Yoselin Giovani, giovane pittrice condivide la sua Arte.
Oggi presentiamo una giovane artista a tutti gli effetti.
Si fa chiamare Yoss.
Ogni cosa ha un inizio, anche le passioni. Specialmente quando fanno parte di noi fin dal primo respiro. Yoss, alla tenera età di tre anni e mezzo, viveva dall’altra parte dell’oceano Atlantico, nel Venezuela. L’Arte non ha tempo, non ha limiti o luoghi prestabiliti. Lì, trascorreva i suoi pomeriggi a disegnare sul braccio del padre. Ovviamente erano delle piccole opere, ricche di personaggi fantasiosi, linee semplici e stilizzate. In quell’età non sempre si ha la convinzione che una simile passione possa durare fino all’età adulta. La risposta ce la da il tempo ed è con esso che, Yoss, ha capito di quanto le sue giornate acquisissero un senso grazie alla sua Arte. Crescendo, cresceva di pari passo anche la passione per i colori, le tempere e via discorrendo. Si trasformava sempre più in un bisogno primario, un po’ come mangiare e bere, ma con un pizzico di eccitazione in più.
All'età di 7 anni, circa, frequentò dei laboratori artistici dove creava le pignatas, (per chi non lo sapesse, si tratta di pentole messicane utilizzate nelle feste del 5 de mayo).
Ricordandoci che l’Arte non ha luoghi e limiti prestabiliti, proprio come l’Amore, nel 2003 si trasferì in Italia insieme alla sua famiglia. Scoprì un mondo diverso, l'Arte vera e propria, in tutte le sue forme: architettura, design, pittura e scultura.
Nel 2006 scelse di frequentare il liceo artistico. Furono anni di pura scoperta per Yoss, perché iniziò ad avvicinarsi allo studio dell’ Arte, scoprendo i segreti e i giochi dei colori, le sfumature, la china… tanta china. Nei suoi quadri, infatti, troviamo l'uso frequente della china, carboncini e il tanto amato colore Nero. Influenzata dai pittori espressionisti, dadaisti e surrealisti, decise di provare a creare dei quadri su tela.
Da lì, non ha più smesso.
Nei suoi quadri vi sono raffigurati occhi, figure ignote, fantastiche e misteriose...
Dal 2011 ad ora vi sono stati dei cambiamenti per quanto riguarda lo stile e l'uso del colore. Si matura e si cambia, durante la sua crescita personale ha avuto anche una crescita artistica scoprendo, sempre di più, la sua Arte e il suo stile personale.
Le figure misteriose scompaiono, diventando delle linee intrecciate con alternanza di pennellate decise. Spesso, invece, si creano delle linee caotiche che rimembrano l'età puerile.
La sua Arte si basa, soprattutto, sull'accostamento, intreccio e mix di colori e sfumature tra il nero, rosso, blu e grigio.
È come “vomitare” sulla tela parole dette o tenute per sé, come paure, perplessità ma anche gioie e tanta euforia. È come se la tela finisse per esplodere di intense emozioni - Ci racconta.
I suoi quadri vogliono lodare le emozioni che proviamo tutti i giorni, dalle migliori alle più difficili da superare; per poi rinascere più forti e godersi davvero la vita, nonostante le sue circostanze.
Secondo la filosofia di Yoss, il colore nero non ha una connotazione negativa. Di solito, quando osserviamo il colore nero, pensiamo alla morte o alla tristezza.
A mio avviso, ci dice l'artista, serve a sottolineare le emozioni provate dall'artefice. Il colore nero è misterioso ed elegante. Lo puoi accostare con qualsiasi colore; penetra nel profondo e ti avvolge come se fosse un tenero amante. E' perfetto così com'è.
Presentiamo una delle sue opere più recenti:
"OCEANS" ( Tecnica mista su tela - 50x70cm - anno 2015 )
Osservando quest’opera sorge naturale porsi alcune domande, così, abbiamo deciso di farle una piccola intervista per distruggere ogni dubbio.
-Come è nata l’ispirazione per questo quadro? È stata casuale oppure c’è stato qualcosa che ha fatto scattare la miccia?
Non è stato casuale. Nulla accade per caso. Volevo fare un omaggio alla bellezza dell'oceano, riportare i colori e le splendide sfumature dell'oceano sulla tela.
