta, Salemi, Cretto di Burri a Gibellina vecchia 19 maggio - Partenza da Messina - Il treno degli agrumi e dei formaggi, tra Nebrodi e Madonie: tappe a Capo d’Orlando e Cefalù 19 maggio - Partenza da Palermo - Il treno delle conserve e dei formaggi nel Val di Mazara: tappe a Partinico e Alcamo 25 e 26 maggio - Partenza da Messina - Il treno dei prodotti identitari delle isole: tappe a Milazzo e imbarco per Lipari e Salina 2 giugno - Partenza da Siracusa - Il treno dei dolci e gelati delle aree ionica ed etnea: tappe a Francavilla di Sicilia e Gole dell’Alcantara 2 giugno - Partenza da Porto Empedocle - Il treno dei prodotti della terra nelle aree interne: tappe a Racalmuto e Caltanissetta 9 giugno - Partenza da Palermo - Il treno dei dolci delle feste: tappe a Sutera e Favara 9 giugno - Partenza da Siracusa - Il treno delle dolcezze pasquali e prodotti degli Iblei: tappe di sosta a Cassibile, Noto antica, Avola vecchia e Avol 9 giugno - Partenza da Trapani - Il treno delle verdure selvatiche, dei formaggi e del pane: tappe a Salemi e Gibellina nuova 15 e il 16 giugno - Partenza da Palermo - Il treno delle dolcezze ericine e sapori di tonnara: tappe di sosta a Erice, Tonnara di Bonagia, Favignana 16 giugno - Partenza da Catania - Il treno degli agrumi e frutti lungo la costa ionica: tappe di sosta a Castiglione di Sicilia e Castelmola 22 e il 23 giugno - Partenza da Palermo - Il treno dei formaggi e legumi tra Madonie e Nebrodi: tappe di sosta a Petralia Soprana, Gangi e Sperlinga 23 giugno - Partenza da Porto Empedocle - Il treno dei formaggi dell’agrigentino: tappe - Porto Empedocle, Agrigento e Favara 30 giugno - Partenza da Trapani - Il treno dei formaggi e sapori delle terre sicane: tappe - Marsala e Mazara del Vallo 7 luglio - Partenza da Porto Empedocle - Il treno dei prodotti della terra dell’agrigentino - tappe a Palma di Montechiaro e Licata 7 luglio - Partenza da Catania - Il treno degli agrumi dello Ionio e dei prodotti del mare - tappe di sosta a Aci Castello e Siracusa 14 luglio - Partenza da Siracusa - Il treno della frutta etnea e del miele ibleo - Tappe a Vizzini e Grammichele 14 luglio - Partenza da Agrigento - Il treno della frutta e conserve nei Monti Sicani - Tappe a Mussomeli e Cammarata 20 luglio - Partenza da Catania - Il treno della frutta dell’Etna - Tappe di sosta a Militello in Val di Catania e Caltagirone 28 luglio - Partenza da Trapani - Il treno del pane cunzato - Tappe di sosta a Mazara del Vallo e Selinunte 4 agosto - Partenza da Trapani - Il treno dei formaggi, meloni d’inverno, agrumi - Tappe di sosta a Santa Margherita di Belìce e Sambuca di Sicilia 11 agosto - Partenza da Messina - Il treno dei dolci e degli agrumi lungo la costa ionica: tappe di sosta a Francavilla di Sicilia, Gole dell’Alcantara e Castelmola 18 agosto - Partenza da Catania - Il treno della frutta dell’Etna e conserve d’autunno: tappe di sosta a Vizzini e Caltagirone 25 agosto - Partenza da Catania - Il treno del pane e dolcezze degli iblei: tappe di sosta a Siracusa e Noto 8 settembre - Partenza da Siracusa - Il treno delle mandorle e conserve iblee: tappe di sosta a Comiso e Castello e Parco di Donnafugata 8 settembre - Partenza da Trapani - Il treno dei sapori del sale e del mare: tappe di sosta a Paceco, Marsala e Mozia 8 settembre - Partenza da Catania - Il treno della frutta e dolci degli Erei alle soglie dell’autunno: tappe di sosta ad Agira e Leonforte 14 e 15 settembre - Partenza da Palermo - Il treno dei prodotti nelle terre dei Nebrodi con tappe di sosta a Castel di Tusa, Castel di Lucio, Mistretta, Motta d’Affermo, S. Stefano di Camastra, Capo D’Orlando 14 settembre - Partenza da Catania - Il treno del pistacchio di Bronte e frutta dell’Etna con tappe di sosta a Bronte e Acireale 15 settembre - Partenza da Siracusa - Il treno della frutta etnea e delle conserve d’autunno con tappe di sosta a Militello in Val di Catania e Caltagirone. 