I passi della vita sono come orme sulla sabbia. Più grande è il mondo che ci portiamo dentro, più profonda è l'impronta.
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@zero-per-cento
I passi della vita sono come orme sulla sabbia. Più grande è il mondo che ci portiamo dentro, più profonda è l'impronta.
A volte scegli dove andare, altre volte la vita sceglie per te.
A volte vorrei essere un'alba o un tramonto, inizio e fine.
La strada nel mezzo ha spine o fiori sul sentiero, ma lì dove sorge il primo mattino e termina l'ultima sera c'è il tempo sospeso.
Il momento del sarò e sono stato, l'attimo che sa di speranza e l'istante del 'va bene così ora posso riposare'.
Apri gli occhi e li chiudi, tutto da vivere o già vissuto.
Cuore giovane e animo antico, due realtà che oscillano tra nuove opportunità e calma conoscenza.
Il punto dell'universo dove a una stella che si spegne ne corrisponde una che nasce.
La mente è come un giardino di fiori in inverno, piena di pensieri che potrebbero sbocciare ma nel via vai della vita appassiscono sotto chilometri di neve.
Freddo tra cuore e anima, grandine che si posa sulle parole e le rende rigide, vuote.
L'amore un soffio d'aria che esce dalle labbra e si vaporizza nel gelo incastrato tra i gradini di una strada deserta.
Cerchiamo le stelle sopra di noi, mentre nel petto i sogni si cristallizzano e diventano un tempo immobile.
Seduti a contemplare le ore che passano, ci chiediamo quando abbiamo smesso di sentirci umani e abbiamo trasformato le ossa in fili elettrici.
Macchine impostate sul timer di una società che calcola ogni passo con codici binari e sistemi matematici.
E se tornassimo a quantificare i secondi e i minuti in momenti di gioia e attimi di felicità?
E se tornassimo a camminare al ritmo di esseri fatti di carne e ideali?
E se tornassimo a respirare il calore della speranza e della libertà?
E se, e se, e se...
Nel cielo delle probabilità le nuvole cambiano costantemente forma, colore e consistenza.
Non c'è un domani sicuro o un futuro solido, eppure lassù tutto scorre, alternandosi tra tempeste e arcobaleni.
Iniziamo a muovere le gambe verso ciò che ci fa sentire vivi, un giorno pioverà, l'altro ci trascinerà il vento, ma al terzo spunterà il sole.
E la notte avrà la sua luna a illuminare i sentieri, anche quando il buio davanti a noi sembra diventare immensità.
Un po' alla volta, inizia a dipingere la sabbia nella tua clessidra e rendi ogni granello un 'ne vale la pena'.
Cambiare anima è come togliersi un vestito di fiori o una gabbia di spine dal cuore.
Dentro giace la forma del nostro sorriso e delle nostre lacrime.
È tutto così astratto e al contempo concreto.
Lo senti ma non puoi spiegarlo.
Le parole non possono arrivare dove le emozioni parlano.
È un linguaggio al di là dei fonemi, che giunge oltre il punto del cielo sfiorato dalla Torre di Babele.
Eppure se chiudiamo gli occhi esistono infinite metafore con cui possiamo descrivere l'intensità di ciò che sentiamo e modellarne il volto nello spazio visibile.
E ancora non basta.
E ancora è troppo o troppo poco.
Un codice alieno quello che ci alberga nello spirito.
Scarsi gli strumenti per decifrarne ogni sfumatura.
Forse nel domani che supera il domani, qualcuno ci insegnerà un nuovo alfabeto e noi impareremo a capire, a capirci.
A volte il cielo sembra un parco giochi. Le nuvole diventano altalene e lì, in bilico sulle scale di uno scivolo, ci sei tu che gridi al mondo la tua libertà prima di lanciarti. È la tua parte bambina che regala al vento quell'innocenza che la vita di quaggiù porta via giorno dopo giorno. Nell'aria puoi essere qualsiasi cosa, riavvolgere il tempo o fermarlo. In fondo, se alzi gli occhi puoi trovare anche tu la tua giostra preferita dietro il sole, c'è posto per ognuno di noi. Non dimenticare mai di sognare o ricordare un momento felice, cerca l'isola che non c'è dentro le tempeste e l'arcobaleno oltre l'orizzonte.
La vulnerabilità è dare a qualcun altro un cassetto nel comodino dei tuoi sogni.
La fiducia è dare a quella persona la chiave dell'armadio dei segreti, perché sai che può trovare anche i tuoi scheletri al piano di sopra.
