la rocca di manerba
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@walterzannoni
la rocca di manerba
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IL LUPO
Questo breve racconto l’ho scritto in un momento della mia vita in cui non me la sono più sentita di abbassare la testa
Walter
In stretto sentiero mi inerpicavo, agnello ferito. Senza pastore e senza gregge. Sentivo le gocce del mio sangue rimbalzare sui ciottoli taglienti. «Perché non nacqui lupo, fiero e feroce, capace di seguire la pista in solitaria ostinazione? Capace di battermi per dire:…
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a zonzo per salò
a zonzo per salò
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ZAVATTARELLO – Antichissimo feudo dell’Abbazia di San Colombano di Bobbio, dopo la formazione della Contea vescovile di Bobbio, Zavatterello diviene un feudo personale del Vescovo che vi costruisce il castello. Nel 1390 il vescovo di Bobbio cede a Jacopo Dal Verme il castello ed il feudo.
Unito con il Bobbiese al Regno di Sardegna nel 1743, in base al Trattato di Worms, entrò a far parte poi della Provincia di Bobbio. Nel 1801 il territorio è annesso alla Francia napoleonica fino al 1814. Nel 1848 come parte della provincia di Bobbio passò dalla Liguria al Piemonte, nel 1859 entrò a far parte nel circondario di Bobbio della nuova provincia di Pavia e quindi della Lombardia, nel 1923, dopo lo smembramento del circondario di Bobbio, passò alla provincia di Piacenza e quindi all’Emilia-Romagna e poi ritornò nel 1926 alla provincia di Pavia e alla Lombardia.
Nel 1929 il comune di Valverde venne unito a Zavattarello, che prese il nome di Zavattarello Valverde fu quindi ricostituito nel 1956. (fonte wikipedia)
Il nostro “zonzo” Abbiamo pranzato al ristorante L’IMBARCADERO Frazione Casa del Marchese 13 Zavattarello – Tel. 0383 589127 Un ambiente famigliare e una cucina squisita. Tutto viene fatto in casa in modo artigianale e il costo è assolutamente onesto.
Dopo pranzo abbiamo visitato il borgo antico di Zavattarello seguendo la strada fino al Castello Dal Verme, godendo di un bellissimo panorama su tutta la vallata. Attorno al castello è possibile fare una passeggiata tra i boschi fiabeschi e ritornare al borgo.
Ci siamo quindi spostati a VARZI per una rapida visita al centro storico facendo una gustosa “apericena” al Jimmy’z Bar (Via del Mercato, 10). Un ambiente molto particolare e originale, con dei proprietari gentilissimi che adorano i cani :). Ovviamente abbiamo gustato i salumi e i formaggi di Varzi ed altre specialità del luogo.
(foto by Patti e walter – Sony a5100)
ZAVATTARELLO E VARZI ZAVATTARELLO - Antichissimo feudo dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio, dopo la formazione della Contea vescovile di Bobbio, Zavatterello diviene un feudo personale del Vescovo che vi costruisce il castello.
Il cammino della fotografia - Quinta puntata
Il cammino della fotografia – Quinta puntata
La rivoluzione digitale
Molti di voi leggendo questi articoli si domanderanno perché parlo di grafica ed editoria sul tema della fotografia.
Il motivo è molto semplice. Tutto lo sviluppo della fotografia digitale avvenne essenzialmente per rispondere alle domande dell’editoria e per la necessaria interazioni tra immagini e computer. Potrei aggiungere che lo sviluppo di queste nuove tecnologie non…
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Il cammino della fotografia - Quarta puntata
Il cammino della fotografia – Quarta puntata
La Camera Oscura
Come già vi dissi, un “vero fotografo” ambiva a stampare in proprio le fotografie. Stampare a colori era impensabile, serviva un’attrezzatura troppo costosa e complessa, meglio puntare “sull’artistico” bianco e nero. I primi esperimenti li feci utilizzando il proiettore di diapositive a cui avevo applicato un diaframma di cartone per limitare la luce. Esponevo la carta…
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Il cammino della fotografia - terza puntata
Il cammino della fotografia – terza puntata
La “scimmia”dell’acquisto compulsivo va combattuta
Per un segno di affetto e riconoscenza voglio comunque presentarvi tutte le mie “analogiche”. La storia dei miei acquisti credo abbia anche un valore educativo.
