Si ritrova sulla porta, ad attenderla; con le sue solite mani ficcate nelle tasche. Gli occhi fissi nel buio della casa infestata, uno sbalzo termico da far accapponare la pelle. Gli spifferi ovunque, un freddo umido, lo avverte così vivido; e dietro di lui un tepore piacevole, gradevole, che ti fa venir voglia di camminare sull`erba a piedi scalzi. Nessun calzino imbarazzante. Avverte i passi dei piedini sulle assi di legno scricchiolanti.
Oh I miss the comfort of this house, the floor under our feet whispers out, troubled spirits on my chest,
come on in, come on in, where it all begins.
La sente arrivare, finalmente.
Forse riesce ad uscire con lui da quella casa, le dita intrecciate e infine allo scoperto, alla luce del sole. Attende con pazienza, è certo che ora metterà il primo piedino fuori dalla porta spalancata. Lo farai, non è così? Un soffio sommesso mette in allerta ogni suo nervo, l`apparato uditivo concentrato e focalizzato su quella voce che s’affaccia sulla soglia. Lo sta per mettere fuori, lo avverte. Lo percepisce. E ci spera.
«Mi succede una cosa strana con te, lo sai?» Un soffio carico di dolci promesse, che segue la rassicurante sensazione di non poter sbagliare a dire semplicemente quello che sente. Così, adesso, spassionato e senza filtri. Anche se forse non è quello che lui aspetta. «… la sensazione che tu sappia di cosa ho bisogno prima ancora che lo sappia io» solo adesso gli occhi si riaprirebbero nei suoi, carichi di quella meraviglia un po` spaventata che non è riuscita a mettere da parte. O forse non ha voluto, preferendo mostrargliela. Una piccola rughetta a solcarle la fronte, ancora vicinissima. E poi il sorriso, flebile, dolce, un po` impacciato; a guance rosse e laghetti di montagna più acquosi che mai. «Sei la prima cosa che mi fa paura da cui non voglio scappare». E lei che lo guarda, sicura d`essersi spiegata a meraviglia. Magari sì, una volta tanto. Magari Harry non capirà, ma capirà benissimo. Solo questa volta.
Una mano ancora ficcata in tasca e l`altra protesa verso di lei, attende che quel coraggio la faccia slanciare verso l`esterno, verso di lui. Questa volta non straparlerà. E se lo facesse, non sarebbe certo per il nervosismo, ma perché davvero avverte quel piedino quasi fuori, come un piccolo furetto curioso, pieno di timore. Una pressione maggiore della mano, inavvertitamente, si posiziona sulla schiena quasi a volersi aggrappare alla frase successiva. O per paura che lei scappi di nuovo. Sì, si è spiegata a meraviglia. E lui per la prima volta ha seriamente paura di perderla perché, come un adolescente al suo primo amore, comprende a pieno che -crup!- si è innamorato sul serio. E nella paura di perderla, le dita intrecciate si arrampicano ancora di più sul dorso della manina, la mano sulla schiena preme ancora di più, e infine un sorriso, il più felice di tutti, si fa largo sulla bocca per scontrarsi infine sulle labbra della donna, in una risposta silenziosa che vale mille e mille parole. L`irruenza con cui lei lo bacia di rimando gli arriva dritta in faccia come un piacevole schiaffo. La stessa irruenza dalla quale capisce che
il piede è ormai fuori.
Forse non riesce ancora a rendersi conto di stare sulla soglia di quella casa infestata. Ha la sensazione d`esserci ancora più dentro di quanto non voglia, e non perché ci sia affezionata, più perché nei suoi spifferi e angoli bui è comunque a casa. E` un luogo umido, infestato, sconfortevole. Eppure lo conosce come le sue tasche. E gli vuole bene, come si vuol bene ad Hogwarts nonostante i suoi spifferi, i fantasmi, l`umidità e i marmocchi. Non si fugge dai luoghi infestati per tanti motivi: quelli che trattengono lei su quella soglia sono fatti di brutte abitudini e nostalgie, esattamente come quelli che l`hanno riportata ad Hogwarts. Ma quelli che le fanno mettere un piedino sulle assi scricchiolanti del portico, sono fatti del coraggio e della fiducia che trovare qualcosa di nuovo - di migliore - sia ancora possibile.
Can you chase the fire away? Oh, I really wish it rained













