Ci sono momenti in cui nessuna parola può equivalere un abbraccio.
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Ci sono momenti in cui nessuna parola può equivalere un abbraccio.
“ATTENZIONE!!!COMUNICAZIONE STRAORDINARIA: “Dopo essere andati al bagno ci si DEVE lavare le mani.” #bagno #lavarsilemani #comunicaz
Improvvisazione su Soldi di Mamhood
Non importa se non hai niente quando in realtà hai il “tutto”
Ricerca i sentimenti, le emozioni, il rispetto, l’amore...
Ama, Ama, AMA con tutto il tuo cuore! Ama la tua famiglia, i tuoi amici, un uomo, una donna, ama con tutto il tuo cuore! Dai tutto te stesso e fai tutto quello che puoi per essere felice e rendere felice chi ti sta vicino, perché non c’è gioia più grande che vedere chi amiamo felice!
Non importa se non hai niente, quando in realtà hai il “tutto”.
“Tutto” è nelle persone che amiamo.
Siamo abituati a dirci che ci bastiamo, che dobbiamo pensare solo a noi stessi perché nessuno pensa a noi, ma è facendo così che attiviamo questo meccanismo egoistico che ci porta ad isolarci, a vivere una vita senza mai affezionarci fino in fondo e così facendo ci priviamo di quel sentimento così forte che chiamiamo amore, ciò che ci rende vivi.
Spesso si dice che i cani siano meglio degli uomini... perché? Perché un cane si dona senza remora, si fida e darebbe la sua vita per te che sei il suo amore e ti seguirebbe fin in capo al mondo senza se e ma.
Io ci credo nell’Amore, io credo in Dio, Dio è Amore e credo che non si possa vivere a pieno una vita senza fede. Non lo intendo in senso religioso... la fede nell’amore, nel rispetto, nell’aiutarsi e proteggersi l’un l’altro: un fratello, un amico, un compagno....
Fermo.
Fermo il tempo e rifletto.
Rifletto sulla vita, su ciò che davvero conta. Su quante benedizioni ci sono nella mia vita e su come i problemi non sono mai una montagna troppo grande. Io quella montagna la scalo e poi ci passo oltre!
Volto pagina, e mi fermo di nuovo, no basta la volto, si la volto quella pagina! E ne inizio una nuova prendendo spunto dagli errori commessi, imparo e poi riscrivo. La scrivo bene questa storia sta volta! Eh si ho fatto ancora errori, ma non sono gli stessi, sono nuovi, sono diversi e mica sono perfetta!
Va beh, arriverà, la “bella” arriverà, dopo le brutte copie, dopo i fogli stracciati, il testo adesso è liscio, senza errori, senza scarabocchi e cancellature.
Adesso!
Ogni tanto dovremmo fermarci e riflettere un pò di più sulla strada che sta intraprendendo la propria vita.
Magari ne abbiamo bisogno, magari no.
Magari siamo sulla giusta strada o magari siamo insoddisfatti e allora che stiamo facendo..? Perchè non facciamo qualcosa per cambiarla, cos’è che ci sta bloccando? Cos’è che non ci lascia raggiungere i nostri obbiettivi? Lo voglio davvero o mi piace solo lamentarmi di quello che ho/non ho?
Queste sono tutte domande che dovremmo farci almeno una volta nella vita, o forse anche due o tre... ogni tanto c’è bisogno di cambiamento, ma non ci può essere nessun cambiamento senza un buon incoraggiamento!
Il cambiamento deve partire da ognuno di noi ma l’incoraggimento è qualcosa che ci possiamo scambiare a vicenda:
ABBATTI QUEL MURO.
CONSERVA LE CENERI E UTILIZZALE PER
RICOSTRUIRE QUALCOSA D’INDISTRUTTIBILE!
Questo è il mio incoraggiamento per oggi. Non c’è niente che non possa essere ricostruito e le ceneri di ciò che è stato distrutto è buono conservarle perché ci ricordano dove abbiamo sbagliato e dove non sbaglieremo più!
