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One Nice Bug Per Day

Kiana Khansmith

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@unavitapienadinien-te
ti si leggeva negli occhi che volevi scappare
Quella voglia di sparire che viene a farmi visiti quasi tutti i giorni, a volte quando sono in compagnia, altre sono da sola. Io la odio. Mi abbatte. Mi spegne. Mi fa sentire debole. Una nullità. Quella voglia di sparire viene a bussare alla mia porta quando io credo di essere tranquilla, felice, e invece no. Lei è li. Entra quando vuole. Non chiede il permesso. Non accetta il rifiuto. Lei è lì. È dentro anche quando penso sia fuori.
La smettete di laurearvi che poi quella che va in crisi sono io?!?!?!
È importante dirle sempre le cose. Soprattutto quelle belle, perché aiuta. Tanto. Sempre.
per quel minimo di felicità a quante cose si acconsente, cose che nemmeno immaginavamo di poter accettare.
a quante parole crediamo, e da quali labbra pendiamo.
per quel minimo di felicità quanto tempo perdiamo, quanto aspettiamo, quanto ci speriamo.
per quel minimo di felicità quanto impieghiamo per capire che invece del minimo di felicità ci meritiamo il massimo, e che prima o poi tutto arriva. Arriva si, ma ce lo dobbiamo prendere noi, e per farlo dobbiamo lasciare il minimo e puntare solo al massimo.
per quel minimo di felicità a quante cose si acconsente, cose che nemmeno immaginavamo di poter accettare.
a quante parole crediamo, e da quali labbra pendiamo.
per quel minimo di felicità quanto tempo perdiamo, quanto aspettiamo, quanto ci speriamo.
per quel minimo di felicità quanto impieghiamo per capire che invece del minimo di felicità ci meritiamo il massimo, e che prima o poi tutto arriva. Arriva si, ma ce lo dobbiamo prendere noi, e per farlo dobbiamo lasciare il minimo e puntare solo al massimo.
Amore nascosto, negli occhi, in viso, nel corpo.
Se c’è una cosa che mi hai insegnato in tutto questo tempo è ad amare me stessa. Tu mi hai insegnato a piacermi, a smettere di auticriticarmi, a smettere di odiarmi ogni volta, dopo una foto, dopo uno sguardo allo specchio.
Mi hai insegnato ad amarmi dopo i tuoi “sei bellissima” nonostante tutte le volte in cui ero in condizioni davvero pietose.
Mi hai detto “sei bellissima” anche quando avevo i capelli legati, quando non avevo un filo di trucco, quando non mettevo le lentine e avevo quegli occhialoni. Me lo hai detto quando ero in costume e la cellulite si vedeva ovunque. Me lo hai detto la mattina appena sveglia dopo avermi vista anche dormire con la bocca aperta e russare maledettamente. Me lo hai detto quando avevo l’espressione incazzata, triste, ansiosa, felice, in pensiero. Me lo hai detto mentre sorridevo un sacco, mentre sorridevo poco, mentre le lacrime non smettevano di bagnarmi il viso. Me lo hai detto quando ero concentrata in qualcosa, quando ero immersa nei miei pensieri. Mi hai detto “sei bellissima” quando non pensavo minimamente di esserlo, quando non ci credevo, nemmeno un po’. Me lo hai detto e anche io, nei tuoi occhi, mi vedo così.
💙
Ho bisogno di mettere la mano sul petto
per sentirmi il cuore.
Che mi succede?
Ho bisogno di mettere la mano sul petto
per sentirmi il cuore.
Che mi succede?
Non te lo so spiegare. Come non si spiega perché “sedia” si chiama “sedia” e perché 2 significa 2 e non 3 o 4 o 5. Non te lo so spiegare, quello che provo. Perchè cosa significa “ti amo” rispetto a tutto quello che sento? Quali parole esistono per tutto questo? La vera domanda è: esistono?
Vorrei svegliarmi e mandare il buongiorno, a qualcuno, qualcuno che si preoccupi di fare altrettanto. Vorrei preoccuparmi di non scaricare il cellulare quando sono fuori e non posso caricarlo per ore, per poter continuare a sentire qualcuno. Vorrei ascoltare una bella canzone e dedicarla. Pensare a qualcuno e scrivergli qualcosa, qualsiasi cosa. Vorrei poter guardare una nostra foto e sorridere, essere felice, di quella felicità che basta guardarmi negli occhi per capire quanto cazzo sia vera. Vorrei maledire il tempo che passa troppo in fretta quando stiamo insieme e troppo lento quando invece non ci vediamo. Vorrei stare fino alle 3 di notte a parlare del futuro, o del presente che sicuro è più realistico, dei viaggi che ho fatto e che voglio fare, di cosa amo cucinare e che mi piace cantare; sapere quello che ami, conoscerti meglio, che tanto si sa che i discorsi più veri si hanno di notte. Vorrei guardare qualcuno dritto negli occhi e urlargli tutte le parole dolci che sono in grado di dire, e litigare fino a far l’amore e piangere e ridere fino a piangere. Vorrei passare a prendere qualcuno e andare ovunque a mangiare tutto il cibo-spazzatura che desideriamo senza pensare a nulla. Ascoltare con qualcuno le canzoni di Mecna, in macchina, di notte e fuori ai finestrini quel panorama, ma anche dentro.
Non te lo so spiegare. Come non si spiega perché “sedia” si chiama “sedia” e perché 2 significa 2 e non 3 o 4 o 5. Non te lo so spiegare, quello che provo. Perchè cosa significa “ti amo” rispetto a tutto quello che sento? Quali parole esistono per tutto questo? La vera domanda è: esistono?
Non c’è momento dimmerda che una sigaretta non possa migliorare.
Vorrei svegliarmi e mandare il buongiorno, a qualcuno, qualcuno che si preoccupi di fare altrettanto. Vorrei preoccuparmi di non scaricare il cellulare quando sono fuori e non posso caricarlo per ore, per poter continuare a sentire qualcuno. Vorrei ascoltare una bella canzone e dedicarla. Pensare a qualcuno e scrivergli qualcosa, qualsiasi cosa. Vorrei poter guardare una nostra foto e sorridere, essere felice, di quella felicità che basta guardarmi negli occhi per capire quanto cazzo sia vera. Vorrei maledire il tempo che passa troppo in fretta quando stiamo insieme e troppo lento quando invece non ci vediamo. Vorrei stare fino alle 3 di notte a parlare del futuro, o del presente che sicuro è più realistico, dei viaggi che ho fatto e che voglio fare, di cosa amo cucinare e che mi piace cantare; sapere quello che ami, conoscerti meglio, che tanto si sa che i discorsi più veri si hanno di notte. Vorrei guardare qualcuno dritto negli occhi e urlargli tutte le parole dolci che sono in grado di dire, e litigare fino a far l’amore e piangere e ridere fino a piangere. Vorrei passare a prendere qualcuno e andare ovunque a mangiare tutto il cibo-spazzatura che desideriamo senza pensare a nulla. Ascoltare con qualcuno le canzoni di Mecna, in macchina, di notte e fuori ai finestrini quel panorama, ma anche dentro.
Mi capita di pensare troppo spesso qualcuno che non conosco e che probabilmente nemmeno esiste. Il “ci sono io con me” dopo un po’ stanca e la verità è che la felicità da soli dura molto poco.
Avremmo bisogno tutti di una persona e nel frattempo non accontentarsi di una qualunque.