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Fiori di casa
tramonto sul mare
Nulla da dire, giudicate voi
Dalla natura e il suo essere creatrice, a noi umani con la nostra presunta superiorità
L'estate che non c'è più.
Piante e fiori
Fiori e Insetti
Gabbiani
Tramonto sul mare
Il dubbio di amare
L'amore non esiste, è tutta illusione
di quel desiderare
di quel sentirsi cercare
di quell'essere accettati
del sentirsi sicuri in quel contesto sociale.
L'amore non esiste, è solo menzogna
di quel mondo fantastico con insistenza cercato
che fin da piccoli in storie fantastiche narrato
è solo un sogno di un desiderio inappagato
per un mondo la cui violenza ha sempre primeggiato.
Come possiamo definire amore
tutta l'ipocrisia che esprimiamo
di un così nobile sentimento
se ad ogni azione compiuta nel vivere
non eccelle ragione ma istinto brutale.
Eppure tocchiamo con mano la tenerezza
di quell'abbraccio materno accogliente
che con insistenza ci protegge
quella possente presa paterna
a guidarci per vie impervie con sicurezza.
Quel caldo soffio di vita che in noi scorre
come può farci negare e giudicare
che quell'eccelso e agognato sentimento
sia solo un sogno, un fantasticare
ad accogliere una vita in cui non v'è certezza
il cui unico fine è morte e poi solo l'oblio.
Passione, desiderio etc... etc... (AMORE)
II° Parte
L'AMORE. Sentimento o regola di vita che sia, non è atto assoluto, non è gesto garantito, amare soprattutto non è espressione istintiva, inconscia ma azione di pura coscienza e volontà .
Definire l'amore come politica di vita direi proprio che non è male come spiegazione ma essenzialmente non specifica cosa esso sia, un comportamento, si, ma allo stesso tempo non indica, non specifica per essere precisi di che si tratti, non è istinto, di questo se ne può essere certi ma allo stesso tempo è proprio l'istinto a darne atto, ovvero a spingerci a comportarci in quel determinato modo. Per istinto si intende qualcosa di arcaico, primitivo che precede la stessa ragione, quella consapevolezza d'essere, di essere cosciente del proprio agire e del proprio giudizio, esattamente quei tratti che distinguono un essere umano da qualunque altra specie di questo mondo.
Osservando la natura, mi accorgo che tutte le creature di questo mondo, esprimono un sentimento a dir poco congeniale, anche se con notevoli differenze tra l'una e l'altra specie, simile in tutto e per tutto a quello che noi chiamiamo amore. Ciò dimostra che tale sentimento non è solo prerogativa di noi esseri umani ma di ogni forma di vita animale che deve convivere con altre ma che soprattutto deve interagire con elementi della stessa specie. Per quanto riguarda le forme di vita vegetali, molte di loro hanno una vera e propria convivenza comunitaria, se così si può definire, soprattutto tra specie diverse, modo d'essere che noi chiamiamo simbiosi; in alcuni casi anche tra forme di vita animali e vegetali vi è questa sorta di cooperazione nel vivere, sempre parlando di simbiosi. Per quanto riguarda la simbiosi non so dire se si possa definire amore ma di certo è una vera e propria convivenza con reciproca convenienza di entrambe le specie.
Tale sentimento, è e rimane sempre un gesto volontario, essendo diretta alla convivenza tra i membri della stessa specie, nonché tra inter-specie, poiché non è assoluto, tanto meno unico, i soggetti possono sempre non adottare tale politica di comportamento e optare per modi... diciamo poco ortodossi, soprattutto per nulla pacifici, tanto meno civili e ragionevoli.
