Festival dentro l'editoria 14-15-16 Giugno a Macao
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Festival dentro l'editoria 14-15-16 Giugno a Macao
Hai una ossessione per i libri?
(IN)EDITO Festival dentro l’editoria 14-15-16 Giugno 2013 @M^C^O questa sera incontro organizzativo aperto h.21:30 - M^C^O Presentazione ed approfondimenti su: http://www.macao.mi.it/progetti/festival-delleditoria-indipendente/
Il 14-15 e 16 giugno a M^C^O si terrà la prima edizione di un festival inedito dell’editoria indipendente.
Ciò che ci ha interessato sin dall’inizio non era l’idea di creare uno spazio espositivo per le case editrici indipendenti, ma di riflettere sulle relazioni tra tutti soggetti della filiera editoriale, in connessione con alcune delle trasformazioni che riguardano il mondo del libro, ma che rispecchiano altri e più trasversali cambiamenti.
Abbiamo dato concretezza a questo desiderio organizzando una tre giorni all’interno della quale, accanto agli stand espositivi di oltre 20 case editrici, si alternereanno presentazioni di libri, mostre, reading musicali, workshop e dibattiti. Questi ultimi — sotto forma di tavole rotonde — saranno il cuore del festival e affronteranno i temi che ci sono sembrati centrali nell’articolare un discorso sull’editoria che mettesse in dialogo non solo gli addetti ai lavori, ma coinvolgesse anche con tutti coloro che, di libri, si interessano per passione. Parleremo del rapporto tra editoria e tecnologia, in relazione ai nuovi strumenti che stanno prendendo piede sul mercato e nella nostra vita quotidiana (ebook, kindle, vendita online,…); delle forme di lavoro nel mercato dell’editoria, svelando le ombre di un mondo sconosciuto a tanti lettori; ed infine, discuteremo del mestiere dell’editore: di come e quale impatto abbiano le scelte editoriali sull’offerta culturale e sulla creazione di immaginari, e di come la passione per le idee possa declinarsi per non cedere il campo alle logiche stringenti del mercato.
Per introdurre gli argomenti dei dibattiti che si svolgeranno all’interno dell’iniziativa proponiamo una serie di fonti ed articoli ai seguenti indirizzi:
CARTA + DIGITALE [Criticità e prospettive per l’editoria]
http://www.macao.mi.it/articoli/2013/05/19/editoria-tra-carta-e-digitale-problemi-e-prospettive/
IDEE + MERCATO [Scelte editoriali e immaginari culturali alla prova del mercato]
http://www.macao.mi.it/articoli/2013/05/19/link-di-approfondimento/
DESIDERIO + LAVORO [Se per lavorare bisogna rinunciare a qualcosa]
http://www.macao.mi.it/articoli/2013/05/19/bello-e-buono-non-e-tutto-bello-solo-perche-e-libro/
Alla gran taverna MACAO Si parla, si legge, si suona, si danza e si mangia. La taverna è la ristorazione ricca di umanità e povera di prezzo. Ingresso libero senza prenotazione ma se volete lasciare una piccola offerta ci sarà una simpatica cassetta verde in cui mettere qualcosina. Dalle 21.30 gli Evì Evàn Rebetiko apriranno le danze (e i canti). Vinicio Capossela legge il suo Tefteri (a sprazzi). A ruota: Karaghiosis e la Sibilla Spettacolo greco delle ombre. Vino, feta e balli fino all'alba. Durante la notte incursioni canore di Vinicio Capossela. La band italo greca Evì Evàn, considerata il ”riferimento del Rebetiko nel nostro Paese”, è composta da sei musicisti: Dimitris Kotsiouros: bouzouki, baglamas, oud Giorgio Strimpakos : baglamas, voce, cori Francesca Palombo: fisarmonica, cori Daniele Ercoli: contrabbasso, cori Luca Cioffi: darbuka, percussioni a cornice, def Emiliano Maiorani: chitarra www.evievanrebetiko.com www.facebook.com/evievan.rebetiko
Alla gran taverna MACAO Si parla, si legge, si suona, si danza e si mangia. La taverna è la ristorazione ricca di umanità e povera di prezzo. Dalle 21.30 gli Evì Evàn Rebetiko apriranno le danze (e i canti). Vinicio Capossela legge il suo Tefteri (a sprazzi). A ruota: Karaghiosis e la Sibilla Spettacolo greco delle ombre. Vino, feta e balli fino all'alba. Durante la notte incursioni canore di Vinicio Capossela. La band italo greca Evì Evàn, considerata il ”riferimento del Rebetiko nel nostro Paese”, è composta da sei musicisti: Dimitris Kotsiouros: bouzouki, baglamas, oud Giorgio Strimpakos : baglamas, voce, cori Francesca Palombo: fisarmonica, cori Daniele Ercoli: contrabbasso, cori Luca Cioffi: darbuka, percussioni a cornice, def Emiliano Maiorani: chitarra www.evievanrebetiko.com www.facebook.com/evievan.rebetiko
