Me lo avevi promesso. Avevi promesso che non te ne saresti andata, porcodio.

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@tempiduriperiromantici-blog
Me lo avevi promesso. Avevi promesso che non te ne saresti andata, porcodio.
Hai un blog stupendo! **
Ehi <3 grazie mille! :)
Ho preferito dirti addio solo una volta anziché soffrire ogni cazzo di altra volta guardandoti andare via.
Sono uscito con molte donne, e molte di loro passavano le ore a parlare, parlare, parlare, senza dire un cazzo.
Roma quando piove è ancora più bella che con il sole. E’ bella, se trascuri le voragini che si formano sull’asfalto, come in via Nazionale, o a piazza Venezia. Se trascuri il traffico che si moltiplica, quel traffico che per quante strade alternative tu conosca, troverai sempre la fila, come se si fossero date appuntamento lì. Se trascuri il raddoppiarsi delle macchine parcheggiate in doppia fila, dell’aumento dei colpi di clacson, dei pazzi che corrono a velocità proibitiva in centro abitato, desiderosi soltanto di tornare a casa all’asciutto, possibilmente con una buona cena calda a tavola. O con la moglie che li aspetta a gambe aperte in camera da letto. O solo con il proprio gatto, visto che la moglie se ne era andata anni prima per andare ad aspettare a gambe aperte qualcun altro. Storie comuni di uomini di tutti i giorni. Uomini dalle storie molto diverse, con ambizioni diverse, compiti diversi, aspettative diverse. Queste differenze le noti soprattutto se vai alla stazione Termini. Ci sono quelli con la valigetta ventiquattr’ore che salgono sul treno per Milano, giusto un paio di giorni, per lavoro, per andare a salvare la propria azienda che da un po’ di tempo non guadagna più. Una valigetta ventiquattr’ore, con due paia di mutande, spazzolino, dentifricio, una camicia e il necessario per lasciar riposare le lenti a contatto durante la notte. Ci sono quelli che invece stanno con il trolley da duecento chili, che staranno via una settimana, o forse di più. Partono per lavoro, tornano a casa, oppure vanno a trovare qualcuno di speciale, così speciale che neanche quella distanza abissale li ha frenati. Sai com’è, è speciale. Ci sono le coppie che si stanno salutando, tra dieci minuti partirà il treno di lui, o il treno di lei. Lei quasi sempre piange, mentre lui le asciuga le lacrime e si finge tranquillo. Sappiamo benissimo che non appena il treno partirà, cederà anche lui alle lacrime. Le donne hanno questo potere, tirano fuori il lato debole di un uomo non per distruggerlo, ma per farlo conoscere all’uomo stesso, che molte volte finge di non averne uno. E non è che il tuo lato debole puoi ignorarlo per sempre; quello si accumula, e dopo un po’ scoppia, e li amico mio, sei spacciato. Ci sono turisti, per la maggior parte cinesi, tutti uguali, con lo stesso taglio di capelli che è una specie di caschetto, o un look spettinato. Cinesi che ridono, cinesi che indicano, cinesi che fanno le foto; secondo me i cinesi ci nascono con la macchinetta fotografica al collo. Persone, persone, e ancora persone. Migliaia di persone. Vorrei potervi dire che io appartengo alla categoria “valigetta ventiquattr’ore”, potrebbe voler dire che sono un uomo d’affari importante che deve andare fuori città a risolvere problemi del cazzo di una società del cazzo in un’altra città del cazzo. Vorrei potervi dire che sono cinese e che mi sono venuto a fare una vacanza indimenticabile a Roma. Vorrei potervi dire che sono quello che “Sai com’è, è speciale.” No, decisamente no. Tra tutti quei controllori, gli addetti alle pulizie che si muovono con quelle macchinette strane, i tabacchi, le edicole, i binari e i treni che fischiano, io sono quello che sta asciugando gli occhi di lei davanti a me, fingendomi tranquillo. Anche se non la rivedrò più. E non era stata una mia scelta, forse avrei dovuto aspettarmelo, forse non avrei mai dovuto cominciare nulla, forse era stato tutto una colossale stronzata. Ma sai com’è, era speciale.
Incipit "Troppe coincidenze compongono un destino" - Tommaso Fusari
Nel momento esatto in cui credevo di avercela ormai fatta, ecco che il mio telefono vibrava ed era lei che mi chiedeva come stessi.
Ciao. Ieri ti ho scritto, aspettavo una tua risposta ma nulla, mi piacerebbe davvero conoscerti, ieri volevo riscriverti ma non volevo sembrare fastidiosa, ho lasciato passare del tempo, stavolta è stato più forte di me, ho visto che hai scritto e mi son detta: Perchè non vuole parlarmi? Gli sarà arrivato il mio messaggio o mi tiene a distanza? Aspetterò con ansia pure oggi un messaggio in posta, se non arriva mi adeguerò a leggerti in silenzio. Scusa se posso esser parsa invasiva.
aggiungimi :) Tommaso Fusari
Quando in una relazione si urla è perché i cuori sono distanti.