21 settembre - Partenza da Messina - Il treno del pistacchio verde di Bronte e frutta dell’Etna con tappe di sosta a Bronte e Savoca 22 settembre - Partenza da Palermo - Il treno dei formaggi dell’agrigentino con tappe di sosta a Carini, Scopello e Riserva dello Zingaro 28 e 29 settembre - Partenza da Catania - Il treno dei formaggi dell’agrigentino con tappe di sosta ad Adrano, Castiglione di Sicilia, Etna, Aci Trezza e Acicastello 29 settembre - Partenza da Enna - Il treno dei legumi delle aree interne con tappe di sosta a Calascibetta e Caltanissetta 6 ottobre - Partenza da Palermo - Il treno delle verdure d’autunno nel Belìce e nell’agro segestano con tappe di sosta a Segesta, Cretto di Burri a Gibellina Vecchia e Castelvetrano 13 ottobre - Partenza da Palermo - Il treno dei formaggi e legumi delle aree interne con tappe di sosta a Roccapalumba e Vicari 12 ottobre - Partenza da Siracusa - Il treno del pistacchio verde di Bronte e frutta etnea con tappe di sosta a Bronte e Randazzo 20 ottobre - Partenza da Messina - Il treno degli agrumi e dolcezze tra Nebrodi e Madonie con tappe di sosta a Castroreale e Castelbuono 27 ottobre - Partenza da Catania - Il treno delle dolcezze iblee di autunno con tappe di sosta a Scicli e Modica 7 ottobre - Partenza da Siracusa - Il treno delle scacce iblee e del cioccolato modicano con tappe di sosta a Ragusa e Modica 3 novembre - Partenza da Messina - Il treno dei prodotti etnei e iblei con tappe di sosta a Giardini Naxos e Noto 3 novembre - Partenza da Palermo - Il treno della frutta d’autunno nel Val di Mazara con tappe di sosta a Segesta e Castellammare del Golfo 10 novembre - Partenza da Caltanissetta - Il treno dei castelli e dei prodotti della terra con tappe di sosta a Caccamo e Collesano 24 novembre - Partenza da Catania - Il treno delle conserve dello Ionio con tappe di sosta a Savoca e Messina 8 dicembre - Partenza da Palermo - Il treno dello sfincione e della frutta d’inverno con tappe di sosta a Bagheria e Cefalù.
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CATTEDRALE DI CATANIA - SANT’AGATA
Una chiesa, come l’anima di ogni uomo, porta con se le cicatrici che la sua storia le lascia. Così questa cattedrale di Catania, casa di sant’Agata o Sant’Aita, come i catanesi la chiamano, porta con se le cicatrici di terremoti, in cendi, colate laviche passate che l’hanno toccata o distrutta e da cui lei è sempre rinata. Lo vedi in alcuni angoli da cui spuntano, chiassose e colorate, le pitture che in passato aveva e che contrastano fortemente con le bianche superfici che ne hanno preso il posto. Lo vedi dagli stili dove lo stile normanno si affianca a quello rinascimentale e ai pittori barocchi in un continuo divenire come è stata la storia della sua continua instancabile rinascita. Se la confrontiamo con altre chiese siciliane appare in prima battuta come una chiesa semplice, malgrado contenga le tombe di re e regine (i bravi re Catalani ) e di personaggi illustri (Vincenzo Bellini ad esempio), ma questa sua falsa semplicità scompare quando arriviamo in prossimità della cappella dedicata alla Santa. Nella cappella, da cui si accede alla “Cameredda” dove ne sono conservati i resti della Santa, lo stile diventa ricco, ricercato, come se qualsiasi cosa si fosse costruito, realizzato o dipinto, non sarebbe stato sufficiente a rappresentare l’entusiasmo, l’amore e la fede che i catanesi hanno per Sant’Aita. Nella cappella tutto è marmo, ghirigori, sculture dorate, volute barocche e roccocò: qui tutto è in nome e per gloria della Santa che i catanesi considerano e assumo a seconda madre, E’ questo il cuore della cattedrale, quello che nessun terremoto o incendio, potrà scalfire.
