—Ma le stelle quante sono, Giulia Carcasi.
we're not kids anymore.
I'd rather be in outer space 🛸
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@wantobethesky
—Ma le stelle quante sono, Giulia Carcasi.
Sarebbe tremendo sapere che ti sei dimenticato di me
Ditemi in anonimo, in UNA sola frase, cos'è l'amore
amore è mettere il bene dell'altro al primo posto nonostante questo possa ferire te
Per quello Che mi hai fatto Dovresti mancarmi Molto meno
Gio Evan (via iononsonnessuno)
LETTERA PER TUTTI
Il cielo aveva assorbito quel colore azzurro-sbiadito ed era costantemente spruzzato di nuvole.
Le ombre alle otto della mattina continuavano ad essere molto estese e la sera le stelle apparivano subito.
L'estate era finita e l'autunno aveva già strappato agli alberi tappeti di foglie, che giacevano sui marciapiedi, pronte a scricchiolare sotto ai piedi del primo passante distratto.
E indovinate un po’, proprio nel periodo più malinconico dell'anno, dove i colori si incupiscono e le temperature si abbassano, sono nato io.
Un paio di giorni fa ho soffiato sulle 27 candeline spinte con cura dentro all'impasto soffice della ciambella preparata da mia mamma la mattina.
Si era svegliata due ore in anticipo solo per me.
O forse non si era mai addormenta; da quando mi é stata diagnosticata quella malattia, che il solo nome mi fa pizzicare gli occhi e mi impasta la bocca, ha perso il sonno.
Oggi sono appena stato dal medico, che mi ha detto, col volto fermo e impassibili, e gli occhi freddi e distaccati, di sistemare le cose, che é una frase in codice per dire che presto lascerò questo mondo.
E per presto intendo uno o due mesi.
E beh, vedi, quando scopri che ti rimangono trenta, sessanta giorni di vita al massimo… non puoi permetterti di entrare nel panico, non puoi permetterti di scioglierti in lacrime o scoppiare in singhiozzi, ne tanto meno bruciarti di rabbia e furore.
Non puoi permettertelo perché non hai più tempo.
Impari quanto sia prezioso e quanto possa scorrere veloce, proprio come sabbia fra le tue mani.
E allora corri subito a sistemare le cose.
Nonostante non sai da dove iniziare ti sforzi e cerchi di fare tutto ciò che hai sempre voluto, temuto o pensato in quel breve periodo di tempo che ti è rimasto.
Inizi a salutare ogni mattina tua madre con un bacio sulla fronte, a ricordarle con più frequenza quanto le vuoi bene e quanto sia importante per te.
Inizi ad abbracciare tuo padre e, soprattutto, a chiedergli scusa per tutte le incomprensioni dovute alla testardaggine, per tutti i litigi privi di fondamenta e ti senti stupido e sbagliato e un disastro, finché le sue braccia non ti imprigionano e le sue lacrime calde bagnano la tua pelle fredda e allora ti senti a casa e ti penti e ti odi per aver dimostrato così poco affetto ai tuoi genitori, per essere sempre stato così distante e per aver alzato muri spessi e tranciato i vostri rapporti … perché solo ora che hai capito quanto sono preziosi, solo ora hai capito che non c'è nulla che ti faccia sorridere come le mani di tua madre, che seppur tremanti e sottili, dall apparenza così fragile, in ospedale ti stringevano con una tale forza da farti sentire potente e coraggioso, e tuo padre che sotto quella corazza dura nasconde un animo sensibile e lo senti imprecare al telefono, per poi scoppiare all'improvviso a piangere la notte… davvero, il tuo cuore si rompe e si spezza per non aver sistemato tutto prima.
Inizi a uscire di casa e a sorridere ai commessi, a salutare le persone e ad essere gentile con loro, e ti sorprendi di come cambiano, di come l'espressione che fino a qualche minuto prima corrucciava loro il volto e stirava i lineamenti, ora modella le labbra in sorrisi e faccia brillare loro gli occhi.