CECI N'EST PAS UNO SPAZIO
«Il naviglio è l’eterotopia per eccellenza. Nelle civiltà senza battelli i sogni inaridiscono, lo spionaggio rimpiazza l’avventura, e la polizia i corsari» M. Foucault, Utopie. Eterotopie Se la città non è solo il luogo degli affari o dell’intrattenerci; se i suoi confini non sono quelli del privato delle nostre case. Se la città diventa il luogo possibile dei sogni; se ha in sé la capacità di proiettarci verso una libertà sempre più spaziosa. Se la città rappresenta la geografia dei desideri; se i desideri trovano uno spazio dove esprimersi; se in quello spazio, prendono corpo gli orizzonti. I luoghi allora sono molto più delle loro mura, della loro materia; sono simboli e aprono immaginari. Per tante esperienze di attivazione dei cittadini, uno spazio – che sia una torre, un palazzo, un giardino, un orto, è prima di tutto il valore che lo costituisce, e che restituisce un significato al tempo e all’azione. Questi spazi non hanno stanze, si aprono, si sporgono, si rendono permeabili, attraversabili, mutevoli. Sono vissuti, e pertanto, vivi. In questi spazi la città che desidera si manifesta liberamente, propone di costruire la città a partire dal suo dato di origine, i cittadini. In questi spazi, in cui i cittadini si organizzano attraverso processi democratici di autogoverno, il bene comune si fa pratica reale. Intorno a questi spazi-esperienze, vi è la città pianificata e amministrata, in cui altri spazi costituiscono l’elemento visibile, storicizzato e materiale, delle scelte politiche che determinano la geografia urbana. Quando camminiamo per Milano ne siamo circondati: vicino alla Stazione Centrale vediamo Torre Galfa, simbolo della speculazione edilizia in città, ancora abbandonata dopo l’occupazione di M^C^O. Il tentativo della giunta comunale di regolare le attività di costruzione edilizia dei privati che avessero sul territorio palazzi dismessi, rimasto sulla carta. Dietro Galfa si apre Isola, ed il nuovo centro di Porta Garibaldi – Porta Nuova, la skyline di Milano edificata per l’expo, a testimoniare la rilevanza di questi eventi nel determinare lo spazio cittadino, oltre che le sue forme, economie e immaginari. Accanto a Porta Nuova, il Teatro Smeraldo: teatro storico di Milano, abbandonato da una politica incapace di valorizzarne la cultura, una politica che non ha sostenuto in alcun modo la sua programmazione mentre i lavori svolti per riqualificare la zona (in vista dell’expo) sottraevano visibilità, facilità di accesso e dunque, spettatori. Venduto a privati, diventerà la location milanese di Eataly. Destino simile a quello del Cinema Manzoni, ceduto questa volta da privati a privati per trasformarlo in un centro commerciale, grazie alla dismissione della destinazione d’uso della sala per funzioni culturali. E poi, il Lirico – in completo stato di abbandono; Palazzo Citterio – uno scandalo di fondi finiti non si sa dove. Solo per citarne alcuni. E l’OCA, che fu baluardo delle sperimentazioni dell’amministrazione comunale nel campo dell’arte e della cultura, che ha costituito in un certo senso l’istituzionalizzazione di un modello: l’utilizzo del bando come strumento per affrontare la questione degli spazi abbandonati, amplificato poi su tutta la città, fino a ricomprendere gli spazi autogestiti, annullandone la storia. “CECI N'EST PAS UNO SPAZIO” è il racconto di queste due città; quella del desiderio e quella della pianificazione, di caso in caso, da un palazzo a un teatro, da un giardino ad un grattacielo, da un orto a un cinema. Vogliamo rendere visibili e chiare le contraddizioni della città, ciò che subiamo come espressione di un sistema lontano dalla nostra quotidianità; ma anche saper proporre con la stessa chiarezza un’altra strada ed un’altra forma della politica, che – seppur informale, non riconosciuta, liminare, investe con la stessa forza la nostra vita.