A church, like the soul of every man, carries with it the scars that its history leaves. So this cathedral of Catania, home of Sant 'Agata or Sant' Aita, as the Catanese call it, brings with it the scars of earthquakes, fires, past lava flows that have touched it or destroyed it and from which she is always reborn. You see it in some corners from which the paintings that in the past had and contrast strongly with the white surfaces that have taken their place emerge, noisy and colorful. You see it from the styles where the Norman style joins the Renaissance and the Baroque painters in a continuous becoming as it was the story of its continuous untiring rebirth. If we compare it with other Sicilian churches it appears at first like a simple church, although it contains the tombs of kings and queens (the good Catalan kings) and of famous people (Vincenzo Bellini for example), but this false simplicity disappears when we arrive in proximity of the chapel dedicated to the Saint. In the chapel, which leads to the "Cameredda" where the remains of the Saint are kept, the style becomes rich, sought after, as if anything built, realized or painted would not have been sufficient to represent enthusiasm, love and faith that the people of Catania have for Sant'Aita. In the chapel everything is marble, flourishes, gilded sculptures, baroque scrolls and rococo: here everything is in the name and for the glory of the Saint whom the people of Catania consider and take as their second mother, this is the heart of the cathedral, the one that no earthquake or fire , can scratch.
VISITING SICILY - SCICLI : FOUR CHURCHES IN SCICLI - SAN BARTOLOMEO, SAN GIOVANNI, SAN MICHELE, SANTA TERESA
VISITING SICILY - Sicily, as you may have guessed from the other posts, is like a cultural "archipelago", where it passes in a few kilometers from the Ancient Greek culture, to the Arab-Norman to the Baroque and so on. In this "archipelago", each island that composes it is extraordinarily different from those that resemble it. The Baroque of Noto is different from the one in Palermo and this continuous original diversity creates surprising effects. For example, if you go from Syracuse to Noto and from this city, you move to Modica or Scicli, you will think that what you have seen you will not be able to find in these other two small cities. Instead it is not so, indeed, Noto is only the prelude of the Baroque in southern Sicily, Modica and Scicli, they are the fulfillment. Scicli in particular, destroyed in 1693 and rebuilt is a solar and joyous explosion of the purest Baroque and therefore of the scenographic and elaborate vision of the building. I say joyous not only because it was the art that followed the previous destruction and death, but also because for the people of Scicli they represented the purest beauty. Take the first church you see in the photos: San Bartolomeo. You will notice that it is almost in the depths of a canyon surrounded by high parts of rock; but do not be deceived, those walls at the time were the city, because in the caves that are in those walls lived the poor people of the city that remained in those caves until the '50s. For them, therefore, that church that they had in front of their homes, was not only a religious place, but the evidence itself, of beauty, proves that despite their misery, it existed. Those caves and people who lived amazed Pasolini when he visited Scicli and wrote in his diary, "The long road of Sand", the following words:
Seen this way, from a distance and from above, Scicli was what we call Sicily. A community of people rich in life, compressed, frightened, deformed by centuries of domination, who too much intent to suck their blood, could not suck their life