Commetteremo infiniti errori nella vita ma che almeno siano diversi, non sempre gli stessi altrimenti significherebbe che stiamo rimanendo bloccati sempre dietro lo stesso muro, mentre potremmo andare avanti se solo lo vogliamo davvero!
c’è sempre un “ma”
Lavoro in un negozio, ma non sono una semplice commessa, sono una venditrice. Che significa questo? Significa che non sto lì solo per sistemare il negozio, sono lì sopratutto per aiutare i clienti a comprare ciò di cui hanno bisogno, soddisfare le loro richieste e quelle del proprietario, cercando di accontentare tutti ma... c’è sempre un ma.
Questo lavoro ha tanti lati positivi e abbastanza negativi, oggi parlerò di uno di quelli negativi, parlerò di questo “ma”, perché tanto alla fine lo sappiamo, ci piace un pò lamentarci e forse mi va anche di sfogarmi un pò.
“Puoi fare anche tutti i giorni budget e ricevere mille complimenti per come lavori MA se un giorno non hai raggiunto l’obbiettivo, non sei nessuno ed hai lavorato malissimo” Il valore lavorativo di una persona non si denota dal risultato che produce in un breve tempo ma nei risultati che porta a lungo termine. E’ come quando un architetto lavora alla costruzione di una casa, in un primo momento può anche sembrare che abbia fatto un ottimo lavoro, la casa è bella e sta su che è una meraviglia ma sarà il lungo periodo a dimostrare se è stata davvero costruita bene e se quindi ha lavorato bene o meno.
Cuida lo que amas porque los recuerdos no se pueden abrazar
Legarda
“L’importante è partecipare”
E’ inutile che ci raccontiamo la storia del: “l’importante è impegnarsi” oppure “l’importante è partecipare”.
Sono tutte stronzate. Nessuno ti premierà per aver partecipato, non otterrai un posto di lavoro per il tuo impegno, l’ otterrai se sarai riuscito nel compito dato. Non si ottengono le cose per aver fatto del proprio meglio, anche se sarebbe bello, ma purtroppo si ottiene se sei riuscito, sei hai raggiunto il tuo obbiettivo e completato il compito che ti è stato assegnato.
Non si vince una battaglia o libera un paese provando a sconfiggere il nemico, ma quando lo si sconfigge.
Siamo abituati a lamentarci dei nostri insuccessi nonostante il nostro impegno: “non è giusto, mi sono impegnata/o e me lo meritavo” te lo meritavi? Questa frase è valida solo se sei riuscito nel tuo intento e nonostante tutto non hai ottenuto quello che ti spettava; altrimenti significa che qualcun’altra lo meritava più di te e che probabilmente ti devi impegnare di più, cambiare strategia oppure direzione.
Perseguire i propri sogni è sacrosanto, lavorare sodo per raggiungere i propri obbiettivi lo segue, ma, a volte perdiamo la capacità di analizzare con obiettività se quella cosa fa per noi oppure no.
Un cambio di direzione non va visto come un fallimento, ma un opportunità di riuscire in qualcosa in cui siamo più bravi.
Reg’n’Bone Man, nome d’arte di Rory Graham, nato il 29 Gennaio 1985 a Uckfield, Regno Unito. Raggiunge la popolarità internazionale con il singolo Human, pubblicato dalla Columbia Records. Proprio lui, si è esibito la sera del 20 Giugno all’ Ex Dogana (Roma) ed ha letteralmente sbalordito tutti quanti, non solo per la sua presenza scenica che sicuramente è aiutata da un importante corporatura fisica, 1,97 cm di altezza ragazzi, un gigante! Che solo a stargli vicino vi viene la pelle d’oca. Oltre a questo, la potenza e l’intensità della sua voce, sono ciò che ti travolge sin dalle prime note e ti coinvolge a tal punto che ti ritrovi a cantare e dondolare a destra e sinistra senza nemmeno accorgertene. All’entrata, come sempre, ci attendevano i ragazzi della sicurezza che controllavano scrupolosamente borse e zaini, requisendo anche gli accendini. Se non avevi già acquistato i biglietti online potevi comprarli agli sportelli che però erano sprovvisti di bancomat, mancanza abbastanza importante in quanto per trovare un ATM bisognava farsi una camminata di almeno 10/15 minuti (lo dico per esperienza). Una volta comprati i biglietti e passato un altro piccolo controllo, si aveva libero accesso alla location molto ampia e all’aria aperta. Ai due lati trovavamo i bar per poter ordinare alcolici ed analcolici, mentre all’angolo destro del palco trovavamo i bagni. Con in mano un cocktail, sotto le stelle, ascoltando musica Pop Soul, cosa si può desiderare di più? Ringrazio Just Music Festival e Dnf Booking Crew che sono gli organizzatori dell’evento e quindi coloro che ci hanno permesso, insieme ai loro team di lavoro, di godere di questa splendida serata.