Il fatto che tale sentimento (comportamento) sia presente in qualunque altra specie vivente, implica che esso esista, ovvero che sia stato adottato da ogni altra forma di vita fin da quanto essa ha iniziato a camminare sulla terra o nuotato nei mari, o in qualunque altro ambiente di questo mondo cui la vita ha attecchito. Questo perché non implica che esso sia sorto fin dagli albori con la vita stessa ma indubbiamente fin da subito delle prime specie, avendo dato maggiori risultati nel sopravvivere, tale comportamento si sia affermato soprattutto nelle specie che sopravvivevano dato che esso ne permetteva maggiore possibilità .
Come ho detto precedentemente, esprimiamo tale sentimento solo verso coloro cui conviviamo ma anche verso coloro che istintivamente proviamo una certa attrazione fisica cui volgiamo condividere la nostra stessa esistenza. Tale sentimento, ovvero l'atto di amare, di esprimere amore, nasce dentro, dal nostro profondo, da quegli istinti -cui siamo obbligati a obbedire poiché fanno parte del nostro patrimonio genetico ancestrale ereditato- che ci spingono verso il nostro prossimo cui cerchiamo di sopperire con quella politica che chiamiamo amore. Amare non soltanto significa maggiore possibilità di sopravvivenza ma soprattutto provare piacere nel convivere, che a sua volta la maggiore spinta a coloro che convivono. Piacere e benessere di stare insieme alle persone care, alle persone cui ci fidiamo e soprattutto sentiamo di poterci sentire al sicuro in loro compagnia. Ed è proprio questo che rafforza sempre più quel sentimento che chiamiamo amore, amandoci reciprocamente.
Passione, desiderio etc... etc... (AMORE)
I° parte
Attraverso le sue vesti, sentii tutta la sua femminilità premere con forza sulla mia virilità , in un batter d'occhio tutto il mio essere avvampa di viva fiamma, come immane incendio di foresta.
Sublime il suo calore, che attraverso le vesti si presentava alla mia pelle, il suo caldo e profumato alito a inondarmi dentro, insistenti baci saggiavano le mie labbra, esploravano la bocca a esprimere desiderio, passione. Le sue braccia, le sue mani, come inviolabili corde, a serrarmi al suo corpo, come a volersi fondere al mio. Non c'era scampo per me al suo abbraccio, impossibile staccarmi, da lei fuggire, non erano i nostro corpi a essere uniti, ad essere tutt'uno, questi esprimevano quanto nel loro intimo provavamo, sentivano nel profondo che si agitava.
Al librarsi delle loro anime, l'una verso l'altra, come attratti da immane gravità di quella infinita massa che chiamiamo amore, a fondersi reciprocamente in un unico essere, un unica essenza.
Eppure, dopo quanto ho poc'anzi scritto, non so specificare realmente cos'è quel sentimento che chiamiamo AMORE.
Amare vuol dire donare sè stessi in tutto il proprio essere, così almeno ho sempre sentito dire del significato di voler bene (amare). Ma donare a chi? Soprattutto per quale motivo? La risposta ovvia sarebbe per amare la persona amata, giudizio pero che non specifica affatto ciò che significa realmente amare. Si limita semplicemente a dire che amiamo per amore, più o meno come l'espressione: "siamo fatti per amare"; un gioco di parole, come dire che tutto dipende da dio, dalla sua volontà , indipendentemente da come quest'essere faccia, dato che non è un nostro problema, in utile chiedersi come avvenga, restando così nell'ignoranza, oscurità che è proprio giustificata dal fatto che è solo e soltanto compito del dio e che solo lui può svolgere essendo proprio il dio. Una rassegnazione a restare quello che siamo dato che esiste un essere supremo a svolgere il tutto.
Io comunque, posso sempre tentare a dare una risposta, non dico che sarà verità assoluta ma almeno un specificare a ciò che potrebbe essere il così detto sentimento che chiamiamo amore.
