La mancanza di comunicazione delle persone, talvolta mi spaventa. È così facile occultare le informazioni agli altri: un po’ per paura, un po’ per timidezza, un po’ per sincero menefreghismo, ammettiamolo una buona volta. Se non comunichi con qualcuno, se non condivide le informazioni, quello che ti passa per la testa – senza “vomitare” in un flusso logorroico di parole, riempiendo così l’altra persona di idee e pensieri, senza che questa abbia tutti gli strumenti per gestirle – allora credo che sia inutile trascinare qualcosa per i capelli (è inutile in ogni caso). Se carichi una persona improvvisamente di 300 kg, senza averle fatto farle pesi o senza che questa abbia mai sollevato e sopportato pesi, allora non puoi lamentarti del fatto che questa poveretta si troverà completamente spiazzata e comincerà a farsi qualche domanda sul perché tu le abbia nascosto tante cose. Quello che si spaventa è che se evitiamo di parlare con chi ci sta accanto, allora in una relazione che cosa potremmo fare? E se non c’è dialogo, allora su cosa si basa questa relazione? Sto parlando ovviamente, di relazioni dove si intende “siamo amici”, “okay, stiamo insieme”, non “okay, siamo conoscenti, chissene” e nemmeno “okay, ci limitiamo ad andare a letto insieme” il che, ci sta. Nel senso, magari c’è il bisogno di parte di entrambi di dare una sferzata di movimento e di brio alla propria vita, senza mettersi impegno. Ma torno al punto. Quello che mi spaventa è una mancanza di chiarezza di intenzioni e di significati da parte di entrambi. Mi spiego meglio. Credo ad un certo punto, si arrivi al punto obbligato di DTR, ovvero, Definire il Tipo di Rapporto, o meglio, dove stiamo andando? Qual è l’obiettivo? Ma non perché una persona è stata soggiogata all’ansia e dall’insistenza dell’altra, o peggio ancora, alla paura dell’altra ma perché semplicemente è necessario dare un punto. La mancanza di chiarezza, la mancanza di comunicazione avviene in un rapporto lacunoso, che manca di significato, a parer mio. Ma la mancanza di significato non, e ripeto non, vuol dire che non sia importante, qualsiasi rapporto esso sia, semplicemente è dato dal fatto che manca un metodo di comprensione dell’altro. In un post precedente avevo parlato di “libretto d’istruzioni” di persone, ora, potrei correggermi e dire che è necessario un “vocabolario personale”. Quello che potrebbe essere un significato per me, potrebbe non esserlo per l’altro e viceversa. Prendo l’esempio del rispondere ai messaggi. Per me è importante che l’altra persona scriva e mi risponda ma se l’altra persona ha un pessimo rapporto con il telefono, ovvero, si rompe le scatole di scrivere e rispondere, preferisce parlarmi vis-à-vis, per una questione di pigrizia e non reputa importante la conversazione “online” ci terrei a saperlo; così, se non mi rispondesse o se mi rispondesse dopo tre ore, almeno io non starei a farmi mille pare mentali sul fatto “ah, allora non gli interesso”. La chiarezza mi serve nell’interpretare le tue azioni secondo la tua modalità di pensiero e nel capire la tua visione delle cose e serve a me per comprendere te e il tuo mondo. Quello che fai tu, quello che dici tu, lo posso trovare nel vocabolario con cui tu mi hai informato e che mi aiuta a chiederti “okay, mo’ dove andiamo?”. Essere chiari è indispensabile. Parlarsi, lo è ancora di più ma senza per questo soffrire, inculcare, sollecitare, persistere in maniera violenta all’altro. La comunicazione, qualsiasi rapporto esso sia, è necessaria. Il tempo, lo è ancora di più.