Dalila
Buongiorno
Buongiorno, come stai? No davvero COME STAI? Non ti vedo sorridere.. su su tiralo fuori quel sorriso. Guarda che lo vedo che c'è, che lo nascondi a fare! Cosa? Te l' hanno rubato?Ma che dici!! Ah ma aspetta, ecco perché non lo vedi, guarda cos' hai davanti! Ti aiuto a togliere tutti questi pensieri da davanti.. uff.. erano un po' pesantini ma ce l' abbiamo fatta!! Finalmente.. che luce!!
La vita di una commessa
Vita di una commessa, part 1
“uoooah” Se vi state chiedendo che cos'è questo grigno vi rispondo subito, sono io che sbadiglio! “Accidenti! Sarei dovuta andare a letto presto invece di guardarmi tutte quelle puntate di game of Throne! Uff!! È anche morto Jhon Snow!! Basta se non me lo resuscitano non lo guardo più!!!” Dopo i rimorsi per non essere andata a letto presto mi preparo e già penso a la giornata che mi aspetta:2 ore di viaggio(se tutto va bene),gente puzzolente sulla metto e gli autobus, poi lavoro. Ecco parliamone.. Sono 5 anni che lavoro come commessa in un negozio d’ abbigliamento ed accessori e di certo non posso dire di annoiarmi; beh si qualche volta c'è quel momento morto in cui non sai che fare ma la parte più bella sono le “avventure” nel mondo dei clienti. “Buongiorno Signora e Benvenuta da Pandí” Che poi ma che ca**spiterina di nome è “Pandí” il pane di chi? O forse si riferisce ai Panda, anche se qui di Panda non ne vedo. Perciò come al solito ricevo lo sguardo sorpreso e mezzo impaurito della cliente e quasi quasi riesco a vedere una nuvoletta sopra la sua testa che dice “Sto solo guardando,non mi rompere,voglio solo perdere tempo e incasinarti un po’ il negozio!” Ma lei dice soltanto: “Sto solo guardando!” Ok Signora starà anche SOLO guardando ma io le ho anche SOLO detto CIAO! La mamma non le ha mai insegnato a salutare; è anche vero che per lei sono un estranea e a me la mamma diceva di non socializzare con gli estranei..mmmh… ma questa è un altra storia! Comunque mi avvicino con il mio splendido sorriso a 32 denti e le chiedo… “Signora sta cercando qualcosa in particolare? Magari posso aiutarla!?” “No,sto solo guardando!” Mi dice con un tono che avrebbe voluto dire, te l avevo già detto! Non è che io sia sorda o stupida ma se mi dici che vuoi guardare allora guarda e basta non ti mettere a provare tutto il negozio altrimenti mi confondi le idee. Comunque con il mio fare gentile e un sorriso al quanto plastico per celare i vaffan** che passavano per la mia testa le rispondo.. “ va bene, se ha bisogno di qualcosa chieda pure!” Non avessi mai detto questa frase, peggio del Bidibi bodibi bu della fata turchina, in meno di 1 minuto la signora si trasforma nel racconta storie anzi la sua di storia! Mi avvicina con una scusa banale… “Signorina! Ma questa maglia è originale?” “Si Signora! Qui vendiamo vari marchi ma sono tutti originali!” Mi rivolge uno sguardo incredulo e sminuitorio. e li inizio, con la storia della felpa falsa che aveva regalato ad una cugina che poi lo andò a dire alla madre, che lo disse a tutta la famiglia, quindi da allora è molto insicura sui suoi acquisti e aggiunse che non era solo questo il motivo della sua insicurezza ma anche del suo ex marito ecc...
LA SIGNORA: “Signorina grazie per la chiacchierata ma adesso devo proprio scappare”
IO: “ Non c’è di che! E... le cose che ha provato?”
SIGNORA: “Ah! Beh per quelle ci penso, la ringrazio, arrivederci.”
IO: “Grazie a lei, arrivederci.”
TO BE CONTINUED...