I think you better close it, and let me guide you to the purple rain. I only wanted to see you underneath the purple rain. #purplerain ☔️

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I think you better close it, and let me guide you to the purple rain. I only wanted to see you underneath the purple rain. #purplerain ☔️
Mettiamola così: questa è una trappola e noi ci siamo caduti dentro.Ma proprio come topi in trappola – e per giunta poco furbi – invece di impiegare le nostre energie per liberarci dalla trappola, continuiamo caparbiamente a voler raggiungere quel pezzo di formaggio che ci è stato messo sotto gli occhi.
Nonostante proviamo dolore… non abbiamo ancora ben chiaro quale sia l’obiettivo verso cui dobbiamo dirigerci per eliminare quel dolore.Siamo ospiti di una prigione avveniristica: uno psicopenitenziario che non ha bisogno di sbarre fisiche, in quanto lavora su un’errata percezione della realtà da parte del detenuto; il quale, per assurdo, resta all’interno della prigione per suo stesso volere.
Un meccanismo di clausura perfettamente funzionante perché autogestito dal carcerato stesso.
Seguitemi bene.
L’ansia e l’insicurezza che proviamo per il futuro – i due sentimenti che più di altri ci tengono schiavi del Sistema – derivano da una nostra errata concezione: pensiamo che il futuro si trovi in un’altra posizione rispetto a quella che noi stiamo occupando attualmente
Vi assicuro che se riuscite a comprendere quanto sia assurda l’idea di futuro… siete automaticamente liberi. Il mio compito è fare il divulgatore, per cui mi esprimerò nella maniera più chiara che mi è possibile, ma potete esser certi che non è necessario essere filosofi per comprendere questo psico-inganno, un vero e proprio mindfucking.
Percepiamo il futuro come un luogo nello spazio e nel tempo che ci sta già aspettando laggiù, come se esistesse indipendentemente da noi. Quando pensiamo a domani, non ce lo immaginiamo forse come “qualcosa” di predefinito che è già lì ad attenderci? Visivamente ci lasciamo ingannare dal calendario, dove i giorni sono già tutti segnati, scolpiti, in attesa che noi arriviamo a viverli uno dopo l’altro. E non ci viene mai in mente che invece quei giorni non esistono se non nella nostra testa e su un pezzo di carta, ma non nella realtà. Perché nella realtà esiste soloquesto Momento, il momento in cui noi guardiamo il calendario. Nella realtà non esiste nemmeno la prossima ora. È ancora tutta da creare.
Qualunque nostra azione è sporcata dal futuro. Mastichiamo pensando al prossimo boccone, studiamo pensando all’esame, lavoriamo durante il giorno pensando a dove andremo la sera, facciamo sesso solo in funzione del momento dell’orgasmo… Siamo costantemente assorbiti dal futuro che ci attrae come un implacabile magnete. Viviamo inseguendo un futuro immaginario, senza curarci del Momento Presente, l’unico che in verità esiste e dovrebbe essere degno della nostra attenzione.
♩♪♬ Close your eyes and clone yourself Build your heart an army to defend your innocence while you do everything wrong. Don't be scared to walk alone, don't be scared to like it.There's no time that you must be home, so sleep where darkness falls. Know your fight is not with them. Yours is with your time here. Give your heart then change your mind, you're allowed to do it. Cause God knows it's been done to you and somehow you got through it. – ♩♪♬ #theageofworry
Ho provato, che dire, a farmi scegliere. Ho sperato.Dovevo. Era una possibilità, capisci? Come fare a metterla via, a dimenticarla. Forse aspettando, forse non era il momento. Forse io e te abbiamo un altro tempo. Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me. È l’idea che almeno una volta succeda, no? Hai presente? Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno. Come un sibilo fluttuante e sinuoso. A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo. Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene. Anche se sapevo di non potere. Anche se era rischioso. Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me. E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro. Verresti?
Italo Calvino (via meetuttoilresto)