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“Io e Lei” un Film contro l’ignoranza. ( SPOILER )
( SPOILER ) recensione.
Negli ultimi giorni, al cinema, è uscito un film intitolato Io e Lei, dalla regia di Maria Sole Tognazzi. Il film vede come protagoniste due attrici molto conosciute: Sabrina Ferilli e Margherita Buy.
Dopotutto si tratta della classica storia d’Amore che, intaccata dalle abitudini e le insicurezze, rischia di sgretolarsi. L’unica differenza, rispetto alle tipiche storie d’Amore che ci vengono propinate sul grande schermo è che, proprio le due protagoniste, sono la coppia in questione.
Si tratta di un Amore che non stiamo qui a definire gay o lesbico, come molti si dedicano a fare, ma anzi, un Amore come tanti, e poco conosciuto dai più.
Fa piacere notare come anche in Italia si stia verificando una smossa, a piccoli passi, in merito all’omosessualità. Il cinema ci ha quasi sempre fatto vedere quello che ci aspettavamo di trovare, e mai ci saremmo aspettati di vedere una Ferilli in atteggiamenti intimi con la Buy.
Importante è notare come i produttori del film siano stati attenti nel presentare la questione; attenti con le parole, i modi e le problematiche. Hanno evidenziato la reale situazione delle coppie omosessuali, inserite nella società odierna ma, soprattutto, hanno fatto ben notare come molte problematiche siano assolutamente comuni a quelle delle coppie etero.
Margherita Buy interpreta il ruolo, all’interno della coppia, della donna insicura del proprio Amore. Sarebbe facile dire che, il suo personaggio, non abbia compreso il vero Amore, che non fosse adatto per una relazione importante e, dunque, fosse predisposto al tradimento. In realtà il concetto è molto più sottile. Federica, il personaggio che, appunto, è interpretato dalla Buy, è stata in precedenza sposata e ha avuto un figlio; Marina, interpretata dalla Ferilli, è stata la prima donna per Federica. Oltretutto, quest’ultima, lavora come architetto, si è costruita negli anni una certa immagine che non si sente mai pronta ad aggiornare. Marina è decisa ed orgogliosa della sua sessualità ma, soprattutto, del suo Amore molto più forte contro ogni avversità. Le insicurezze di Federica, invece, non fanno altro che amplificarsi sempre di più, trascinandola verso una serie infinita di errori, che la porteranno ad avere la risposta che, dopotutto, ha sempre conosciuto: di amare profondamente Marina, e non volerla perdere.
Federica ha paura, perché sa che, spesso, la maggior parte della società non approva che due donne condividano lo stesso letto, lo stesso Amore, lo stesso nido. Questo non le permette di vivere in totale sicurezza ed apertura la relazione con Marina, così la tradisce, creandosi dei dubbi illusori per scappare dalle paure.
Ogni cosa le sfugge di mano.
Marina, distrutta, affronta con molta maturità il tradimento, cercando di dare una possibilità ad entrambe per tornare a vivere in serenità. Anche lei, però, sta soltanto forzando qualcosa che, in qualche modo, è stata allentata ed ha bisogno di tempo e comprensioni. Cerca di auto convincersi, ma non è abbastanza forte e Federica continua ad avere i suoi dubbi. Soltanto la lontananza permetterà loro di raggiungere la lucidità necessaria.
Due donne fragili, piene di un Amore il quale, a tratti, non è abbastanza forte da supportare il peso della nostra realtà attuale.
Una coppia etero, una coppia omosessuale... i tradimenti si verificano in tutte le coppie ma, spesso, le motivazioni e le problematiche sono differenti. Ciò che erroneamente rende diverse le tipologie di coppie, e le loro problematiche, è l’ignoranza. Le accuse e i pregiudizi, insinuano nelle coppie omosessuali delle paure in più, lasciandole i balia di maggiori problemi con i quali fare i conti.
Molto bello notare come le loro abitudini siano assolutamente dolci, comuni, semplici: Il film a sera sul divano, la cena con un buon vino, il gatto da coccolare e qualche piccolo role-play dove stuzzicarsi un po’. Nessuno strano mondo o abitudine sconosciuta. Niente di perverso o crudele. Carina la prima scena, dove le due sembrano non conoscersi affatto, e altrettanto bello il finale collegato ad essa.
L’interpretazione della Ferilli è stata eccezionale. Ha saputo perfettamente rivestire il suo ruolo. Forse un po’ eccessivi alcuni stereotipi, come gli anelli sulle mani. Ciò che ad esempio non ho particolarmente apprezzato è stato il tatuaggio sulla mano dell’attrice, che sta a simboleggiare i due sessi femminili uniti; come se fosse un marchio al neon con su scritto “sono gay”. Una forzatura.
Non ho apprezzato nemmeno lo stereotipo del filippino come badante di casa, oppure di come, lo stesso badante in questione, rappresentasse il tipico stereotipo del ragazzo gay esaltato ed effemminato.
Non tutti i gay sono raffinati, effemminati, ascoltano la Carrà o ballano sculettando!
