Accettare la sconfitta di non essere all'altezza o di non sapersi allineare all'emotività media. Stringersi a riccio nella solitudine, nella familiarità con l'ineluttabile logica fine di ciò che adesso siamo. Nessuna disperazione e totale assenza di teatralità. "La processione va avanti, le grida sono finite Lode alla gloria degli amati, che ora non ci sono più. Parlando ad alta voce seduti alle loro tavole Fiori sparsi annaffiati dalla pioggia. Ero vicino al cancello in fondo al giardino Guardandoli passare come nuvole nel cielo, cerco di gridare nella foga del momento, posseduto da una violenza che brucia dall’interno. Piango come un bambino nonostante questi anni m’invecchino Con i bambini il mio tempo è così sprecato Un peso da portare, nonostante la loro interiore partecipazione. Accetto come una disgrazia un affare sfortunato Sdraiato vicino al cancello in fondo al giardino Il mio sguardo spazia dalla siepe al muro Nessuna parola potrebbe spiegare, nessuna azione potrebbe risolvere Posso solo guardare gli alberi e le foglie che cadono"














