ROSSI C'E'
Doverosa premessa … Carissimi lettori, se state leggendo questo articolo è perché siete amanti dei motori e io non posso far altro che imparare dalla vostra passione e dalla vostra esperienza. Negli anni, però, ho affinato la sottile tecnica di “guardare le ruote che girano”, ascoltare le tante storie che portano con sé: strade, viaggi, idee, ricordi, memorie. Ed è così che “darò voce alle storie”... lasciando che John Lennon faccia da colonna sonora. People say I'm crazy doing what I’m doing I'm just sitting here watching the wheels go round and round (Whatching the wheels, John Lennon) Tavullia non ti capita tra le ruote. A Tavullia ci vai perché stai cercando quel qualcosa che lo rende un paese diverso da tutti gli altri disseminati sull’Appennino. Ci vai perché vuoi respirare l’odore di giuggiole e pneumatici. Ci vai perché è diventata una mecca del motociclismo e le testimonianze sono numerose e tangibili a partire dal cartello che annuncia il nome del paese: prima stazione per selfie di rito e firma d’ordinanza.
Se arrivi da nord non hai nemmeno il tempo di chiederti come trovare le tracce di Valentino perché, appena formuli questo pensiero, trovi alla tua sinistra il logo fluorescente “Vr46” e anche lì incontri bikers di tutto il mondo, pronti a sfilarsi il casco per uno scatto da inviare a tempo record agli amici per farli morire d’invidia. Tavullia non ti capita tra le ruote e sai che tra gli Appennini e le coste romagnole, potresti trovare molti posti pittoreschi per gustare le delizie della cucina romagnola, ma sei a Tavullia anche per andare all’Osteria Rossi, sederti a quel tavolo circondato da una famiglia di centauri, con una vista spettacolare… quasi come le polpette al ragù che, nel frattempo, ti hanno messo nel piatto e ti fanno scordare in un attimo i km fatti per arrivare. Lì non hai bisogno di litigare per far cambiare canale al gestore del bar: il monitor è fisso sulla MotoGp, si guarda insieme, ci si piega in gruppo e si grida “Rossi c’è” … anche se parte dal 72° posto.
Intorno, code di appassionati vogliono acquistare un ricordo di Valentino Rossi, abitazioni trasformate in B&B a prova di motociclista e i disegni dei bambini (anche qui di ogni provenienza), salutano il loro Campione in attesa di veder nascere lo Yellow Park. Più in là, lo sguardo cerca il crinale del colle dove scorgere il suo memorabile ranch. Mentre cammino e vivo questa comunanza tangibile, accarezzo con lo sguardo il muro di Valentino, dove il suo fan club ha raccolto le foto che raccontano la storia di questo ragazzino smilzo, che aveva più ricci che chili addosso e che, a ogni età, era pronto a dar di matto con la sua moto. Sorrisi, vittorie, lacrime: c’è tutto nella vita di un Campione. Ci sono anche quei 24 km che separano Tavullia da Coriano, quei secondi tra la vita e la morte, tra il continuare a correre e il volare.
Nella vita di molti, e di certo in quella di Valentino, c’è un prima e un dopo Sic. Lo vedi nel suo sguardo che si è perso definitivamente qualcosa dietro quel casco che rotolava sull’asfalto, mentre la sua ruota continuava a correre. Chiunque avrebbe mollato. Chiunque avrebbe chiuso dentro un silenzio implacabile la parola basta. Vale no e mi piace pensare che abbia continuato a stare in sella per onorare quel folle Amore che lo univa, e lo unisce al Sic. Mi piace pensare che nello stare accanto al fratello Luca o ai Morbidelli che si avvicenderanno nella sua vita, Vale terrà fede al Sic, tenendo in vita quella Passione che li unirà per sempre.
Per gli amanti dei numeri e del business, è importante sottolineare che le uniche due società in perdita del regno VR46, sono quelle dedicate alle scuderie dei giovani con la VR46 Junior Team con un passivo di 0,05 milioni di Euro e la Test Track che segna un rosso di 0,2 milioni. Un investimento coperto ampiamente dagli utili delle altre società della costellazione Rossi (fonte https://www.money.it/quanto-guadagna-Valentino-Rossi-fatturato-societa) Ripensando a questo viaggio a Tavullia di qualche mese fa, non riesco a non pensare che le critiche piovute da ogni dove in queste prime gare di Moto Gp 2021, non rendano merito al campione Rossi. Esplosivo quando vince, irruento quando perde e si sente tradito, soprattutto da se stesso, arrabbiato con chi era amico solo nei giorni di gloria.
Io non mi intendo di motori, passo il mio tempo a guardare le ruote che girano, ascoltando le storie di uomini e donne, ma una cosa l’ho capita. Quel posto, su quella moto, anche a 42 anni, anche nella Moto Gp del 2021 il Campione Rossi, l’Uomo Valentino, l’imprenditore di Vr46, se l’è guadagnato, e credo che non spetti a chi misura solo in podi il successo di una persona, infierire gridando a gran voce “ritirati”. Vale resta in sella, al primo o all’ultimo posto perché lo sguardo di un campione va oltre il traguardo dell’ultimo giro. testo e foto: Laura Defendi Read the full article