Ad ogni modo, sono pochissime le cose che posso criticare, perché sono rimasta soddisfatta di questo lavoro cinematografico. Certo, alcune scene potevano essere girate sicuramente meglio.
Una scena che ho apprezzato particolarmente, è stata quando Marina, ferma nel traffico, è scoppiata a piangere premendo insistentemente sul clacson dell’auto. L’ho apprezzata perché mi ha fatto arrivare chiaramente il suo stato d’animo: Lasciata dal proprio Amore, corre tra gli impegni della vita pur di non guardarsi dentro e ritrovarsi faccia a faccia col suo dolore. Finché, il traffico della città, non la costringere a restare sola con se stessa.
L’Amore trionfa, ma è costretto a pagare il prezzo di un dolore e di molte paure che naturalmente non si meritava.
Non ci si può vergognare dell’Amore.
Federica è stata troppo fragile ma quante, come lei, staranno vivendo la medesima situazione? L’ossessione di uscire di casa insieme, di tenersi per mano, scambiarsi uno sguardo di troppo o di parlare con un amico ignaro...
L’imbarazzo per se stessi, quando si sa bene chi è nel torto.
Speriamo che, Marina e Federica, abbiano lasciato dal grande schermo agli italiani, un consapevolezza in più, necessaria per il vivere civile.
Yoselin Giovani, giovane pittrice condivide la sua Arte.
Oggi presentiamo una giovane artista a tutti gli effetti.
Si fa chiamare Yoss.
Ogni cosa ha un inizio, anche le passioni. Specialmente quando fanno parte di noi fin dal primo respiro. Yoss, alla tenera età di tre anni e mezzo, viveva dall’altra parte dell’oceano Atlantico, nel Venezuela. L’Arte non ha tempo, non ha limiti o luoghi prestabiliti. Lì, trascorreva i suoi pomeriggi a disegnare sul braccio del padre. Ovviamente erano delle piccole opere, ricche di personaggi fantasiosi, linee semplici e stilizzate. In quell’età non sempre si ha la convinzione che una simile passione possa durare fino all’età adulta. La risposta ce la da il tempo ed è con esso che, Yoss, ha capito di quanto le sue giornate acquisissero un senso grazie alla sua Arte. Crescendo, cresceva di pari passo anche la passione per i colori, le tempere e via discorrendo. Si trasformava sempre più in un bisogno primario, un po’ come mangiare e bere, ma con un pizzico di eccitazione in più.
All'età di 7 anni, circa, frequentò dei laboratori artistici dove creava le pignatas, (per chi non lo sapesse, si tratta di pentole messicane utilizzate nelle feste del 5 de mayo).
Ricordandoci che l’Arte non ha luoghi e limiti prestabiliti, proprio come l’Amore, nel 2003 si trasferì in Italia insieme alla sua famiglia. Scoprì un mondo diverso, l'Arte vera e propria, in tutte le sue forme: architettura, design, pittura e scultura.
Nel 2006 scelse di frequentare il liceo artistico. Furono anni di pura scoperta per Yoss, perché iniziò ad avvicinarsi allo studio dell’ Arte, scoprendo i segreti e i giochi dei colori, le sfumature, la china… tanta china. Nei suoi quadri, infatti, troviamo l'uso frequente della china, carboncini e il tanto amato colore Nero. Influenzata dai pittori espressionisti, dadaisti e surrealisti, decise di provare a creare dei quadri su tela.
Da lì, non ha più smesso.
Nei suoi quadri vi sono raffigurati occhi, figure ignote, fantastiche e misteriose...
Dal 2011 ad ora vi sono stati dei cambiamenti per quanto riguarda lo stile e l'uso del colore. Si matura e si cambia, durante la sua crescita personale ha avuto anche una crescita artistica scoprendo, sempre di più, la sua Arte e il suo stile personale.
Le figure misteriose scompaiono, diventando delle linee intrecciate con alternanza di pennellate decise. Spesso, invece, si creano delle linee caotiche che rimembrano l'età puerile.
La sua Arte si basa, soprattutto, sull'accostamento, intreccio e mix di colori e sfumature tra il nero, rosso, blu e grigio.
È come “vomitare” sulla tela parole dette o tenute per sé, come paure, perplessità ma anche gioie e tanta euforia. È come se la tela finisse per esplodere di intense emozioni - Ci racconta.
I suoi quadri vogliono lodare le emozioni che proviamo tutti i giorni, dalle migliori alle più difficili da superare; per poi rinascere più forti e godersi davvero la vita, nonostante le sue circostanze.
Secondo la filosofia di Yoss, il colore nero non ha una connotazione negativa. Di solito, quando osserviamo il colore nero, pensiamo alla morte o alla tristezza.
A mio avviso, ci dice l'artista, serve a sottolineare le emozioni provate dall'artefice. Il colore nero è misterioso ed elegante. Lo puoi accostare con qualsiasi colore; penetra nel profondo e ti avvolge come se fosse un tenero amante. E' perfetto così com'è.
Presentiamo una delle sue opere più recenti:
"OCEANS" ( Tecnica mista su tela - 50x70cm - anno 2015 )
Osservando quest’opera sorge naturale porsi alcune domande, così, abbiamo deciso di farle una piccola intervista per distruggere ogni dubbio.
