È un periodo nero. Non ci sono alti e bassi, solo una continua linea retta posta nel fondo di tutto. Ogni cosa che provo a fare va male, ogni momento in cui c’è uno spiraglio di felicità viene subito sradicato violentemente, come se quella felicità non la meritassi, come se fossi destinata a vivere tra lacrime e dolore.
Mi sto quasi abituando a quel vuoto interno da pensare che tra qualche settimana non lo sentirò nemmeno più. Ho così paura di tutto questo da credere che quando avrò anche un briciolo di luce mi sentirò fuori posto. E probabilmente sarà così.
In questo modo nascono gli autolesionisti, almeno così si dice. Non parlo di ferite fisiche, intendo le persone che distruggono tutto, che cercano sempre il loro angolo nero in cui rifugiarsi, lontano dal mondo a colori in cui gli altri vogliono portarle.
Alla fine rimarrò da sola, il resto della gente si arrenderà e sicuramente lo farò anche io. Quando tutti saranno ormai lontani, quando non avrò nessuno da chiamare, quando non saprò che fare della mia vita, quando i miei pensieri mi ammazzeranno, sarà in quel momento che capirò che per me non c’è più speranza.