E ti rendi conto che se dai amore alle persone, loro te lo ricambiano.
Ti rendi conto che il panettiere inizia a tenere da parte il tuo solito ordine e nel sacchetto ti mette sempre un paio di pasticcini, nonostante non li avessi mai ordinati, ma costantemente divorati con gli occhi, e ti stupisci di come siano brave le persone a leggerti dentro, se tu ti sforzi di leggere loro.
Ti rendi conto di come quel bambino a cui hai allontanato i ragazzi più grandi che lo infastidivano, ti abbia incrociato per strada, fissato negli occhi e pronunciato, scandendo parola per parola, la frase “sei il mio eroe”, e dopo certe cose il tuo animo scoppia, come gli alberi di pesco scoppiano di fiori in primavera.
Inizi a non temere più te stesso e a scoprire chi sei davvero.
Assecondi le tue passioni senza frenarle, ma amplificandole.
Passi del tempo con te stesso e ti prendi cura della tua mente, nonostante inizi a dimenticare ciò che hai mangiato per pranzo e a confondere i nomi delle persone.
Inizi a ritagliarti spazi per leggere il tuo libro preferito, nonostante imbrogli tutte le parole, a scrivere i tuoi pensieri anche se le tue mani tremano sempre più forte e le tue parole altro non sono che scarabocchi.
Ma va comunque bene.
Perché facendo quelle cose, le cose semplici, le cose per cui il tuo cuore batte, ti senti meno malato e più vivo.
Cerchi di fare ciò a cui prima non avevi mai dato peso, nonostante sapessi quanto fossero importanti per te quelle passioni, sempre accantonate da scuse banali.
Inizi a fare un giro al bar a metà mattina, ma non per ordinare il solito caffè e spiare quella ragazza dai capelli scuri, sempre raccolti in una coda disordinata, ma per andare da lei, dirle che é meravigliosa, che il suono della sua risata é stupendo, tanto che il mondo si ammutolisce, zittisce tutto il caos che intessa ogni sua molecola per poterla sentire.
E finalmente sarai il protagonista della tua scena preferita, mandata in loop infinite volte nella tua testa; tu e lei seduti in quel candido tavolo rotondo, che per centrotavola ha le più variopinte bustine di zucchero e i vasi di ciclamino affianco, nonostante ora siano sfioriti.
E ridi con lei, e parli con lei, e ti perdi nei suoi occhi, e fissi il modo in cui piega le labbra per pronunciare il tuo nome e da quel momento credi di avere il nome più bello di sempre, e respiri il suo profumo e le baci la mano prima di andare, spiegandole che devi tornare a casa ora che le vacanze sono terminate, perché non sei di quelle parti, ma che la porterai sempre con te.
E ti rendi conto che tutta quella paura di non essere all'altezza, tutta quell'ansia, tutti quei dubbi sul da farsi erano cavolate.
E ti butti a capofitto nel letto con le guance bollenti e salate a causa delle lacrime e ti strappi i capelli perché hai già dimenticato il suo nome, ma non dimenticherai mai il modo in cui il tuo cuore si è sentito accanto a lei.
E poi ti svegli.
Apri gli occhi.
E ora tutto è perfetto.
Perché capisci che sei sempre stato la persona che volevi essere, ma che non avevi mai avuto il coraggio di diventare.
-Alessia Alpi, (scritta da me.)
Volevoimparareavolare on Tumblr
bellissima davvero.. non ho parole..
Stupenda 😍
i'm in the storm and I wish you were here with me
litigare per amarsi sempre di più.
Più conosco le persone più capisco perché Noè sull'arca aveva caricato solo animali.
“La donna uscì dalla costola dell'uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata.”
— William Shakespeare
Ma d'altronde a cosa servono i sentimenti, se tu li dai e non c'è nessuno dall'altra parte a prenderli, custodirli, mantenerli?
@farelaguerrallestelle (via farelaguerrallestelle)