-Come è nata l’ispirazione per questo quadro? È stata casuale oppure c’è stato qualcosa che ha fatto scattare la miccia?
Non è stato casuale. Nulla accade per caso. Volevo fare un omaggio alla bellezza dell'oceano, riportare i colori e le splendide sfumature dell'oceano sulla tela.
-Quali stati d’animo hai provato nel realizzarlo? E quanto tempo hai impiegato?
Tutti noi, ogni giorno, cambiamo stato d'animo e proviamo: gioia, euforia, apatia e via dicendo. Devo dire che, questo quadro, mi ha fatto provare tanta gioia, serenità e quel senso d’infinito. Il quadro è stato realizzato in una settimana circa. Me la sono presa con calma... tanta.
-Cosa tratta e rappresenta? Puoi spiegarlo?
È un quadro dove puoi tuffarti in un oceano immenso. Dove puoi pensare e soprattutto sognare: quello che faccio io tutti i giorni. Mentre creavo questo quadro, pensavo agli oceani che bagnano i continenti. Ho pensato al Venezuela, il mio paese natìo, al Mar Caribe e alle sue acque cristalline. Sono tornata indietro, a quando avevo circa 6 anni e nuotavo in quelle acque. Questo quadro ti rilassa molto.
-Provi fastidio quando qualcuno inserisce nel tuo quadro un significato che non gli appartiene?
No, assolutamente. L'Arte è libertà, a mio avviso. Ogni persona vede qualcosa di diverso e alla fine esistono varie idee. Ci sono varie interpretazioni ed è questo il bello del “gioco”. Dipende tutto dalla nostra mente e dal modo in cui percepiamo le cose.
-I tuoi quadri sono in vendita?
Sto lavorando per una mostra che dovrò fare prossimamente e non posso venderli tutti (per il momento). Ora sto facendo quadri solo su commissione.
-Ti è mai capitato di ritornare su un quadro, tempo dopo aver creduto che fosse finito?
Sì. Nel 2012 ho dipinto “Demoni” ma, l'anno scorso, l'ho dovuto modificare. Ne ho cambiato soltanto le sfumature. Prima era “incompleto” e troppo cupo. Capisco, che si chiami “Demoni”, ma deve avere anche qualcosa di “carino”, no?
-Percepisci i tuoi quadri come figli, non riuscendo a separartene, oppure, hai piacere nel condividerli con chi lo richiede?
I quadri sono dei piccoli bebè, alla fine, sono stati creati da te. Ovviamente, quando ti devi separare da loro il dispiacere è tanto. Ma poi passa. L'Arte DEVE essere condivisa.. altrimenti, il mondo sarebbe grigio e triste.
-Ascolti Musica quando dipingi? Che genere? Consigliaci qualche gruppo!
Certo! Non posso vivere senza Musica. Ovviamente, ascolto musica rock, metal o grunge. Ultimamente, sto ascoltando gli Editors, Jamiroquia, Imany e i Black Sabbath (non possono mancare). Ve li consiglio.
-Dipingi sempre nello stesso ambiente? Ti è mai capitato di avere l’ ispirazione in un momento indisposto a lasciarti dipingere?
Anni fa dipingevo nella mia stanza poi, ho cambiato, e mi sono spostata in sala. Adesso, siccome ho molte tele, mi son trasferita al garage che sta sotto casa mia. Ho più spazio, finalmente!. Per quanto riguarda l'altra domanda, sì! Infatti, porto sempre con me un taccuino dove appunto le mie idee e disegno delle piccole bozze per non lasciarmi sfuggire alcuna idea.
-Hai mai smesso di credere, anche solo per un po’, in quello che fai? Hai ricevuto grosse delusioni ?
Sì, ci sono state varie insicurezze in passato. Per un anno circa ho preso una “pausa di riflessione” e non ho realizzato nessun lavoro. È stato un periodo triste e cupo. Poi, per fortuna, mi sono resa conto che avevo commesso un grande errore. Come puoi mettere da parte una cosa che ti rende felice? Da quel dì, ho deciso di dipingere almeno un'ora al giorno. È stato terapeutico.
-Ora ci dobbiamo salutare, ma dobbiamo farlo con classe. Regalaci una perla da portare con noi!
Devo fare un inchino come una lady inglese? Hahah. Saluto con un semplice.. a presto!
Vi dico solo che la vita è splendida e non vale la pena arrabbiarsi spesso. Insomma, siate ironici e sorridete. Non prendiamoci troppo sul serio (diceva qualcuno).
CONTATTI:
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Frances Bean Cobain si sposa in segreto.
Frances Cobain, la figlia 23enne del famosissimo cantante dei Nirvana e l’ex cantante della band Hole, ha scelto improvvisamente di sposarsi in segreto. La notizia è arrivata di corsa sui social e, ovviamente, anche tra le mani di sua madre, Courtney Love, la quale non ha apprezzato di non essere stata invitata all’evento.
D’altronde sappiamo che le due non hanno mai avuto un buon rapporto!