VISITANDO LA SICILIA - La Sicilia, come forse avrai capito dagli altri post, è come un “arcipelago” culturale, dove passi in pochi chilometri dalla cultura Greca Antica, a quella Arabo-Normanna al Barocco e così via. In questo “arcipelago”, ogni isola che lo compone è straordinariamente diversa da quelle che le rassomigliano. Il Barocco di Noto è diverso da quello Palermo e questa continua originale diversità crea degli effetti sorprendenti. Ad esempio se da Siracusa arrivi a Noto e da questa città ti muovi verso Modica o Scicli penserai che quanto hai visto non potrai trovarlo in queste altre due piccole città. Invece non è così, anzi, Noto è solo il preludio del Barocco nella Sicilia del Sud, Modica e Scicli, ne sono il compimento. Scicli in particolare, distrutta nel 1693 e ricostruita è una solare e gioiosa esplosione del Barocco più puro e quindi della visione scenografica ed elaborata del costruire. Dico gioiosa non solo perchè era l’arte che era seguita alla distruzione e alla morte, ma anche perchè per la gente di Scicli rappresentavano la bellezza più pura. Prendi la prima chiesa che vedi nelle foto: San Bartolomeo. Noterai che sempra quasi nel fondo di un canyon circondata da alte parti di roccia; ma non farti illudere, quelle pareti all’epoca erano la città perchè nelle grotte di cui sono piene quelle pareti viveva la gente povera della città che in quelle grotte sono rimaste fino agli anni ‘50. Per loro quindi, quella chiesa che avevano di fronte alle loro abitazioni, non era solo un luogo religioso, ma l’evidenza stessa, della bellezza, la prova che malgrado la loro miseria, essa esisteva. Quelle grotte e la gente che viveva stupirono Pasolini che così scrisse nel suo diario “La lunga strada di Sabbia”
Visto così, da lontano e dall'alto, Scicli era quello che si dice la Sicilia. Una comunità di gente ricca di vita, compressa, atterrita, deformata da secoli di dominazione, che troppa intesa a succhiarne il sangue, non ne ha potuto succhiare la vita
VISITING SICILY - THE WINE IN ENNA E CALTANISETTA; Pictures 1-4 Baglio di Cristo Campobello; Pictures 5-7 Tenute Principe di Butera; Pictures 8-9 Cantine Sollami; Picture 10 Tenute Maurigi
VISITING SICILY - the Wines of Enna and Caltanissetta - You cannot understand Sicily if you do not see its heart, that sea of land with great waves as high as the hills surrounding Enna and Caltanissetta. It is a succession of earth and limestone that the vineyard loves and that in summer become a hell and in winter a expanse in which the winds can chase, covering the tops of the hills on which the villages are segregated with snow or frost. . These were the possessions of the great princes, the princes Bracinforti principles of Butera that when they joined in marriage with the heirs of the Lanza Princes had control of immense land and wealth so much that their income was 10% of that of the whole of Sicily. In these dry lands where the wind that comes from the sea is the only tireless traveler, the grape grows rich in sugars and aromas. Here there are great wines present in the past of the island such as Chardonnay, Syrha the Nero d'Avola, Inzolia and Grillo, which were joined by new rows of Merlot, Cabernet Sauvignon and vinified also to produce sparkling wines according to the experience of local entrepreneurs or come from northern Italy to enrich the long history of Sicilian wines with their experience. During your travels in Sicily, stop for a moment at one of the many wineries to taste, to know and appreciate the pure and intense blood of the lands that surround the heart of Sicily.
VISITANDO LA SICILIA - I vini di Enna e Caltanissetta - Non puoi capire la Sicilia se non vedi il suo cuore, quel mare di terra dalle grandi onde alte quanto le colline che circondano Enna e Caltanissetta. E’ un susseguirsi di terra e roccia calcarea che la vigna ama e che d’estate diventano un inferno e d’inverno una distesa in cui i venti possono inseguirsi coprendo di neve o di gelo le cime delle colline su cui si trovano segregati i piccoli paesi. Queste erano i possedimenti dei grandi principi, i Principi Bracinforti principi di Butera che quando si unirono in matrimonio con gli eredi dei Principi Lanza ebbero il controllo di immensi terreni e ricchezze tanto che il loro reddito era il 10% di quello di tutta la Sicilia. In queste terre aride in cui il vento che viene dal mare è l’unico viaggiatore instancabile, l’uva cresce ricca in zuccheri ed aromi. Qui vi sono grandi vini presenti nel passato dell’isola come lo Chardonnay, il Syrha il nero d’Avola, l’Inzolia ed il Grillo, cui si sono uniti nuovi filari di Merlot, al Cabernet Sauvignon e vinificati anche a produrre spumanti secondo l’esperienza di imprenditori locali o venuti dal nord Italia ad arricchire la lunga storia dei vini siciliani con la loro esperienza. Nei tuoi viaggi in Sicilia, fermati quindi un momento presso una delle tante case vinicole a gustare, a conoscere ed apprezzare il sangue puro e intenso delle terre che circondano il cuore della Sicilia.