La risposta alla domanda potrebbe essere semplicemente -sopravvivenza- l'essere umano, creatura dal tempo limitato di esistenza a questa realtà cui definisce vivere, ha biologicamente una tempo limitato di esistenza, problema a cui egli sopperisce riproducendosi. La riproduzione consiste nel mettere al mondo altri esseri umani che in principio sono del tutto inattivi e indifesi, ovvero privi di ogni conoscenza, esperienza a costruire quella che dovrà essere la loro personalità , ovvero il loro io. Quella essenza che egli esprime in base a ciò che l'ha formata nel suo essere e che in base all'essere essa si forma. In poche parole, il soggetto che nasce dalla riproduzione di due individui, uomo e donna, altro non è che una copia mescolata di due individui differenti in ogni aspetto fisico e psicologico ma pur sempre un derivato (scisso) di carne, sangue e ossa dei due che si sono riprodotti. Per quanto riguarda quell'io che essi esprimeranno, ovvero quella essenza che essi saranno da adulti, dipenderà esclusivamente da quell'ambiente in cui vivranno maggiormente e soprattutto maggiormente influirà sulla loro formazione psicologica, ovvero quell'ambiente familiare da cui provengono e vivono sotto il controllo assoluto dei genitori, che poi altro non sono che gli elementi alfa del branco; motivo per cui hanno maggiore influenza nel loro sviluppo psicofisico. Ambiente in cui vivranno fino al raggiungimento della età adulta, divenendo indipendenti poiché saranno in gradi di provvedere ai loro bisogni, soprattutto di relazionarsi con il resto dei loro simili.
Quindi, volendo rispondere alla domanda, possiamo dire che doniamo alla persona amata (moglie/marito) poiché con essa generiamo quella famiglia (branco) da cui genereremo la nostra discendenza, doniamo alla nostra progenie poiché essi sono coloro che proseguiranno quell'ulteriore esistenza che la natura ci nega.
Strategia di sopravvivenza. L'amore altro non è che un modo astuto, un piano ben congegnato per la nostra personale sopravvivenza. Un gesto egoistico il cui unico e solo scopo altro non è che dare ulteriore tempo a quella esistenza limitata che il destino ci impone. In parole povere, amare altro non è che una menzogna bella e buona a mandar giù quella pillola che la sorte ci impone di ingoiare volenti o nolenti.
L'amore verso i proprio cari, l'amore verso la propria famiglia, verso i propri genitori, verso i proprio figli, verso la propria/il proprio consorte, altro non è che un atto di convenienza, una menzogna a facilitare il reale obbiettivo che inconsciamente siamo predisposti a raggiungere. Menzogna poiché ciò che esterniamo di quei sentimenti, che definiamo puri e privi di ogni vincolo, sinceri, nonché esenti da ogni fine, in verità sono proprio tutto l'opposto. Una menzogna che raccontiamo a noi stessi per convincerci, per farci ingoiare quella pillola amara cui siamo costretti ad adattarci per ottenere quello di cui abbisogniamo nella nostra esistenza.
Strategia di sopravvivenza che risulta essere alquanto efficace. Infatti è molto più facile vivere sotto quella bandiera che chiamiamo amore, convivendo pacificamente, che sprecare energie a sottomettere e dominare il prossimo per accaparrarci quel diritto a vivere e sopravvivere. Convivere significa collaborare, scambiarsi reciprocamente quanto necessitiamo per vivere ma soprattutto significa costruire una ambiente favorevole, privo di nemici da cui dobbiamo guardarci di continuo le spalle, consumando energie che risulterebbero preziose impiegandole in altre attività produttive, invece che in attività belligeranti sprecando energie ma anche vite umane. In definitiva, una ambiente pacifico favorisce lo sviluppo, non che la sopravvivenza con maggiore certezza, quindi maggiori possibilità di riprodursi e soprattutto di crescere con sicurezza i propri figli. Amare significa un minor spreco di energie, un ambiente pacifico e sicuro, maggiori possibilità di raggiungere quegli obbiettivi che la natura ci impone.
L'estate che non ce più
Fiori di casa
Panorami marini
Fiori
Tramonti sul mare