Fin da quando Courtney aveva perso la custodia della figlia e, quest’ultima, è stata affidata alla nonna paterna, oppure, quando Frances ha ricevuto l’ordinanza restrittiva nei confronti della madre dopo una lite violenta.
Diverse persone pensano che un matrimonio debba essere celebrato in grande e in modo apertamente sfarzoso. Eppure, molte altre, ritengono l’evento un’occasione di intimità e riservatezza.
Sono stati pochissimi gli invitati ma, per quanto si voglia celebrare un matrimonio in segreto, sarà giusta l’idea di non invitare la propria madre? Probabilmente Courtney anche se non ben accetta all’evento, avrebbe apprezzato almeno di venire a conoscenza della bella notizia, un po’ in anticipo, e non ad evento già compiuto.
Ma cosa si aspettava da una figlia tanto ribelle?
Probabilmente Frances ha solo seguito l’esempio dei suoi genitori! Anche loro si sposarono in segreto, mettendo su un evento altrettanto riservato con una manciata di invitati.
Ad ogni modo è stata accettata la scelta del marito. Si tratta di Isaiah Silva, fidanzato con Frances già da un po’ di anni.
Vogliamo giudicare la scelta dei due piccioncini?
Magari lasciamo che vivano felici nel loro Amore.
Che succede a Johnny Depp?
Negli ultimi giorni si è verificato un vero e proprio terremoto nei riguardi del famosissimo attore Johnny Depp.
Gli è bastato partecipare alla 72esima Mostra del Cinema di Venezia, per ritrovarsi sommerso dalle frecciatine delle sue numerose fans, e non solo: chi lo ha sempre invidiato per il suo evidente sex appeal, ha colto la palla al balzo per sentirsi una spanna sopra l’attore, vantandosi di essere molto più attraente di lui.
Sono sempre tutti pronti ad aggredire quando se ne presenta anche la minima occasione. Sono pochi però, quelli che si domandano cosa sia davvero successo!
Il nostro amato Johnny Depp è un attore di rilievo e, come ogni attore che si rispetti, nella sua carriera si è ritrovato spesso a dover interpretare diversi ruoli; anche i più eccentrici.
Per chi non lo sapesse, il prossimo autunno uscirà nelle sale cinematografiche il film Black Mass, dalla regia di Scott Cooper. Tratterà la vita di un famoso gangster statunitense di nome James “Whitey” Bulger.
...e indovinate?
Sarà proprio il nostro caro Johnny Depp ad interpretare l’importante ruolo da protagonista. Molto spesso l’attore è stato definito “camaleontico” e, proprio come egli stesso ha riferito, se avesse potuto scegliere che genere di figura rappresentare per la gente, sarebbe stata quella del caratterista e, dunque, di bravo attore, il quale è.
Invece, è finito per diventare una sottospecie di modello da appendere alle pareti, per poi lasciare ragazzine con gli ormoni alle stelle, tristi e deluse, dopo essere ingrassato qualche chiletto per interpretare un ruolo importante del cinema.
Intendiamoci, semmai io scegliessi di fare il cantante, mi piacerebbe che mi venisse criticata una stecca, anziché il mio peso forma!
Ma viviamo in un mondo di apparenze, ormai ne siamo perfettamente consapevoli... o forse no.
Anche il nostro Johnny Depp è caduto nella rete del pregiudizio. Si sarà mai chiesto se sarebbe stato meglio avere qualche punteggio in meno, in bellezza? Immagino che, per quanto molti ragazzi ne abbiano approfittato con le critiche, - vantandosi di essere dei sex symbol, a confronto - non riusciranno mai a conquistare tutte le belle donne che invece lui è riuscito a catturare nella sua rete.
Dopo aver chiarito le motivazioni per cui, Johnny Depp ha finito per aumentare notevolmente di peso, sfatiamo un mito:
la bellezza non è per sempre! ( Non quella che tutti credono, almeno. )
Tutti invecchiamo, quindi consiglio alle sue fans di prepararsi psicologicamente perché, il vostro amato Johnny, ha spento ben 52 candeline quest’anno, e non potrà di certo bere l’Elisir di bellezza e lunga vita per far piacere ai vostri occhi. Prima o poi invecchierà e speriamo che, questo fatto alquanto naturale, non gli verrà rinfacciato.
Nel frattempo, sua moglie Amber Heard, rischia 10 anni, incriminata dalla corte di Queensland con l’accusa di aver importato i suoi due Yorkshire con l’”aiuto” di documenti falsi, andando di gran lunga contro la legge australiana...
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Articolo di Michela D’Amore from LookingForASense
Se non conoscete il Wreck This Journal, dovete assolutamente leggere!
Del Wreck this Journal parlerò meglio nel video che seguirà. La reputo una delle mode più costruttive del momento e, proprio per questo, credo che meriti una grande pubblicizzazione, soprattutto tra i giovani.
Vi sembrerò pazza a parlare con tanto entusiasmo di un libro, ma ricordate: le cose acquisiscono un senso speciale in base al senso che voi gli attribuite! Alla fine è solo un libro, ma voi? Cosa siete disposti a fare per renderlo qualcosa di più?