Alla gran taverna MACAO Si parla, si legge, si suona, si danza e si mangia. La taverna è la ristorazione ricca di umanità e povera di prezzo. Dalle 21.30 gli Evì Evàn Rebetiko apriranno le danze (e i canti). Vinicio Capossela legge il suo Tefteri (a sprazzi). A ruota: Karaghiosis e la Sibilla Spettacolo greco delle ombre. Vino, feta e balli fino all'alba. Durante la notte incursioni canore di Vinicio Capossela. La band italo greca Evì Evàn, considerata il ”riferimento del Rebetiko nel nostro Paese”, è composta da sei musicisti: Dimitris Kotsiouros: bouzouki, baglamas, oud Giorgio Strimpakos : baglamas, voce, cori Francesca Palombo: fisarmonica, cori Daniele Ercoli: contrabbasso, cori Luca Cioffi: darbuka, percussioni a cornice, def Emiliano Maiorani: chitarra www.evievanrebetiko.com www.facebook.com/evievan.rebetiko
Alla gran taverna MACAO Si parla, si legge, si suona, si danza e si mangia. La taverna è la ristorazione ricca di umanità e povera di prezzo. Dalle 21.30 gli Evì Evàn Rebetiko apriranno le danze (e i canti). Vinicio Capossela legge il suo Tefteri (a sprazzi). A ruota: Karaghiosis e la Sibilla Spettacolo greco delle ombre. Vino, feta e balli fino all'alba. Durante la notte incursioni canore di Vinicio Capossela. La band italo greca Evì Evàn, considerata il ”riferimento del Rebetiko nel nostro Paese”, è composta da sei musicisti: Dimitris Kotsiouros: bouzouki, baglamas, oud Giorgio Strimpakos : baglamas, voce, cori Francesca Palombo: fisarmonica, cori Daniele Ercoli: contrabbasso, cori Luca Cioffi: darbuka, percussioni a cornice, def Emiliano Maiorani: chitarra www.evievanrebetiko.com www.facebook.com/evievan.rebetiko
Dopo Semi, due giorni per il giardino: si aprono le danze nello spazio verde a suon di rastrelli, tagliaerba, martelli, chiodi.
L’estate è alle porte, lo spazio fiori Macao era stato dimenticato….ma tra poco tornerà voglia a tutti di sedersi per terra. Due giorni per riprendere il filo (d’erba) e ricordarsi che le piante, in città, ce la fano anche senza l’uomo, ma con il suo aiuto sono ancora più belle….
Alla gran taverna MACAO
Si parla, si legge, si suona, si danza e si mangia.
La taverna è la ristorazione ricca di umanità e povera di prezzo.
Dalle 21.30 gli Evì Evàn Rebetiko apriranno le danze (e i canti).
Vinicio Capossela legge il suo Tefteri (a sprazzi).
A ruota:
Karaghiosis e la Sibilla Spettacolo greco delle ombre.
Vino, feta e balli fino all'alba.
Durante la notte incursioni canore di Vinicio Capossela.
