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Elogio degli amori ancillari
La poesia di Guido Gozzano è un irriverente e sincero omaggio all’amore, all’unione carnale, al “sollazzarsi” boccaccesco scevro da ogni tedioso perbenismo.
Elogio degli amori ancillari Allor che viene con novelle sue, ghermir mi piace l’agile fantesca che secretaria antica è fra noi due. M’accende il riso della bocca fresca, l’attesa vana, il motto arguto, l’ora, e il profumo d’istoria boccaccesca… Ella m’irride, si dibatte, implora, invoca in nome della sua padrona: «Ah! Che vergogna! Povera Signora! Ah! Povera Signora!…» E s’abbandona. Gaie figure di decamerone le cameriste dan, senza tormento, più sana voluttà che le padrone. Non la scaltrezza del martirio lento, non da morbosità polsi riarsi, e non il tedioso sentimento che fa le notti lunghe e i sonni scarsi, non dopo voluttà l’anima triste: ma un più sereno e maschio sollazzarsi. Lodo l’amore delle cameriste! Guido Gozzano, 1911
Ecco la poesia messa in musica.