Ingredienti:
( No, no... non sto parlando di ricette alimentari o di qualche dolce con le sembianze di un libro! )
- Fantasia 90%
- Istinto 50%
- Coraggio 40%
- Passione 90 %
- Tempo 70%
- Voi stessi 100 %
Forse vi farà sentire bambini ancora per un po’, ma cosa c’è di meglio?
( Vi consiglio la versione originale in inglese )
Iniziate la sfida con il vostro WRECK THIS JOURNAL e dimostrate a voi stessi e al mondo cosa siete in grado di fare.
Vi presento l'epoca del "Selfie".
Eccoci qui con un nuovo post. Oggi parliamo del famosissimo SELFIE. Ovviamente la sua nascita risale ad anni prima del suo boom di fama. Chiunque nel passato si sarà fatto un selfie senza sapere che, quel suo gesto, anni dopo avrebbe avuto un vero e proprio nome, un'etichetta, tanto da diventare un incontenibile moda. Immagino che con l'aiuto di alcuni social network come Instagram e, forse, anche Twitter, il selfie abbia acquisito tale successo; ma dobbiamo tutto questo soprattutto alla nascita della fotocamera frontale. Non so spiegarmi come qualcosa possa trasformarsi improvvisamente da una piccola e semplice banalità, ad una moda simile. Eppure, succede molto spesso.
Il selfie è un semplice autoscatto, una foto. Probabilmente la sua fama è data dal costante bisogno di attenzioni da parte delle persone e dalla loro curiosità e il loro vanto.
-Io, persona che mi scatto una foto per postarla su un social network, magari lo faccio a fin di bene per condividere un momento della mia vita con il mondo virtuale.
- Io, presunta persona numero due, mi faccio un autoscatto per postarlo su ogni possibile piattaforma virtuale per far vedere come sono sexy, anche vista attraverso un veloce e semplice selfie.
-Io, presunta persona numero tre, mi collego ogni giorno nel mondo virtuale per farmi i fatti degli altri; e cosa c'è di meglio di una spulciata tra i numerosi selfie di qualcuno?
Siamo tutte vittime e predatori del social e delle mode che lo intasano giorno dopo giorno. C'era chi si chiedeva se questa moda non sia troppo esagerata, perché mostrerebbe "troppo" della vita di tutti i giorni senza lasciare più spazio alla fantasia e, soprattutto, alla vita privata - privacy - delle persone. Molto probabilmente era meglio un tempo, quando nessuno sapeva i fatti degli altri e, se veniva a sapere qualcosa, era a causa della solita pettegola di paese che molto spesso partiva da una piccolezza per trasformarla in un romanzo fantasy meritevole di pubblicazione. Ognuno però, manteneva una certa dignità e una certa privacy, mantenendo giustamente dei limiti con le persone sconosciute. Adesso c'è chi si fa dei selfie anche mentre è in bagno, oppure mentre sta procreando in qualche angolo della casa con la sua dolce metà.
Tutto questo fa pensare molto ad un'esagerazione perché, purtroppo, come al solito non sappiamo porci dei limiti e tendiamo ad estremizzare ogni possibile cosa, moda, situazione, pur di ottenere un minimo di visibilità in più. Estremizzare la moda del selfie ha portato ad una vera e propria perdita di dignità. Tutti sanno che mutande porti, cosa mangi, quale forma abbia il tuo fisico. Ormai se si dovesse incontrare per strada la propria anima gemella non servirebbe nemmeno presentarsi, perché essendo tutto documentato tramite questa moda, ogni persona è un libro aperto. Ogni persona sembra essere solo ciò che pubblica, svalutando ciò che è e riducendosi a quattro foto bizzarre.
Perché appunto, sì... il selfie sarebbe una cosa davvero simpatica se, come tutte le cose, non esagerasse nel presentarsi; soprattutto nelle situazioni più intime.
È arrivato il momento di imparare a selezionare le persone che meritano di condividere determinate caratteristiche e determinati momenti che rappresentino ciò che siamo.
Impariamo a dare valore anche al selfie.
Giusto tempo fa si è sentito parlare di un'infermiera killer che usava farsi dei selfie - o farsi scattare delle foto - a dir poco macabri con i suoi pazienti ormai deceduti, mancando di rispetto a delle persone.
È diventato tutto un enorme vetrina, dove ognuno giudica e vuole essere giudicato, inserendo in esposizione ogni cosa; spesso anche la più triste, anche i momenti più toccanti della propria vita: avevo visto anche l' autoscatto di una ragazzina che faceva una boccaccia accanto al nonno morente in ospedale.
Si è arrivati al punto in cui si preferisce evitare di vivere la vita, per inserirla, senza rispetto alcuno, in un insieme di pixel per i quali ricevere un Mi piace o un Non mi Piace.
Concludo con una riflessione riguardo le etichette:
Attribuire un nome o un'etichetta, cambia tanto le cose. Ad esempio: tutti si sono sempre fatti i "selfie", ma da quando si è scoperto che hanno questo nome sono aumentati come aumentano ogni giorno le stronzate; cioè, tanto. L'etichetta cambia tanto il modo di vedere le cose... tutte le cose.
Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Dovrebbe essere sempre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, proprio per questo motivo, anche se non è il 25 novembre, scrivo un articolo a riguardo.