La band italo greca Evì Evàn, considerata il ”riferimento del Rebetiko nel nostro Paese”, è composta da sei musicisti:
Dimitris Kotsiouros: bouzouki, baglamas, oud
Giorgio Strimpakos : baglamas, voce, cori
Francesca Palombo: fisarmonica, cori
Daniele Ercoli: contrabbasso, cori
Luca Cioffi: darbuka, percussioni a cornice, def
Emiliano Maiorani: chitarra
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REBETIKO TEFTERI - Un libro che non si presenta, si festeggia. Makao, Ellade. Giovedì 30 Maggio ci sarà una grande festa celebrata dal Maestro delle danze Vinicio Capossela. Sarà una festa per celebrare un libro che parla di rebetiko, di Grecia, di un viaggio che è stato un innamoramento. "Il rebetiko ha la carica eversiva del punk senza dover scimmiottare i Sex Pistols", come scrive Vinicio in Tefteri. Ci saranno tavolini da taverna, storie d'amore disperate e di rivoluzioni inutili, fumo, feta, vino rosso. Il gran Maestro aprirà con le letture e poi danza e buzouki tutta la notte. Ci siederemo senza aspettarci niente dalla vita e tireremo fino all'alba, insieme perchè è insieme che si fa il rebetiko, come l'amore. Anche se è giovedì e la società ci vorrebbe produttivi. Noi invece siamo rebetes. Con affetto, sole e disperazione siete i benvenuti alla taverna Macao.
REBETIKO TEFTERI - Un libro che non si presenta, si festeggia. Makao, Ellade. Giovedì 30 Maggio ci sarà una grande festa celebrata dal Maestro delle danze Vinicio Capossela. Sarà una festa per celebrare un libro che parla di rebetiko, di Grecia, di un viaggio che è stato un innamoramento. "Il rebetiko ha la carica eversiva del punk senza dover scimmiottare i Sex Pistols", come scrive Vinicio in Tefteri. Ci saranno tavolini da taverna, storie d'amore disperate e di rivoluzioni inutili, fumo, feta, vino rosso. Il gran Maestro aprirà con le letture e poi danza e buzouki tutta la notte. Ci siederemo senza aspettarci niente dalla vita e tireremo fino all'alba, insieme perchè è insieme che si fa il rebetiko, come l'amore. Anche se è giovedì e la società ci vorrebbe produttivi. Noi invece siamo rebetes. Con affetto, sole e disperazione siete i benvenuti alla taverna Macao.
REBETIKO TEFTERI - Un libro che non si presenta, si festeggia. Makao, Ellade. Giovedì 30 Maggio ci sarà una grande festa celebrata dal Maestro delle danze Vinicio Capossela. Sarà una festa per celebrare un libro che parla di rebetiko, di Grecia, di un viaggio che è stato un innamoramento. "Il rebetiko ha la carica eversiva del punk senza dover scimmiottare i Sex Pistols", come scrive Vinicio in Tefteri. Ci saranno tavolini da taverna, storie d'amore disperate e di rivoluzioni inutili, fumo, feta, vino rosso. Il gran Maestro aprirà con le letture e poi danza e buzouki tutta la notte. Ci siederemo senza aspettarci niente dalla vita e tireremo fino all'alba, insieme perchè è insieme che si fa il rebetiko, come l'amore. Anche se è giovedì e la società ci vorrebbe produttivi. Noi invece siamo rebetes. Con affetto, sole e disperazione siete i benvenuti alla taverna Macao.
LINDYPENDENT
Serata di ballo Lindy Hop (jazz, swing, ecc.)
Il Lindy Hop è un ballo swing afroamericano nato adHarlem, New York, negli anni venti – trenta del secolo scorso, in un’epoca immediatamente precedente al periodo dellaGrande Depressione, la crisi economica e sociale di enormi dimensioni scoppiata con il crollo di Wall Streetdel 24 ottobre 1929.
ore 21.00 apertura porte, playlist, Tin Pan Alley [live]
ore 22.30 to 23.30 Swing Collective [live]
ore 23.30 to 24.00 playlist
ore 24.00 coreografia, shim sham, ecc…
ore 24.00 to 24.30 playlist
ore 24.30 to 01.30 Black Bottom Jazz Band [live]
ore 01.30 to fine playlist
Una serata per gli amanti di storie, di montagna,
per romantici di una cultura d’altro tempo.
