Virtual Reality Sickness
Ci è mai capitato di stare seduti sul nostro portatile o smartphone per molto tempo e sentirci all'improvviso stanchi sia fisicamente che mentalmente? Ebbene seppur non consapevoli in un articolo del New York Times viene affermato che almeno il cinquanta per cento di noi è affetto da questa malattia conosciuta con il nome cybersickness.
Fatica causata da una prolungata seduta sul portatile immagine presa da Wikimedia
Come ogni tecnologia digitale utilizzata dalle masse la Virtual Reality porta anch'essa a questo tipo di patologia chiamata in questo caso come VR sickness. I suoi sintomi, simili alla chinetosi (o cinetosi), sono nausea, fatica, disorientazione e apatia.
Il problema nasce dalla mancata corrispondenza tra il sistema visivo e quello vestibolare, cioè quando i tuo occhi vedono qualcosa ma i tuoi sensi restanti dicono al cervello altro. Infatti quando immersi nel mondo virtuale gli occhi dicono al cervello che ti stai muovendo quando in realtà sei fermo.
Alcuni suggerimenti per evitare di essere affetti dalla VR sickness sono:
1) Trovare una posizione confortevole, se possibile seduti, durante l'esperienza virtuale.
2) Considerare l'uso di integratori o alimenti a base di zenzero, pianta che stimola la circolazione periferica, possiede un'evidente azione antinausea e antiemetica (contro il vomito).
3) Evitare di giocare non appena la fatica inizia a farsi sentire, molti gamer iniziano a giocare proprio per rilassarsi, tuttavia bisogna ricordare che il VR gaming non è semplicemente stare seduti ma richiede uno sforzo più grade rispetto al tenere in mano un joystick.
Posizione comoda e rilassata per una piacevole immersione immagine presa da Wikimedia
Essendo questa una tecnologia ancora agli inizi molti appassionati si sono lanciati nel mondo virtuale senza pensare ad eventuali conseguenze, difatti come detto in precedenza molti si sono inconsapevolmente ammalati.
Il professor Steven K. Feiner della Columbia University ha sviluppato un metodo per combattere questo tipo di malattia. Il suo approccio cambia il punto di vista del paziente (field of view) come risposta ai movimenti percepiti durante l'esperienza virtuale. Questo metodo ha mostrato che il livello di VR sickness si è abbassato in modo significante sui pazienti. La ricerca inoltre ha mostrato che la maggior parte dei pazienti non si sia nemmeno accorta dell'intervento in quanto immersi nell'esperienza virtuale.
Sensori reagiscono ai movimenti durante un'immersione virtuale immagine presa da Flickr
"L'esperienza virtuale ha il potenziale di cambiare profondamente il nostro modo di interagire con le persone,macchine e informazioni" Feiner continua dicendo "E' fondamentale che l'esperienza virtuale sia confortevole che avvincente, e noi crediamo di aver trovato un modo per renderla tale".
Ahmed Omar







