Il fatto è che non m'interessa di altre persone al di fuori che lei. È un concetto strano da spiegare, forse sentirselo dire da un ragazzo fa ancora più strano, ma è così. L'amore è sempre l'amore e non sai mai quando colpisce o chi colpisce. Era una sera come tante altre, eravamo un gruppo di amici, il solito, in spiaggia e stavamo bevendo. Odio bere, mi fa ricordare le persone che mi hanno fatto del male e non avevo bisogno di star male ancora per loro. Eppure quella sera ero stanco, non m'interessava di nulla, ero così stanco, forse anche di vivere, che avevo bisogno di bere. “Sei il mio male più grande” le scrissi. Ero ubriaco, lo ammetto, e lei era dentro la mia testa. “Buonasera anche a te” fu la sua risposta. Era quasi l'una, forse mancavano dieci minuti, non ricordo, ma lei era ancora sveglia, come se stesse aspettando un mio messaggio da sempre. “Posso chiamarti?” le scrissi, ma senza una sua risposta, mi alzai, mi allontanai dai miei amici e la chiamai. Rispose subito, forse due squilli, giusto per pensare se rispondere o meno, ma non esitò. “Ehi..” rispose. Che bella voce aveva, non me la ricordavo nemmeno e appena la sentii, i miei occhi si riempirono di lacrime e il mio cuore si bloccò per qualche istante. “Sei bellissima” dissi, anche se non la vedevo. Effettivamente stavo guardando il mare, ma pensavo a lei mentre lo guardavo, ero ubriaco, capitemi. “Non mi vedi nemmeno, scemo” disse sottovoce, probabilmente era a letto e non doveva farsi sentire dai suoi. “Non mi serve vederti, io lo so che tu sei bellissima. Sei come il mare: non m'importa se è mattina presto, pomeriggio dove c'è un'afa che ti uccide o la sera che fa freddo, tu sei come il mare. Riesci a calmarmi ogni volta e sei bellissima.” dissi. Giuro che non avevo mai pensato quelle cose del mare o di lei, ma fu una cosa spontanea, libera e vera. “Quanto ubriaco sei?” mi chiese ridendo, sempre sottovoce. “Il giusto, ma non troppo, ma tu non hai ancora risposto alla mia domanda” dissi. “Quale domanda, non me ne hai fatta nemmeno una” “Allora te la faccio ora: Perchè sei così bella?” le chiesi. Sorrise, ma non rispose, forse sbuffo, non ricordo. “Mi manchi molto..” aggiunsi, ma ancora nessuna risposta. “Sei veramente come il mare. Ti metti a fissarlo e non capisci mai cosa succederà dopo. Sarà calmo, forte o ci sarà semplicemente una burrasca? E tu? Tu stai li, zitta e non so cosa stai provando: disprezzo, amore, felicità, o cosa?” la sentii ridere, ma non la classica risata di sfottimento, era una risata diversa, una di quelle risate in cui sei felice. “Non so cosa dire..” fu il massimo che disse. “Giusto, tu sei sempre quella nel dubbio, quella che non è mai riuscita a prendere una decisione, una di quelle persone insicure che ha bisogno di qualcuno al suo fianco altrimenti è persa. Preferisci stare con la persona sbagliata pur di non stare da sola.” le dissi con voce fredda. “Cosa ne puoi sapere tu?” disse interrompendomi. “Lo so, perchè ti conosco, e so che la persona giusta per me, saresti tu e ora prova a rispondere a questa domanda: perchè cazzo mi hai risposto a l'una di notte, se ora ti senti con quello stronzo?” perchè si, si sentiva con un altro ragazzo “Perchè sei disposta ancora a sentire le mie stronzate anche se non sei sola? Perchè non vuoi me, che sarei disposto a tutto per te? Perchè inventi la scusa del ragazzo perfetto, quando hai solo paura di rimanere sola? Perchè non vuoi provare a stare bene, per davvero, con una persona che quel vuoto potrebbe riuscire a riempirlo, per davvero? "Perchè so che con te potrebbe funzionare e ho paura!” mi gridò, forse non le importava nemmeno che i genitori si potessero svegliare. “Hai paura di me?” le chiesi. “Ho paura del vero noi, ho paura dell'amore, non di te, ho paura di amare per davvero e di poter star male, per davvero.” rispose. “Saresti il mio male più grande, lo sei, perchè io ti amo già.” Sorrise, per davvero. Sorrisi, per davvero. “Ti amo già”
ricordounbacio (via ricordounbacio)



