Con il senno di poi non avrei fatto certe scelte. La qualità è importante, ma non serve esagerare pensando che “mi manca proprio quello”. Attualmente ho una Fuji XA2. La più economica…
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4 - Fotografia in pillole - la messa a fuoco
4 – Fotografia in pillole – la messa a fuoco
Tralasciamo i sistemi a telemetro, che non sono stati adottati nelle moderne fotocamere. Vediamo come si metteva a fuoco prima dell’invenzione dell’autofocus.
Ruotando la ghiera dell’obiettivo era possibile mettere a fuoco e rendere quindi nitido il soggetto in base alla distanza dello stesso. Per un paesaggio non c’erano grossi problemi. Neppure per le foto in posa. Il problema si presentava…
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3 - fotografia in pillole, lunghezza focale
3 – fotografia in pillole, lunghezza focale
Capitolo 3
Avrete notato che nelle descrizioni dell’obiettivo delle fotocamere compatte viene spesso indicato un valore relativo alla lunghezza focale dell’ottica completato da un dato di focale “equivalente”. Per comprenderlo partiamo dal presupposto che per anni e anni (da quando Leica lo impose come standard mutuandolo dalla pellicola cinematografica) il formato fotografico più diffuso era il…
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Il cammino della fotografia - seconda puntata
Il cammino della fotografia – seconda puntata
I “miei” primi passi – 1970
In quarta elementare (1970) avevo deciso che da grande volevo fare il fotografo. Per la prima comunione ricevetti in regalo la mia prima macchina fotografica. Era un modello semplicissimo, con il flash a cubo che ruotava consentendo 4 scatti. Ricordo che quando ritiravo le foto chiedevo ingenuamente il parere del negoziante sulla qualità artistica del mio lavoro. Ero…
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Il cammino della fotografia - prima puntata
Il cammino della fotografia – prima puntata
La fotografia ha avuto un cammino “analogico” molto lento, durato oltre due secoli. Negli ultimi decenni si è verificata una svolta “digitale” velocissima e inarrestabile che ha portato ad un modo completamente nuovo di concepire “la fotografia”
Per cominciare la nostra storia vi faccio fare un salto in un passato prossimo, diciamo attorno agli anni ’70; un’epoca tecnologica ma non ancora…
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2 - Fotografia in Pillole
2 – Fotografia in Pillole
Esposimetro
Il primo problema dei fotografi è stato quello di valutare la quantità di luce. Non starò ad esaminare gli esposimetri da studio, a luce incidente, riflessa, per i flash, ecc. Affronterò semplicemente, a grandi linee, i passaggi che hanno portato alla tecnologia attuale
Il primo esposimetro è stato l’occhio umano. L’esperienza permetteva di valutare la luce ed agire di conseguenza… e…
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1 - Fotografia in pillole
1 – Fotografia in pillole
Capitolo 1 – Scrivere con la luce
Per prima cosa è bene chiarire (come fece Jerome K. Jerome in “Tre uomini a zonzo”) cosa NON sono questa serie di articoli. Non è mia intenzione scrivere un manuale di fotografia e nemmeno sulla storia della fotografia. La definizione più appropriata è “diario”. Un diario scritto da da un appassionato testimone di un’epoca e di tutte le cose che hanno portato la…
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Orta San Giulio
Il centro di Orta, completamente pedonalizzato, è caratterizzato da viuzze strette molto pittoresche: la principale corre parallela alla riva del lago e si interseca con alcune ripide viette che si allontanano dal lago portando verso il Sacro Monte (Patrimonio Mondiale dell’UNESCO) o verso l’ampia zona dei parcheggi.
