76 giorni.
Non prendo la lametta da 76 giorni.
È dura, dura davvero.
Oggi in piena crisi ero sul punto di farlo...
Odio così tanto me stessa...
Mi accasciai a terra, in preda alla disperazione, con un dolore lacerante al petto.
Un dolore che mi tolse quasi il respiro.
Ero sul punto di farlo.
Ma poi ho detto "basta".
Ma poi mi sono chiesta "a cosa serve rovinare il tuo corpo?"
È dura, dura davvero.
Ti prego, dimmi qualcosa che mi ricorda che sono forte, e bella.
Dimmi qualcosa che mi ricordi il motivo per cui continuo ancora a ricomporre ogni pezzo.
Dimmi qualcosa che possa ricordarmi di essere una guerriera.
Tesoro,
sei più giovane di quello che credi. E più bella, molto più bella, di quello che riesci a vedere quando ti guardi nello specchio, con le lacrime che ti bruciano gli occhi e la bocca accartocciata in uno scarabocchio. Perché tu non sei quella. Non sei un’immagine bidimensionale. Non sei né la tua altezza né gli inverni incrostati nelle tue ossa, né il peso dei tuoi organi che segna la bilancia; non ridurti ad un numero. Perché sei altro. Sei un intero universo.
Sei la musica che ascolti, quella che riesce a tenere ancora assieme tutti i tuoi pezzi, anche quando ti senti solo sbriciolare. E sei le frasi che sottolinei nei libri, ripetendotele in punta di labbra prima di scivolare nel sonno, stringendole forte proprio all’altezza del cuore. Sei le stelle a cui rivolgi ogni sera lo sguardo, ricordandoti che si può splendere anche se siamo avvolte dal gelo. E quella luna, a cui racconti ogni tuo pensiero, che consideri solo un pugno di cenere, quando in verità valgono così tanto… Sei le tue mani che tremano al mattino, nel silenzio dell’alba, e che un giorno qualcuno stringerà. Sei ogni gesto gentile che hai fatto senza nemmeno accorgertene, la spalla su cui piangere, la voce che ha calmato la tempesta e la luce che ha saputo indicare il cammino a qualcun altro, di cui probabilmente nemmeno conoscevi il nome. Sei le braccia in cui hanno trovato rifugio, anche quando tu stessa ti sentivi persa. Sei i sorrisi che provi a nascondere e le lacrime che asciughi troppo in fretta. Sei la forza che ti ha permesso di rialzarti ogni volta, e la speranza a cui continui ad aggrapparti nonostante una parte di te voglia solo lasciarsi cadere nel baratro. E soprattutto, sei le cose che ami, e che hai amato, che ti hanno fatto sentire viva e ti hanno accelerato il respiro fino a toglierti il fiato. Sei così tante cose non bastano queste poche righe a definirti. E sono tutte bellissime. Perché sono vere, e i sentimenti che hai provato, gli hai sentiti con una tale intensità che vi palpitano ancora all’interno.
E mi dispice, mi dispice così tanto, che ti abbiano convinto che sei una persona difficile da amare. O che non meriti amore. Perché non é vero.
Noi parliamo sempre di voler salvare il mondo. Eppure, se dentro ad ogni persona c’è un intero universo… basterà salvare una persona.
E va bene. Va davvero bene. Se quella persona é te stessa.