In “primavera” i libri tornano a svelarsi a M^C^O,
con un primo incontro
sulle cime del Monte Kenya.
WU MING 1 presenta
POINT LENANA
sabato 18 Maggio ore 22:00
«ci piace immaginarti, meditabondo, entrare in un cinema romano di seconda o terza visione. hai bisogno di un film divertente, per sgombrare un po’ il cervello e staccare la spina. il titolo della pellicola americana ti ispira: Seguendo la flotta. anche le locandine ti ispirano: Fred Astaire in tenuta da marinaio».
con la partecipazione di:
APE - Associazione Proletari Escursionisti
http://www.ape-milano.it
a seguire
proiezione di:
NORTH FACE - UNA STORIA VERA
(film horror alpinistico)
regia: Philipp Stölzl
anno: 2008
durata: 121 minuti
maggiori info su:
http://www.macao.mi.it/appuntamenti/wu-ming-1/
SABATO 18 Maggio
15.00/17.00
Giochiamocela! Workshop sui sex toys e altri giochi erotici, a cura di Maia Pedullà
Un’occasione per un approccio informale e informato all’utilizzo di alcuni giochi prodotti e pensati per il piacere, che sia solitario, di coppia, di gruppo… sex toys, giocattoli erotici: cosa sono, come si usano, quali le differenti caratteristiche tecniche per aiutarci a scegliere il sex toy che fa per noi? Ma anche oggetti di uso comune: banane, zucchine, spazzolini elettrici, cucchiai, specchi, spumarole… Più strutturato di una chiacchierata, più confidenziale di un corso, più interattivo della lettura di un manuale. Durante il workshop si condividono saperi ed esperienze sulle pratiche di safer sex e prevenzione, sulle variabili di rischio nella trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili, sui modi concreti con cui ci troviamo a fare scelte situate. Durante il workshop si ricevono informazioni ma non solo: si può toccare, annusare, guardare, raccontare, interrogarsi insieme. Perché piacere erotico e sessualità non sono solo genitalità: c’è sperimentazione, relazione, invenzione, scoperta. La sicurezza e il benessere non sono solo questioni sanitarie: ci sono rischi relazionali, ci sono trattative, proposte, risposte, soluzioni da inventare. Infinite sono le fantasie di cui possiamo nutrire il nostro desiderio, infiniti i giochi, gli oggetti, i ruoli che possiamo assumere. Il workshop non è uno spazio di giudizio né di censura, ma di promozione di una cultura della sessualità critica, mai data per scontata, e soprattutto consensuale. Maia Pedullà 39 anni, nata a Genova, vive a Bologna. Ha tenuto laboratori didattici sull’uso dei sex toys in tutta Italia, in una prospettiva di promozione e visibilità di forme di sessualità consapevoli, consensuali, più sicure; ha cogestito per anni un sexyshop al femminile e organizzato laboratori di autoformazione alla sessualità per adult*. Conduce il laboratorio “No Tarzan, No Jane – Il genere come performance”, e il laboratorio teatrale continuativo “Mi sto strett@ – per donne e altre favolosità, per altre invenzioni”. Ha fra l’altro curato l’edizione italiana di “Temporaneamente tua. Intimità, autenticità e commercio del sesso” di Elisabeth Bernstein, Odoya Edizioni, 2009.
17.00/20.00
Esperienza diretta: laboratorio aperto per re-agire la città Durante la settimana, a partire dalle suggestioni di Occupare il conflitto, questo laboratorio è un tempo che (ci) dedichiamo alla riflessione, alla produzione di linguaggio, di pratiche artistiche e di relazioni. Per creare azioni dentro la città nella giornata di domenica 19 Maggio e per costruire legami che possano durare nel tempo.