Finestra spalancata, la tenda smossa leggera dal vento, il sole battante blando, le note che riempiono la casa calda. Benvenuta domenica primaverile
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Finestra spalancata, la tenda smossa leggera dal vento, il sole battante blando, le note che riempiono la casa calda. Benvenuta domenica primaverile
"Protocol relating to status of bucket and rope" è l'ibrido fra danza contemporanea e teatro con cui Shintaro Oue ha conquistato il Parco della Musica
Protocol relating to status of bucket and rope: l'interazione con l'altro generalizzato alla George Mead rappresentata in danza.
Una visione sociologica di uno spettacolo di danza contemporanea che mi sta dando da pensare da giorni. http://bit.ly/1hYx47f
La cultura della lamentela in questi anni ha raggiunto livelli terribili, è la cosa più negativa che ci sia, perché cancella davvero ogni possibilità di riscatto e cambiamento. Innamorarsi delle proprie sfighe è rassicurante e ti fa vivere in un territorio protetto, in un mondo che riconosci e ti rassicura. Ogni epoca impone una forma di resistenza, la nostra è non essere lamentosi.
(Mario Calabresi)
Così, giusto per ribadire il concetto espresso ieri.
"Sono belli i trenini che facciamo alle feste, vero? Sono i più belli del mondo... perché non vanno da nessuna parte."
La grande bellezza (Paolo Sorrentino)
Il Max Pezzali Tour è tornato a Roma il 20 febbraio 2014. La nostra recensione di un concerto sold-out che ha scaldato il pubblico.
La mia recensione del concerto di giovedì sera per Roma da Leggere. Dateci un'occhiata :)
Messa a fuoco
Una sola lente per oggi, non me ne merito di più. Non ne ho il tempo.
Il primo post me lo scrivo in testa da mesi. Ho tergiversato, ho puntato sul nome, sulla grafica. Adesso basta. Ci si rimette in gioco, niente scuse. Ci sarà tempo per rimaneggiare, per ora va preso così, come un work in progress. L’idea non è nè originale nè indiscutibilmente utile al genere umano. A metà fra il narcisismo e…
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Il ciarlare è un buttar fuori discorsi lunghi e sconsiderati; e il ciarlatore è un tale che, a uno che non conosce, gli si pone a sedere accanto e, in primo luogo, gli tesse l'elogio della propria moglie, poi gli racconta il sogno che ha fatto la notte, indi gli passa in rassegna, a uno a uno, tutti i cibi che ha mangiati a pranzo; poi, se la cosa va avanti con successo, si mette a dire che la gente d'oggi è molto più cattiva di quella d'una volta, e che le granaglie si sono vendute in piazza a buon mercato, e che in città vi sono molti forestieri, e che a cominciare dalle Dionisie il mare è navigabile; e che se Zeus manderà pioggia più abbondante, i prodotti della terra saranno migliori, e che per l'anno nuovo vuol coltivare un campicello, e che la vita è difficile, e che Damippo alla festa dei Misteri ha dedicato la fiaccola più grande, e quante sono le colonne dell'Odeon; ed ancora: «Ieri ho vomitato» e «Che giorno è oggi?». E se uno ha la pazienza di sopportarlo, non si stacca più, e dice che nel mese di Boedromione ricorrono i Misteri, nel mese di Pianepsione le feste Apaturie, nel mese di Posideone le Dionisie campestri. Ed invero, se uno vuole che non gli venga la febbre, deve fuggire lontano da codesta gente a braccia sciolte e gambe levate: giacché è gran fatica riuscire a tener testa a chi non sa distinguere tra ozio ed occupazione.
Teofrasto, Caratteri
Dai baby boomers all'influenza dei social sulla percezione individuale passando per il "you are special" della fiduciosa mamma di turno. Semplice, chiaro, interessante.
Working hard, questo è il punto.
PS: Certo "...but I actually am one of the few special ones". Buon Natale :)
La storia del piedino innamorato. #LaMeta #siamovirali #produciamocultura #Marella #piede e #piedino #love #foreveralone #spaccobotigliaamazzofamiglia (presso LaMeta)
Più o meno, le conversazioni iniziano così. “Ma come fai a votare Renzi? Cioè tu, ti prego. Maddai, sul serio? Ma mi sembravi….”
Che. Ti sembravo, che?
Andiamo con ordine, evitando di fare confusione. Domani sarà la seconda elezione primaria in cui voterò Renzi. Lo ammetto già da subito, forse...
Alle diversità di genere, di orientamento sessuale, etnico, religioso, economico e di abilità fisica si è data una risposta ipocrita: le quote rosa, i matrimoni omosessuali e l’inclusività ghettizzata non hanno riconciliato la società con le sue pregnanti diversità. Che le contraddizioni siano solo state nascoste sotto il tappeto è dimostrato dai dati in crescita dei casi di “femminicidio”, di discriminazione e di esclusione e violenza contro i diversi.
Paolo Raffone su Limes.
Questo paragrafo deve finire in evernote tanto quanto in bacheca qui sul Tumblr.
L’Europa per continuare nel suo cammino, iniziato più di 1000 anni fa, ha bisogno di uno choc qualitativo, anagrafico e culturale. Una nuova generazione di europei pro-Europa deve sostituire i consunti cantori dell’europeismo sconfitto.