..."Per non dimenticare."
Gli errori servono a questo, a far capire cosa è giusto e cosa non lo è e a far migliorare chi arriverà dopo i tanti errori commessi. Non bisogna dimenticare mai e mai mettere da parte determinate questioni perché, anche se a volte sembra che non ci riguardino minimamente, in realtà si svolgono a stretta vicinanza. Magari accanto alla nostra casa o di fronte la nostra sede di lavoro, la nostra scuola. Da qualche parte, nel mondo, una e più donne stanno soffrendo a causa di maltrattamenti da parte del proprio uomo, o del proprio datore di lavoro o di un ex geloso; un padre, un amico. Una donna sta soffrendo in silenzio perché ha troppa paura di rivelare le sue ferite, sia interne che esterne. Si vergogna, poi di cosa. (?)
Tutto questo è pura realtà, esiste e non lo si può ignorare. Non basta una giornata l'anno per sensibilizzare. Sembra che solo il prossimo 25 novembre si potrà tornare a parlarne. In realtà è un argomento che va toccato giorno dopo giorno, nelle scuole soprattutto. Dev'esserci un'educazione costante dei giusti principi e dei giusti valori. Quella donna potrebbe essere tua madre, tua nonna, tua sorella. Certo è che è una donna sola, perché sole si sentono le donne vittime di violenza. Senza speranza.
Da cosa nasce questa violenza?
L'"uomo padrone" è la principale causa. L'uomo che vuole avere tutto e soprattutto tutti sotto controllo. Sente di avere il diritto e il dovere di comandare la sua donna perché la ritiene di sua proprietà e non un essere vivente libero e indipendente. Crede di conoscere l'Amore, mentre in realtà si tratta di pura POSSESSIONE. Molti di questi uomini si ostentano a mettere in esposizione quella che, secondo i loro canoni, rappresenti la loro virilità. Devono dimostrare di averla, perché sono uomini, sono forti e, quindi, sono padroni.
Gli uomini con queste convinzioni possono essere capaci di qualunque cosa e, spesso, le loro mogli o le loro vittime, chiunque esse siano, sono persone private di una vita sociale, di un carattere e di decisione propria. Questi esseri spregevoli sono in grado di manipolare la vittima e annientare ogni sua possibile forza e speranza, trasformandola in qualcuno che non era; spengono gli occhi di queste donne che, dopo tanti soprusi, non riescono più ad accendersi per nulla.
Per loro più nulla merita di essere considerato troppo, perché chissà se potrebbero comprarsi quell'abito o andare a quella festa. Nemmeno lo domandano più, perché la paura si amplifica e frena anche la più semplice richiesta. Smettono di sognare e di desiderare qualcosa per loro stesse. Si annullano e si fanno annullare, abituandosi quasi a quella sofferenza giornaliera, trasformandola in qualcosa di assolutamente "normale". Uomini insicuri, fragili, spaventati che tentano di sentirsi più forti svalutando chi li ama davvero, mettendo i piedi in testa alle persone con le quali sanno di poter vincere. "Uomini", che hanno solo paura di rimanere soli.
Tutto questo deve finire.
Non sono a favore, ovviamente, tutti i pregiudizi che si sono formati negli anni, portando ad una svalutazione della donna e ad una differenziazione estrema tra i sessi. Una volta, nel Medioevo, tutto era più evidente e molte cose ancora dovevano entrare in un progresso e, per arrivarci, ci sono voluti grandi sacrifici di donne coraggiose che credevano in un unico ideale. Oggi giorno, non è cambiato molto. Apparentemente sembrerebbe che le donne possano fare qualunque cosa spetti anche agli uomini, hanno più libertà e, certo è, che un po' di progresso lo abbiamo avuto. Ciò che però sconvolge di più, è pensare che il cambiamento vero e proprio, totale, non c'è mai stato:
Il tutto, si è solo saputo nascondere molto bene.
Adesso ci sono ancora moltissime discriminazioni; l'unica differenza, è che sanno nascondersi. Siamo nel ventunesimo secolo e ancora non si è avuta un'emancipazione femminile vera e propria. Basti pensare, non solo alle numerose violenze sulle donne che avvengono ogni giorno, ma anche al caso della prima donna nello spazio, Samantha. Vi lascio perfettamente intendere attraverso due foto:
Possono anche mascherarsi con delle battutine, ma certo è che rimangono offese e non sono per nulla incoraggianti. Una donna ora può fare molte più cose rispetto ad un tempo, ma diciamocelo... cosa le costa davvero? Ormai le battutine sono sempre dietro l'angolo, che siano sessualmente esplicite o di natura differente. Le cose non sono cambiate davvero.
Forse l'uomo ha davvero paura che la donna possa cavarsela senza di lui? Ha paura che la donna possa essere più capace?
Ci tengo a dire, per concludere, una cosa importante: La violenza, non è solo fisica. È anche e, soprattutto, psicologica.