You can visit the locat Wine farm in:
TENUTA BUDONETTO - PIAZZA ARMERINA
FEUDO PRINCIPI DI BUTERA - BUTERA
AZIENDA AGRICOLA SOLLAMI - CALTNISSETTA
CANTINA RUBITELLO - ENNA
BAGLIO DEL CRISTO DI CAMPOBELLO - CAMPOBELLO DI LICATA
VISITING SICILY - LOOKING FOR YOU
VISITING SICILY - In the summer I often see some cyclists on the road equipped with bags of different sizes, which under a terrible heat and all sweaty, are trying to turn Sicily by bicycle. I admire their heroic efforts, because as I admired Nibali, who won the great classics by bicycle, as I admire Alessandra Nicosia who, on a bicycle built in Sicily, loves getting lost in the great deserts of the world (http: //alessandranicosia.blogspot. com /), in the same way I admire those travelers who want to cross the island by pedaling. The beauty of the places, the culture scattered everywhere and the nature now beautiful and now terrible, make Sicily an almost extreme place where there is everything and at the same time there is nothing. There is everything in the sense that you can find everything you have read about Sicily, places, art, food and there is nothing because it will come a certain time when you will only find yourself. The bicycle, with the fatigue that it entails, with its slow pace on a human scale, allows you to see, observe and appreciate places where cars can not go, where Nature commands and its beauty dominates. They will allow you to try yourself and, in the effort that will result, to appreciate even more what you see by trying your strength, your love for nature visited in the silence of the bike more than the love for the simple travel and at the end of everything you will see in the details that you will observe and in the sweat that you will throw, your limits and your ability and therefore, what you really are. You will arrive in places inhabited only by the wind, in places where, for the simple fact of having arrived by bicycle, you deserve admiration for the courage shown; not because Sicily is a hell, but it is common life where there is always a machine that solves all your efforts, for this reason also a road in the middle of nowhere will beacame a hell. This is why I take great consideration of the great riders who, under the scorching sun, cross the battered streets, those stubborn cyclists who will find there, where the beauty of what they see will take their breath away, even themselves, their will and their dedication to beautiful.
If you have to cycle around Sicily, do it in May.
VISITANDO LA SICILIA - D’estate mi capita spesso di vedere per strada qualche ciclista attrezzato con borse di diverse dimensioni, che sotto un caldo terribile e tutto sudato, sta cercando di girare la Sicilia in bicicletta. Io guardo con ammirazione il loro eroico sforzo, perchè come ho ammirato Nibali che ha vinto in bicicletta le grandi classiche, come ammiro Alessandra Nicosia che su una bicicletta costruita in Sicilia ama perdersi nei grandi deserti del mondo (http://alessandranicosia.blogspot.com/), allo stesso modo ammiro quei viaggiatori che vogliono attraversare l’isola pedalando. La bellezza dei luoghi, la cultura sparsa ovunque e la natura ora bellissima ed ora terribile, rendono la Sicilia un luogo quasi estremo dove vi è tutto e nello stesso tempo non vi è nulla. Vi è tutto nel senso che puoi trovare tutto quello che della Sicilia hai letto, i luoghi, l'arte, il cibo e non vi è nulla perchè arriverà un certo momento in cui ti troverai solo con te stesso. La bicicletta, con la fatica che comporta, con il suo andare lento a misura d'uomo, ti permette di vedere, osservare ed apprezzare luoghi dove le macchine non possono andare, dove la Natura comanda e la sua bellezza domina. Ti permetteranno quindi di provare te stesso e, nella fatica che ne deriverà, di apprezzare ancor di più quello che vedi provando la tua volontà più che la tua forza, il tuo amore per la natura visitata nel silenzio della bici più che l’amore per il semplice viaggiare e alla fine di tutto vedrai nei dettagli che osserverai e nel sudore che butterai, i tuoi limiti e la tua capacità e quindi, quello che veramente sei. Arriverai in luoghi abitati solo dal vento, in posti dove, per il semplice fatto di esserci arrivato in bicicletta, meriti ammirazione per il coraggio mostrato; non perchè la Sicilia sia un inferno, ma è la vita comune dove c’è sempre una macchina che risolve tutte le tue fatiche, a rendere anche una strada nel mezzo del nulla, un inferno. Per questo tengo in grande considerazione i grandi pedalatori che sotto il sole cocente solcano le sconquassate strade, quei cocciuti ciclisti che troveranno laggiù, dove la bellezza di quello che vedranno toglierà loro il fiato, anche se stessi, la loro volontà e la loro dedizione al bello.
