Quando la ricerca della notizia prevale
ieri sera con alcuni colleghi dell’intergruppo innovazione, abbiamo incontrato Uber, nella persona di Benedetta Arese Lucini. Stesso posto e stesse modalità di tutti gli incontri che facciamo e che sono documentati sul blog dell’intergruppo.
ad un certo punto sono entrati in sala un paio di persone che ci hanno urlato di voler uccidere 80.000 famiglie e ci hanno lanciato fotocopie colorare di biglietti da un dollaro.
li ho invitati a sedersi ad ascoltare ma sono usciti dal ristorante.
allora sono uscito anche io (raggiunto poi dalla collega Galgano) ed ho trovato una 50na di persone che urlavano “venduti”, con qualcuno più agitato degli altri che veniva allontanato dai colleghi.
ho detto subito che ho quattro vertebre rotte per il mio noto incidente e che se dovessi cadere rischio molto.
poi ho cercato di dire che si era li’ per un incontro conoscitivo, in cui c’erano rappresentanti di buona parte dei gruppi parlamentari dal PD al M5S passando per SC.
purtroppo gli animi erano molto accesi e non c’era modo di farsi ascoltare nel merito. ad un certo punto sono arrivati due carabinieri e (credo) qualcuno della digos o simile. (il ristorante è dietro una caserma dei carabinieri…)
il leit motif era “siete venduti e volete favorire uber” (questo urlavano tutti) le un paio sono riusciti nella bolgia ad articolare “volete favorire le multinazionali americane che si prendono e portano via una parte dei soldi del nostro lavoro”.
al che io ho chiesto se per caso avessero letto qualcosa che ho scritto al riguardo, ho provato a dirgli dove andare a leggere ma non era possibile entrare nel merito. ai loro occhi eravamo colpevoli a priori.
o forse interessava “creare” la notizia, viste anche le fotogallery su qualche giornale romano.
leggete l’articolo sotto e giudicate il taglio.
capite ?
proprio a me…che da un anno (per primo) vado predicando in ogni dove sulla necessità di intervenire nel merito dei nuovi intermediari oligopolisti/monopolisti e che su uber ho delle idee molto nette da sempre..
io non cambio idea, e continuo a lavorare per la tutela delle attività europee (ed in particolare italiane), anche se è triste vedere che per fare comunicazione (orientata) c’è chi non esita a coinvolgere ed offendere chiunque, a prescindere.