Al centro del paese si trova Piazza Motta, vero e proprio salotto affacciato sul…
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Il trenino rosso del Bernina parte da Tirano a 429 metri sul livello del mare e con un percorso di circa 60 km attraversa tutte le fasce vegetazionali delle Alpi. Arriva ai 2253 metri del passo del Bernina (fermata Ospizio Bernina) per scendere in modo più graduale e dolce ai circa 1800 metri di St. Moritz. E’ l’unico treno d’Europa che scala la montagna a ruota libera senza cremagliera, a…
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Seguendo il filo rosso che di casa in casa accompagna dal centro storico del pittoresco borgo di Ossana fino al suo fiero maniero, il Castello di San Michele, andiamo alla scoperta dei cento (e più) Presepi allestiti come da tradizione a ogni Natale. Realizzati con stoffa, legno, foglie di granturco, zucche e pasta di pane, allestiti dentro le case, nei vecchi fienili, nelle tipiche «cort» e in tutti gli angoli più caratteristici del piccolo paese della Val di Sole, ogni presepe riproduce con figure di materiali diversi e in un’ambientazione particolare le scene della Natività e dell’Adorazione dei Magi. Da quello in stile marino, realizzato nell’ex lavatoio del paese, al più grande posto nel Castello di San Michele, rievocazione di episodi realmente accaduti in una notte di Natale di 100 anni fa, quando nella zona dilagava la Prima Guerra Mondiale, fino al presepe vivente, allestito accanto alla Chiesa e così dettagliato dal punto di vista meccanico che dagli anni ‘60 non viene smontato. A completare il bel quadretto natalizio si aggiungono poche ma ricercate casette di legno che espongono i migliori prodotti agricoli e artigianali locali, gli appuntamenti come l’arrivo di Babbo Natale, i giri in pony, il falò, i concerti e i cori natalizi e stand gastronomici dove degustare prodotti tipici locali e riscaldarsi con un buon vin brûlé.
(foto Walter e Patrizia)
Ossana – Il paese dei 100 presepi Seguendo il filo rosso che di casa in casa accompagna dal centro storico del pittoresco borgo di Ossana fino al suo fiero maniero, il Castello di San Michele, andiamo alla scoperta dei cento (e più) Presepi allestiti come da tradizione a ogni Natale.
Il centro della città di Camogli che occupa la vallata a ponente del monte di Portofino si affaccia sul Golfo Paradiso, all’estremità occidentale del promontorio portofinese, nella riviera ligure di levante, ad est di Genova. Appartiene a Camogli la parte più ampia del parco naturale regionale di Portofino, mentre lo specchio acqueo antistante il promontorio fa parte dell’Area naturale marina protetta Portofino.L’aspetto architettonico più rilevante della cittadina è la presenza di edifici colorati che si affacciano sulla spiaggia. I colori e le linee più chiare orizzontali (dette marcapiano) servivano ai marinai camogliesi per riconoscere più facilmente la propria abitazione tra i vari piani dei palazzi del borgo e farvi ritorno dopo la pesca. La maggior parte degli edifici del centro storico sono stati edificati con un susseguirsi di aggiunte e modifiche nel corso dei secoli. Spesso le aggiunte riguardavano anche singole stanze che modificavano l’aspetto sia interiore che esteriore dei palazzi. La nascita di un figlio di un navigante o quanto ricavato da un lungo imbarco, spesso erano le motivazioni da cui nasceva una nuova appendice al palazzo esistente.Nel 1913, secondo una moda il cui esempio più eclatante è la promenade di Nizza, vennero abbattuti i palazzi prospicienti il mare creando la passeggiata a mare, con la rotonda in stile littorio. La scelta dell’abbattimento fu dettata anche dallo stato in cui versavano gli immobili, strutture in legno e pietra da secoli preda di ondate e salsedine. La spiaggia, o perlomeno l’incremento della poca preesistente, si ebbe con il terreno di risulta della realizzazione del tracciato della ferrovia Genova-La Spezia, con l’apertura delle gallerie a levante (verso Santa Margherita Ligure) e a ponente (verso Recco). Dal materiale di risulta dei lavori al tracciato ferroviario si ottenne anche la trasformazione del territorio in prossimità della ferrovia stessa, con la creazione del terrapieno che andò a costituire le basi per l’attuale piazza Matteotti, su cui affaccia il teatro Sociale.La caratteristica degli edifici costruiti a breve distanza dal mare si deve però alle caratteristiche del territorio. Camogli è costruita lungo le pendici di un rilievo quasi a picco sul mare.Questo aspetto orografico ha l’effetto di garantire a Camogli un clima particolarmente temperato, tipico di alcune località del levante genovese, non riuscendo i venti freddi provenienti dalla pianura Padana a raggiungere la costa. Anche per questo Camogli è un’apprezzata località turistica. (Wikipedia)
Foto Walter e Patrizia
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A SPASSO PER CAMOGLI Il centro della città di Camogli che occupa la vallata a ponente del monte di Portofino…