Se dovete fare il giro della Sicilia in bicicletta, fatelo però a Maggio.
Cantina Florio : tenuta il Baglio, le botti per l’invecchiamento del vino, Botti per l’invecchiamento, l’enoteca.
Cantine Fazio - la tenuta con le Egadi sul mare, Le tenute verso Erice.
Cantine Firriato : Baglio Soria, tenuta Calamoni a Favignana, Dagala San Bartolomeo
Cantine Donnafugata : le vigne con gli ulivi,
Cantina Pellegrino : Tenuta Gazzerotta
VISITING SICILY - If you come to Sicily, you can eat your land with bread, fruit, vegetables and everything that our land can give you. You will appreciate the gifts of the sea with the fish you will find abundant on the three sides of Sicily, but what you must appreciate is above all its sun and so you have to drink the sun of Sicily in its wines. Now, we are not talking about an area or a type of wine, but about dozens of companies that grow an incredible variety of wines. Moreover, while in the past Sicilian wines were used to give body and strength to French or northern Italian wines, now, changing the winemakers and the winemaking method, the production has diversified and enriched. You can then decide, after being at the seaside, or have visited a church or museum of a few hours in a vineyard to drink and taste, but above all to understand the eternal bond that exists between Sicily and wine. If we consider the extreme western tip of Sicily, we find ourselves in what is one of the greatest aristocracies of Sicilian wines, where whites and reds have strength, taste and character. Below I bring you what are the farms that you can go to visit enjoying their wines but above all the attachment to the land and the rows of vines that characterize the wine producers. I also add the Pantelleria companies that are often the emanation of the great brands of Marsala, Trapani or Menfi. You can contact these companies to request a guided tour with tasting.
VISITANDO LA SICILIA - Se vieni in Sicilia, potrai mangiare la sua terra con il pane, la frutta, le verdure e tutto quello che la nostra terra sa darti. Potrai apprezzare i doni del mare con il pesce che troverai abbondante su i tre lati della Sicilia, ma quello che devi apprezzare è soprattutto il suo sole e quindi devi bere il sole della Sicilia nei suoi vini. Ora, non stiamo parlando di una zona o di un tipo di vino, ma di decine e decine di aziende che coltivano una varietà incredibile di vini. Inoltre, mentre in passato i vini siciliani erano utilizzati per dare corpo e forza ai vini francesi o del nord Italia, ora, cambiando gli enologi e il metodo di vinificazione, la produzione si è diversificata ed arricchita. Puoi quindi decidere, dopo essere stato al mare, o aver visitato una chiesa o un museo di startene qualche ora in un vigneto a bere ed assaggiare, ma soprattutto a comprendere il legame eterno che c’è tra la Sicilia ed il vino. Se consideriamo l’estrema punta occidentale della Sicilia, ci ritroviamo in quella che è una delle più grandi aristocrazie dei vini siciliani, dove i bianchi e i rossi hanno forza, gusto e carattere. Qui di seguito ti riporto quelle che sono le aziende agricole che puoi andare a visitare godendo dei loro vini ma soprattutto dell’attaccamento alla terra ed ai filari di vite che caratterizza i produttori di vini. Aggiungo anche le aziende di Pantelleria che sono spesso l’emanazione dei grandi marchi di Marsala, Trapani o Menfi. Puoi contattare queste aziende per richiedere una visita guidata con assaggio al seguito.
MARSALA
· Florio
· Donnafugata
· Cantine Vinci
· Carlo Pellegrino
· Marco de Bartoli
Calatafimini-Segesta
· Ceuso
Erice
· Fazio Wines
Paceco
· Firriato
Pantelleria
· Donnafugata
· Minardi
· Rallo
· Abraxas
· Marco De Bartoli