Vi presento "Orphan Black". ( sorpresa a fondo pagina )
Oggi parliamo di un'altra serie televisiva, ma di fantascienza. Stiamo parlando di Orphan Black. In Canada è stata trasmessa nel 2013 sul canale Space, mentre in Italia nel 2014 sul canale Premium Action. Le prime due stagioni sono già complete e disponibili, mentre la terza la stanno trasmettendo dal 18 aprile; ogni settimana c’è l’uscita di un nuovo episodio streaming con sottotitoli.
Sarah Manning, interpretata dall'attrice Tatiana Maslany, è una ragazza orfana che vive una vita irregolare e disagiata. Ha una figlia che vede poco, non ha un lavoro fisso ma ci renderemo conto che tutto questo non la renderà comunque una persona di cattivi principi.
Cosa si ritroverà ad affrontare Sarah?
Non intendo dirvi il fulcro della storia perché altrimenti vi toglierei la metà della sorpresa e commetterei un grosso SPOILER ( anticipazione ). Io stessa ho visto la serie senza avere la minima idea di che cosa stessi per affrontare. Questa è una di quelle serie che devi guardare senza conoscerne troppo la trama. Posso solo dirvi che farei i miei più sentiti complimenti all'attrice protagonista per le sue interpretazioni e voi stessi ne capirete il motivo una volta che sceglierete di guardare con i vostri occhi. Credo che un attore debba essere molto versatile e, soprattutto, molto bravo, per svolgere il lavoro realizzato dalla Maslany.
Vi descrivo semplicemente l'inizio della prima puntata:
Immaginatevi di essere nella situazione di Sarah, di non avere quasi nulla da perdere e di vivere una vita ricca di sorprese, per lo più negative, senza troppi soldi in tasca e senza una stabilità. Vi ritrovate alla stazione, e notate che una donna è intenta a compiere un atto estremo, evidentemente premeditato.
La donna è distrutta, si toglie le scarpe, posa la borsa... voi notate tutto, guardate con la coda dell'occhio cercando di capire se quello che state vedendo stia accadendo per davvero. Vi avvicinate, forse per tentare di mettere un ostacolo a quell'intento, ma un ostacolo bello grosso si presenta davanti a voi, impedendovi di continuare oltre. Vi ritrovate davanti una donna distrutta, che piange disperata davanti ai vostri occhi e senza che essa provi la minima impressione; voi invece si.
Perché parlo di impressioni?
...Perché quella donna avrà le vostre stesse e identiche sembianze.
Non riuscirete a realizzare del tutto la cosa, perché la donna si getterà presto sui binari del treno. Tutto ciò che in quel momento farete, data la vostra pessima situazione, sarà di rubare la borsa della donna, ma non solo per i soldi; anche per capire chi diavolo è.
Poco fa avevo detto che Sarah non aveva molto da perdere; è per questo che deciderà di vivere sotto le sembianze della donna suicida di nome Beth, di vivere un'altra vita, più agiata, ma con problemi ancora più grandi. Sarah vivrà e affronterà un destino che non aveva scelto, nemmeno in minima parte.
Si tratta di una delle mie serie preferite, quindi vi consiglio di guardarla. I personaggi sono fenomenali. Ognuno con un suo carattere ben definito, talmente tanto che li immaginerete come reali, più di quanto vi sia mai successo guardando e pensando ad un'altra serie. I caratteri dei protagonisti sono molto complessi, alcuni di loro non saranno facili da decifrare subito, ma vi renderete conto che sarà anche questo il bello.
Nel frattempo, per i fan più accaniti - o per chi lo diverrà - vi do l’occasione di ordinare e acquistare le bellissime miniature “giocattolo” da collezione, di ognuna delle protagoniste.
Potrete scegliere la vostra preferita, oppure, farne una collezione! Stanno andando decisamente a ruba.
Abbiamo:
Cosima Niehaus
Helena
Sarah Manning
Alison Hendrix
Rachel Duncan
Orphan Black. ...Oltre i limiti della scienza.
Vi presento "Orange Is The New Black". ( OITNB )
Oggi parliamo di un’altra serie televisiva che ha avuto molto successo negli Stati Uniti e ne sta avendo anche qui in Italia.
Stiamo parlando di Orange is the new black ( OINTB ).
In America, nata nel 2013 viene trasmessa sul canale Netflix mentre, in Italia, è arrivata solo nel settembre del 2014 in diretta televisiva, sul canale Infinity, per poi essere successivamente trasmessa in tarda serata ( e con delle censure ) su rai 4.
Ovviamente molti di noi italiani hanno potuto vedere le intere due stagioni in streaming ancor prima che venissero mandate in Tv. Personalmente, se avrete voglia di guardare questa - a mio parere - magnifica serie, fatelo in lingua originale con i sottotitoli in italiano. Le voci originali sono bellissime da ascoltare e danno più carattere ai personaggi.