Limes, come sempre, coglie il segno. Una lettura interessante che da europeista convinto condivido.
In un'ottica più allargata, il voto di domenica per scegliere la guida del PD, è un voto per il futuro dell'UE. Le elezioni dell'anno prossimo saranno un momento decisivo che decreterà il futuro o la decomposizione dell'Europa unita e il segretario dell'unico grande partito organizzato può e deve fare la differenza.
Abbiamo bisogno della comunità per come la pensavano Carlo Sforza, poco ricordato, De Gasperi, Spinelli: un'unione di fatto e non solo formale e monetaria. Necessaria per poter decidere nel mondo e non far decidere il mondo per noi: era il Giappone negli anni '80, è la joint-venture Cina-USA adesso, potrebbe essere la Russia che ci tiene per la collottola energetica domani. Crogiolandoci in un welfare state chi ci stanno rubando da sotto i piedi e nell'illusione di governare ancora il mondo globale, stizziamo i nostri particolarismi e non predisponiamo una rotta comune, unica via per guidarci verso una posizione più sicura.
Stati Uniti d'Europa è uno slogan che come tanti è stato criticato per la sua semplicità ed apparente vuotezza di contenuto. Racchiude invece la visione sull'unica strada praticabile per un futuro che non ci veda solo mercato di spesa e terra di raccolta del colonialismo d'altri.
Una lettura che vi consiglio tanto quanto il voto a Renzi domenica; per un'Europa a misura d'europeo. Anche l'UE #cambiaverso l'8 dicembre.
Da Questioni Primarie (che trovate qui), una bella analisi sull'area di origine di deputati e senatori a sostegno dei tre candidati alle primarie.
La maggioranza di Cuperlo fra l'enstablishment PDSino e quella di Renzi fra gli ex Margherita era scontata. Trovo interessante invece il dato sui nativi PD, i deputati che hanno iniziato la loro storia politica con il contenitore impostato da Veltroni.
Proprio Walter parlava di MoDEM nel 2011, proprio il fondatore del PD si accalorava attorno alle questioni di un partito snello che, a mio modo di vedere, non era inteso solo nella struttura (cosa di cui non sono grande fan) ma nei valori fondanti. Un partito più democratico che di sinistra in senso stretto: che parlasse in maniera trasversale ai progressisti, che contenesse le ricette della tradizione della sinistra italiana, ma che li non vi si esaurisse.
Il sostegno maggioritario che i nativi PD offrono a Renzi credo sia un buon indicatore, forse non esaustivo ma cmq interessante, di come Veltroni abbia impostato la rotta e quanto abbia visto lungo. Se vogliamo andare per etichette, Renzi è il capofila dei democratici, di un modo di vedere la sinistra che valuti la tradizione e il background che le appartiene ma che non si fermi ad adesso; che riesca a parlare ad una platea accomunata da pochi valori fondanti, più vasta, pronta a diventare finalmente comunità di idee per il Paese.
La direzione è impostata, speriamo di non essere tirati fuori rotta. Buon voto e buone primarie a tutti.
Il post che prima o dopo avrei scritto
La metro è un non luogo che costituisce l'essenza dell'esperienza sociale metropolitana. Cammini tra i cunicoli, senti vite e d'un tratto, mentre sei ancora assorto nella lettura del bellissimo "Gli italiani non sono pigri" della Serra, lo sguardo ti scivola su quel viso che fra tutti non ti aspettavi. Gli occhi smarriti sulla banchina della A direzione Anagnina, portatile a spalla, l'apparenza del turista perso fra le indicazioni. Poi nulla. Il treno inizia a muoversi ed ognuno riprende il suo percorso. Chissà dove andavi.
Non è che il voler vedere marcio sia sempre lecito, nemmeno nella nostra Italia del quartierino descritta anche questa sera impeccabilmente dalla Gabanelli. Però la mente corre.
Mi balza all'occhio come Pittella, Marcello, abbia vinto proprio oggi alle regionali in Basilicata. Me lo stavo perdendo, devo ammetterlo. Sarà che l'amaro Lucano non mi ha mai detto nulla, ma di queste elezioni mi sono perso presentazione, bagarre e stavo per far passare in sordina anche il risultato. Sarebbe stato un peccato.
A pensar male infatti mi verrebbe da credere che Pittella, Gianni in questo caso, il fratello più conosciuto, come recita lo spot di Enel, abbia trovato più di un motivo per candidarsi alla segreteria PD. Forse quel 5,2% di voti che alla fine - come era prevedibile - ha racimolato in sede di convezione è stato più il pacco di lampadine che la fornitura di corrente.
In campagna elettorale tutto fa brodo, una buona parte si gioca sul creare un ambiente di nomi e parole chiare che guidi l'elettore a porre la X (poche in Basilicata, il 42,57% aventi diritto) sulla casella giusta: la pubblicità gratuita su TG e stampa nazionali per le primarie magari sulla vecchietta di Potenza ha fatto presa più dei manifesti in strada.
Cinema America a Trastevere. Una location dal sapore vintage che racconta la storia di un'occupazione aperta alla cittadinanza.