Si voltò convincendosi di una cosa: lei non avrebbe ricevuto da altri lo stesso amore incondizionato che le aveva dato lui. Nessuno l'avrebbe stretta come se fosse la cosa più importante di tutte. Nessuno, e lei lo avrebbe percepito, e si sarebbe pentita di averlo lasciato. E sarebbe tornata. Più che una convinzione, la sua era una speranza a cui aggrapparsi.
Romanticism is dead.
Ero un tossico d’amore. Giravo per le strade e vedevo gente che vendeva hashish, persone che andavano fuori di testa senza una bella striscia di coca da sparare dritta nel cervello, uomini convinti di essere arrivati al capolinea che avevano sempre una piccola scatola con siringa e laccio emostatico. Oppure MDMA. Oppure anfetamina. Abuso di metadone. Inalazione di vapori dell’eroina. Overdose, morte. Io mi drogavo d’amore, nel verso senso della parola. Mi facevo una bella dose di dopamina, me la facevo scorrere dentro il corpo, dalla testa ai piedi. Piacere, euforia. Il mio fottuto ipotalamo si calava nei panni di un pusher, e ordinava al corpo di mandare segnali di attrazione e piacere. Man mano che entravo nel tunnel, la quantità di dopamina arrivava a livelli estremi, e mi ritrovavo a farmi di altre due sostanze: noradrenalina e feniletilamina. Nelle vene, nei muscoli, nelle ossa. Poi cominciavo ad avere sintomi di calore, e tenerezza, e quasi di fragilità. Ossitocina di merda, il pusher faceva bene il suo lavoro, adorava vedere i suoi clienti strafatti. Mi ritrovavo con quella puttana di merda, come si chiama, la vasopressina? Si, la vasopressina, quel cazzo di ormone collegato alla memoria. Fedeltà, monogamia. Una sniffata di coca dura un secondo, e i suoi effetti variano dalla quantità che ne assumi, e dal modo in cui lo fai. Per via endovenosa gli effetti arrivano più rapidamente. Distorsione cognitiva e delle capacità recettive, sensazione di aumento delle percezioni. Riduzione dello stimolo di addormentarsi, della fame e della sete. Euforia. Io ero stato in grado di manifestare questi sintomi senza iniettarmi un cazzo, senza inalare nulla. Tutto questo solo perché il mio cervello tendeva a divertirsi un po’, a travestirsi da pusher. E poi, quand’era assuefatto da quel cocktail di sostanze chimiche, non reagiva più come prima. Overdose. Morte.
Si te dico tutte aspetta eh. A parte gli scherzi, scorrevo una pagina di tumblr su facebook e ho letto "Tempi duri per i romantici" mi sono soffermata sul titolo del tuo blog, per un attimo mi ci sono rispecchiata, e adesso eccomi qua, che ti seguo, una romanticona che passa tempi duri, spero di esserti di buona compagnia qualche volta, sai dove trovarmi :)
mi fa davvero piacere questa cosa, ti verrò a trovare sicuramente :D
Chi è causa del suo male non pianga sé stesso, ma faccia qualcosa.
Non cambierò mai per amore. Ci ho messo una vita a costruirmi qualcuno da cui tornare quando poi tutto finisce.
Invece di trovare rimedi contro scottature, brufoli ed herpes, sbrigatevi a scoprire un rimedio contro le sette di mattina.
Ho conosciuto una ragazza che viveva in una città fredda. Una ragazza che gli occhi le erano stati fatti apposta per splendere in quel modo. Ho conosciuto una ragazza che si lamentava di avere le gambe un po' grosse e qualche etto in più sui fianchi. Una ragazza con la fronte spaziosa, che quando si faceva la coda non li raccoglieva troppo stretti, per nasconderla un po'. Ho conosciuto una ragazza che di freddo aveva solo la città. Una ragazza a cui piaceva il sushi e che amava le giacche colorate. Ho conosciuto una ragazza con gli occhi verdi quando c'erano le nuvole, e dorati quando c'era il sole. Una ragazza che non aveva fiducia in tante cose, e che quando mangiava tornava indietro di una decina di anni. Ho conosciuto una ragazza che si emozionava davanti alle caramelle gommose e ai bassotti. Ho conosciuto una ragazza che mi ha provocato un terremoto, che è andata a curare laddove tutto sembrava senza speranze. Una ragazza che è andata contro al suo modo di vivere l'amore. Che ha saputo apprezzare i difetti delle persone e ritrovarsi ad amarli pur odiandoli. Ho conosciuto una ragazza che per Natale non chiedeva i diamanti, ma chiedeva cose semplici, come uno spazzolino elettrico. Una ragazza che non vedeva spesso il mare. Ho conosciuto una ragazza che dormiva sul mio braccio, che si preoccupava di scansarsi per evitare l'intorpidimento ma che poi te la ritrovavi comunque addosso. Ho conosciuto una ragazza che profumava di buono e di sincero. Ho conosciuto una ragazza che poi se n'è andata.
Sono il gioco che non è valso la candela. E alla fine ho preso fuoco e ora sono solo ceneri.