La serie è ispirata all'opera letteraria "Orange is the new black: my years in a women's prsison" di Piper Kerman. Il telefilm è molto differente rispetto a quest' opera. Vi avviso in anticipo in modo che, se guarderete la serie e leggerete il libro, non rimarrete troppo delusi dalla differenza. Ad ogni modo, se vorrete leggere prima il libro, potete trovarlo QUI-(CLICCA PER VEDERE IL LIBRO)
Le stagioni girate e disponibili sono due ma, da quanto è stato riferito, a giugno uscirà la terza stagione e, sono sicura, che moltissimi fan si staranno ciondolando la testa in un angolo pensando alla lunghissima attesa. Anche perché c'è da dirlo: quando inizi a guardare la prima puntata, ti ritrovi alla fine della seconda stagione in un attimo. Se non lo siete già, vi trasformerete in dei maniaci-sanguisughe incollati allo schermo del pc. Oltretutto è arrivata anche la bellissima notizia che stanno girando una quarta stagione prevista per il prossimo anno.
Va proprio alla grande!
Vi presento i due personaggi principali che, a causa della loro bellezza, vengono ogni giorno “contesi” e adorati su ogni genere di Social Network, soprattutto nel gruppo Facebook “ Orange Is The New Black - Italian Fandom ” ( lì dentro, ogni fan sfegatata si sentirà a casa ).
Stiamo parlando di:
Piper Chapman - interpretata dall’attrice Taylor Schilling
e
Alex Vause - interpretata dall’attrice Laura Prepon
Passiamo ad una trama veloce:
Ho trovato questa serie televisiva molto interessante, perché ci catapulta nella vita di donne criminali, molte delle quali potremmo definire anche innocenti per le motivazioni che le hanno spinte a commettere tali reati. Il nostro punto di vista viene magicamente mutato e ci rendiamo conto di quante cose avvengano in un carcere federale femminile.
Ci troviamo a Litchfield e, Piper Chapman, viene trasferita in questa prigione con la colpevolezza di aver trasportato soldi sporchi derivati da un traffico internazionale di droga; o meglio, forse più colpevole di essersi innamorata della trafficante Alex Vause. Spinta dall'Amore, Piper non vede nulla di troppo sbagliato nel lavoro di Alex e, pur di stare con lei, la asseconda in quel percorso sbagliato. Le due donne si incontreranno nuovamente dopo anni, dopo che loro vite saranno totalmente cambiate, nel carcere di Litchfield e lì saranno costrette a fare i conti con i loro dubbi, le loro rabbie e i loro rancori.
Questa è la storia di base che si aggira attorno alle due protagoniste, ma possiamo dire che, in un certo senso, ogni personaggio è protagonista e non viene mai escluso. Tutti hanno una storia che merita di essere resa pubblica. Via, via con le puntate si verranno a conoscere le storie di ognuna delle carcerate e sarà facile affezionarsi ad ognuna di loro. Tutte hanno una particolarità, tutte hanno un carattere - a mio parere creato alla perfezione - che riesce a farle distinguere l'una dall'altra.
Uno dei miei scrittori preferiti ha scritto la seguente citazione che trovo perfettamente adatta alla situazione:
"Non sai mai quanto sei forte, finché essere forte non è l'unica scelta che hai". cit. C.P.
Appena sei dentro ti rendi conto che, nonostante la merda che c'è fuori, fino a quel momento non avevi mai capito di quanto la merda potesse essere grande. C'è una selezione da superare, perché non sei punita solo dai superiori, sei punita anche dalle tue compagne di cella. Ogni passo che si svolge in quella tana è un percorso di sopravvivenza per dimostrare quanto si è forti, un po' come fanno gli animali per imporsi. Devi guadagnarti il rispetto di tutti e non con tutti ci riesci ma, quando ottieni l'amicizia di qualcuno, è più vera di ogni altra amicizia che hai mai avuto. Vieni messa a dura prova, sia psicologicamente che fisicamente e arriverai al momento in cui ti sembrerà di impazzire ma, quando riuscirai ad immedesimarti in quella vita, conoscerai una parte di te che non credevi potesse esistere. Come in ogni carcere ci sono dei gruppi: quello delle “nere”, quello delle "minori", quello delle “ispaniche” e addirittura quello delle “idolatrici del Signore”.
Il bello di Orange is the new black, è che ti fa capire che non ci conosceremo mai fino in fondo e non sapremo mai chi siamo veramente finché non verremo messi di fronte a noi stessi e ad ogni bassezza possibile.
C'è molto a cui prepararsi, ma c'è anche da sorridere. Una serie che da lezioni di vita, ve la consiglio.
Ciao a tutti! Oggi parliamo di un film: “Se mi lasci ti cancello”, in lingua originale “Eternal Sunshine Of The Spotless Mind” Merita assolutamente qualche parola, se non di più. Credo sia uno dei film più belli e significativi che abbia mai visto; uno dei miei preferiti. Infatti vi consiglio...
Ciao a tutti! Oggi parliamo di un film: “Se mi lasci ti cancello”. Merita assolutamente qualche parola, se non di più. Credo sia uno dei film più belli e significativi che abbia mai visto; uno dei miei preferiti. Infatti vi consiglio di acquistarlo per avere la copia originale...
Colpo di Stato in Venezuela, le cose che non ci raccontano, le cose che non ci fanno sapere. Tutto sta cadendo a pezzi e in pochi lo sanno. Ecco il nuovo apprendimento infantile: le armi.
Forza Venezuela!!!
Tocca il fondo per darti la spinta
(via chiaramdd)