In linea d’onda con i classici ragionamenti sminchia-cervello che amo spesso affrontare, era da molto tempo che volevo cimentarmi nella trattazione di questo particolarissimo argomento (Quale occasione migliore dell’inaugurazione del blog d’altronde). Come avrete avuto modo di capire dal titolo, il fulcro di questo post riguarda la “Risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto”, cioè, voglio dire, mica pasta e lenticchie! L’analisi di quanto sto per affrontare non si rifà ad alcuna situazione esistenziale dai caratteri ignoti e incomprensibili per la mente umana, bensì essa risiede in qualcosa di apparentemente comune … sì, un numero. Il numero [42]. Il mio rapporto con questo argomento nacque quando, durante una conversazione su Facebook, un mio amico m’inviò un’emoticon molto particolare, un 42 bianco su sfondo rosso !Al che la mia domanda fu consequenzialmente ovvia: “Cosa vuol dire?” Il suo non saper rispondere al quesito che gli avevo posto innescò nel mio cervello una curiosità che si sarebbe dovuta estinguere il prima possibile. Così feci la cosa più ovvia da fare, ossia cercarlo su Google. I risultati che si presentarono ai miei occhi non furono così numerosi, ma abbastanza per permettermi di capire di cosa si trattasse! Dopo una minuziosa lettura sull’argomento posso affermare con sicurezza di saperne molto di più ora. Dunque, vi starete chiedendo, qual è il significato che si cela dietro questo misterioso numero?… E che cazzo ne so!
Il tutto si può ricollegare ad una serie di romanzi intitolati Guida galattica per gli autostoppisti, scritta da Douglas Adams, nei quali, per cercare una risposta all’interrogativo più grande di sempre, ossia, il senso della nostra esistenza, un gruppo di scienziati si adopera nella costruzione di un supercomputer denominato Pensiero Profondo, il quale, dopo una lunghissima serie di calcoli, fornisce come risultato un semplice “42”. Sette fottutissimi milioni e mezzo di anni di calcoli per un 42 del cazzo? A quanto pare si.La questione però è più articolata e complessa di quanto possa apparire dalla superficie. Il numero in questione riscontra una moltitudine di collegamenti alla nostra esistenza che non possono, a rigor di logica, essere frutto di una semplice coincidenza. Citando la celebre Agatha Christie: “una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze sono due coincidenze, ma tre coincidenze sono una prova.” Bisogna, però, fare attenzione alle correlazioni che si decide di prendere in analisi. Molte di quelle che possono sembrare coincidenze ,infatti, sono in realtà scelte appositamente volute dai propri fautori in riferimento a questo concetto. Per fare un esempio, l’episiodio 42 della celebre serie “Doctor Who” è stato intitolato così in riferimento proprio al concetto partorito da Adams, e dunque non va’ affatto pensato come una coincidenza bensì come una scelta! Dunque è importante tenere bene a mente la distinzione che s’interpone tra il pre-42 e il post-42 . Dopo aver chiarito quest’ulteriore aspetto veniamo alla trattazione di tutte quelle che possono esser valutate come interazioni tra il numero 42 e ciò che ci circonda. Queste correlazioni sembrano abbracciare ogni contesto possibile e in maniera del tutto inconscia. Si pensi di avere due dadi fra le mani: il risultato che si ottiene sommando le singole facce di quest’ultimi è proprio 42. L’arcobaleno è caratterizzato da un angolo critico pari a 42. La frequenza di vibrazione naturale del nostro DNA corrisponde a 42. Il numero 42, assieme al 24, costituisce l’unico numero non palindromo a due cifre in grado di dare questo risultato. Nel 1965 il matematico Paul Cooper teorizzò che il metodo più efficace per effettuare un viaggio attraverso i continenti fosse quello di oltrepassare il sottosuolo ( in condizioni quali l’assenza di attrito dell’aria e la perfetta sfericità della Terra) riuscendo a sfruttare in questo modo la composizione di caduta libera e decelerazione gravitazionale. Il tempo impiegato per effettuare tale viaggio sarebbe stato di 42 minuti. In tema di tunnel gravitazionali, Giavasan ha riportato, inoltre, che qualsiasi risulti esser la coppia di città considerate, il tempo che si pone tra una città e l’altra sarà sempre di 42 minuti. Il Dio Anubi, nell’Antica Egitto, per giudicare le anime era solito rifarsi alle 42 regole della divinità Maat. Il numero 42 è la soluzione all’indovinello del Papiro di Rhind, il più antico libro sulla matematica tutt’oggi conosciuto il quale afferma: “Se ad un certo numero sono aggiunti i due terzi di esso, la metà di esso e un settimo di esso, il risultato è 97.” Insomma, potrei continuare per un’altra ora piena ad elencare tutte le coincidenze che ci relazionano a questo ignoto numero, ma non mi sembra affatto il caso (un modo gentile per dire che in verità mi scartavetra i maroni la cosa ahahha). Tuttavia, se avete voglia di conoscere altre coincidenze, pre e post 42, vi rimando a questo link nel quale sono riportate, guarda un po’, 42 coincidenze sul numero 42. In conclusione, cos’è che si nasconde dietro a questo numero? E’ stato forse il mistero celato in quest’ultimo a far aumentare il numero di coincidenze riscontrabili? In fondo è risaputo che l’uomo osserva solo ciò che egli vuole realmente vedere, ma forse è giusto che il tutto rimanga coperto da un leggero velo di mistero e oscurità, come fu per il Velo di Maya di Arthur Schopenhauer. Dopo tutto, come accennai nel mio primo articolo: la nostra esistenza non è fatta di risposte, bensì di giusti interrogativi.- Massacre