I keep falling into a black sphere ⚫
You can find me there 🕳
Lost and stuck in a dark space 🖤
I think those days when I was in another place 🌌
Just an alien shape inside me 💀
And I feel like a skeleton tree ☠
Roots dig into people's souls 👥
Leaves drown them in empty holes 👤
My echo screams the freedom's word 🌈
But society puts our dreams in a captive world 🌑
The wounds of the moon are my tears 🌖
A dry wind blows in the desert of mind's fears 🍂
I want escape in a safe universe 🌠
where the loneliness cannot leave our heart reverse 💔
I'm bleeding oil from my lungs 💨
like a seagull in a polluted sea without wings 🌊
The rive is far away 🏝
I have only my painful cry 💦
I can't reach the sky ☁️
I don't know who I can pray 🙏
Maybe tomorrow I'll live a positive day 🍀
And I'll find a reason to search my sun's ray 🌤
I'll see my clock and I'll have a conversation with time 🕒
I'll ask to turn the sand in the hourglass and give me a new lifetime ⏳
A volte immagino la scrittura come una donna.
Una bellissima donna che attraversa le acque della vita in silenzio.
Bianco il mantello che ne avvolge le membra, arcobaleno le iridi con cui osserva la gente.
Piano avanza e sbircia nel cuore degli uomini.
Ne sfiora i battiti, poi i sogni.
Una carezza e uno schiaffo hanno la stessa intensità nel suo tocco.
Ti mostra ricordi di luce o memorie di pece.
Con dolcezza culla le tue emozioni e da loro una voce.
La guardi negli occhi e scegli il tuo colore.
Lei ti dona il suo manto e ti invita a raccontarle la tua storia.
Ed è così che tu inizi a viaggiare tra le parole e lei sorridendo si allontana per regalare nuove sfumature a un'altra anima solitaria.
Siamo silenzio che nasce piano nel rumore.
Siamo cenere che si scioglie nelle fiamme.
Siamo fenici che nel dolore del passato imparano a vivere un nuovo presente.
Siamo la forza che cresce come un fiore nel grembo della debolezza.
Siamo primavera col sorriso d'inverno.
Lascia che i tuoi occhi ti guardino con tutto l'amore che meriti.
A volte la vita ti insegna che i sogni possono avere diverse forme, anche quelle che meno ti aspetti o che pensavi fossero solo macchie.
Ci sono strade che non vedi, ma che ti portano nel mondo in cui volevi essere.
Devi solo provare a guardare in modo differente i sentieri che ti appaiono davanti: un viale pieno di foglie secche nasconde un prato di fiori pronto a sbocciare in primavera, così come un albero dalle foglie verdeggianti cela i rami spogli e freddi dell'autunno.
Le stagioni cambiano e come loro anche i percorsi dell'esistenza. In quelli in apparenza più complessi, spesso ci aspetta un finale felice.
Per trovare l'ordine dentro sé stessi, bisogna prima abbracciare il proprio caos.
Come un funambolo sul filo delle emozioni, oscillo tra i miei mondi interiori.
Cammino tra i pensieri e cerco l'equilibrio tra le sensazioni.
Una domanda costante prende forma intorno a me: 'Io sono, sono io?'
La virgola è la corda su cui sono sospesa, il punto interrogativo è il gancio al limite della fune.
Avanti e indietro, dietro e avanti.
Un percorso che non ha fine.
In cerca della risposta, resto in bilico e continuo ad attraversare la mia mente senza cadere.
Seduto ad aspettare che il tempo rallenti,
lo osservo andare sempre più veloce.
Tic Tac Tic Tac Tic Tac Tic Tac
Corre verso un traguardo che io non conosco,
perso nell'orizzonte di ore lontane dai miei secondi.
Le lancette come spade sull'anima,
trafiggono le speranze di un minuto di respiro.
'Fermatevi', chiedo ai numeri in cerchio,
ma non esiste uscita da quel circolo in corsa.
L'orologio sorride sardonico sul dieci e il due,
poi si tinge di finta tristezza tra otto e quattro.
Guardo la linea retta che va dal nove al tre
e ritrovo la stessa espressione sulle mie labbra tese;
un girotondo di emozioni
che scandiscono il giorno.
Resto infinite notti a pensare al sapore dell'immobilità,
mentre il sole e la luna si scambiano di posto,
spinte dai rintocchi costanti del pendolo.
E sono ancora lì seduto ad attendere
un granello di sabbia fuori dalla clessidra.
Mi sento come se il mare avesse inghiottito la sabbia dentro la clessidra e l'avesse resa pesante e compatta, lasciandola lì sul fondale di vetro in un'immobilità eterna.
Il tempo si è fermato sotto quell'onda anomala e ora giace nel buio delle profondità dell'oceano, in attesa di vedere un raggio di sole che asciughi i granelli per far riprendere lo scorrere delle ore.
Aspetta nel suo angolo pensando costantemente: 'Il Sole dov'è?'
Ponti invisibili tra un pensiero e l'altro, lasciati crollare dalla paura di attraversare la linea dei ricordi.