“Ti ricordi quante ne abbiamo passate? Ti prego, dimmi che te lo ricordi. Dimmi che ti ricordi di quella volta che siamo salite sull'autobus sbagliato e mentre tu ridevi a crepapelle io sbiancavo e panicavo con l'autista, per capire dove cazzo stavamo andando. Dimmi che ti ricordi ti prego. E l'unica cosa che mi viene in mente adesso è “scusami”, anche se non so di cosa, tu scusami. Scusami per non essere stata abbastanza, per non aver saputo perdonare. So che adesso tu sei lì, e io sono qui, e ci parliamo, e ci guardiamo, ma so anche che non è più come prima. Mi manchi terribilmente.”
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