-Quali stati d’animo hai provato nel realizzarlo? E quanto tempo hai impiegato?
Tutti noi, ogni giorno, cambiamo stato d'animo e proviamo: gioia, euforia, apatia e via dicendo. Devo dire che, questo quadro, mi ha fatto provare tanta gioia, serenità e quel senso d’infinito. Il quadro è stato realizzato in una settimana circa. Me la sono presa con calma... tanta.
-Cosa tratta e rappresenta? Puoi spiegarlo?
È un quadro dove puoi tuffarti in un oceano immenso. Dove puoi pensare e soprattutto sognare: quello che faccio io tutti i giorni. Mentre creavo questo quadro, pensavo agli oceani che bagnano i continenti. Ho pensato al Venezuela, il mio paese natìo, al Mar Caribe e alle sue acque cristalline. Sono tornata indietro, a quando avevo circa 6 anni e nuotavo in quelle acque. Questo quadro ti rilassa molto.
-Provi fastidio quando qualcuno inserisce nel tuo quadro un significato che non gli appartiene?
No, assolutamente. L'Arte è libertà, a mio avviso. Ogni persona vede qualcosa di diverso e alla fine esistono varie idee. Ci sono varie interpretazioni ed è questo il bello del “gioco”. Dipende tutto dalla nostra mente e dal modo in cui percepiamo le cose.
-I tuoi quadri sono in vendita?
Sto lavorando per una mostra che dovrò fare prossimamente e non posso venderli tutti (per il momento). Ora sto facendo quadri solo su commissione.
-Ti è mai capitato di ritornare su un quadro, tempo dopo aver creduto che fosse finito?
Sì. Nel 2012 ho dipinto “Demoni” ma, l'anno scorso, l'ho dovuto modificare. Ne ho cambiato soltanto le sfumature. Prima era “incompleto” e troppo cupo. Capisco, che si chiami “Demoni”, ma deve avere anche qualcosa di “carino”, no?
-Percepisci i tuoi quadri come figli, non riuscendo a separartene, oppure, hai piacere nel condividerli con chi lo richiede?
I quadri sono dei piccoli bebè, alla fine, sono stati creati da te. Ovviamente, quando ti devi separare da loro il dispiacere è tanto. Ma poi passa. L'Arte DEVE essere condivisa.. altrimenti, il mondo sarebbe grigio e triste.
-Ascolti Musica quando dipingi? Che genere? Consigliaci qualche gruppo!
Certo! Non posso vivere senza Musica. Ovviamente, ascolto musica rock, metal o grunge. Ultimamente, sto ascoltando gli Editors, Jamiroquia, Imany e i Black Sabbath (non possono mancare). Ve li consiglio.
-Dipingi sempre nello stesso ambiente? Ti è mai capitato di avere l’ ispirazione in un momento indisposto a lasciarti dipingere?
Anni fa dipingevo nella mia stanza poi, ho cambiato, e mi sono spostata in sala. Adesso, siccome ho molte tele, mi son trasferita al garage che sta sotto casa mia. Ho più spazio, finalmente!. Per quanto riguarda l'altra domanda, sì! Infatti, porto sempre con me un taccuino dove appunto le mie idee e disegno delle piccole bozze per non lasciarmi sfuggire alcuna idea.
-Hai mai smesso di credere, anche solo per un po’, in quello che fai? Hai ricevuto grosse delusioni ?
Sì, ci sono state varie insicurezze in passato. Per un anno circa ho preso una “pausa di riflessione” e non ho realizzato nessun lavoro. È stato un periodo triste e cupo. Poi, per fortuna, mi sono resa conto che avevo commesso un grande errore. Come puoi mettere da parte una cosa che ti rende felice? Da quel dì, ho deciso di dipingere almeno un'ora al giorno. È stato terapeutico.
-Ora ci dobbiamo salutare, ma dobbiamo farlo con classe. Regalaci una perla da portare con noi!
Devo fare un inchino come una lady inglese? Hahah. Saluto con un semplice.. a presto!
Vi dico solo che la vita è splendida e non vale la pena arrabbiarsi spesso. Insomma, siate ironici e sorridete. Non prendiamoci troppo sul serio (diceva qualcuno).
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