Lido Tre Archi, trovato morto un pitbull. L’ombra dei combattimenti tra cani
L'episodio, a Lido Tre Archi, pare non sia una novità. I residenti: "Ogni tanto sparisce un cane, poi viene fuori la carcassa"
Fermo - "Presto, correte, ci sono due cani inferociti che si stanno sbranando all’interno di un appartamento". L’allarme è stato lanciato da un residente al 113 e sul posto è immediatamente intervenuta la polizia di Fermo che, in un’abitazione del condominio R4, scala A, di Lido Tre Archi, ha rinvenuto in un lago di sangue il cadavere di un pitbull. E’ accaduto l’altro ieri mattina in un monolocale dove vive un tunisino, proprietario di due esemplari di quella razza di cane.
Il pitbull sopravvissuto allo scontro ha attirato l’attenzione della gente con i suoi agghiaccianti guaiti di dolore e uno dei residenti ha allertato gli uomini della questura. Gli agenti, giunti sul posto, hanno avviato le indagini per fare chiarezza sull’episodio, probabilmente legato ai combattimenti clandestini tra cani che, di notte, si svolgono periodicamente in alcune zone nascoste del quartiere. In effetti basta fare un giro a Lido Tre Archi per vedere che ci sono più pitbull che residenti. "Nel quartiere – racconta una donna del posto – ci sono tantissimi cani cosiddetti da combattimento e ogni due o tre giorni qualcuna di queste povere bestie addestrate alla guerra sparisce e viene poi rinvenuto il suo cadavere dilaniato".
Purtroppo il fenomeno c’è e l’arena clandestina dove si compie il macabro rituale è situata nel piazzale dietro al palazzo R1 affianco al ponte che collega Lido Tre Archi a Porto Sant’Elpidio. I residenti lo sanno, ma hanno paura di parlare e temono ritorsioni: "Le scommesse sui combattimenti tra cani sono ormai una realtà nel nostro quartiere e si svolgono nei pressi di via Tobagi. Purtroppo è un fenomeno difficile da individuare per le forze dell’ordine perché i promotori sono bene organizzati. Solitamente si servono di due complici, muniti di telefonino, che si posizionano nei pressi degli ingressi principali di Lido Tre Archi. In questo modo controllano l’eventuale arrivo di pattuglie della polizia o dei carabinieri e lanciano l’allarme. All’arrivo delle forze dell’ordine, anche se in borghese, scatta ‘il protocollo di sicurezza’: i riflettori si spengono e nessuno vede più nulla. Purtroppo è un rituale tanto abituale quanto indegno che ci rende tutti colpevoli. Chiudere gli occhi di fronte ad atrocità medioevali è sbagliato, ma la gente ha paura".














