Tu e la tua stolta bocca colma di salivaccia sterile,
non ti odiavo, bella ragazza dagli occhi di cerbiatto.
Non ti disprezzavo, giovane cuore infranto e colmo di insicurezza,
ma hai deciso di far morire in me ogni compassione, empatia e simpatia che era nata per la tua povera anima tormentata, proprio come la mia.
Odio i tuoi occhi volontariamente sopraffatti dalla cecità,
odio i tuoi pensieri, illogici: un insulto per la coerenza stessa.
Odio i tuoi sentimenti, alimentati dalle stesse bugie che racconti in ogni attimo a te stessa.
Odio la tua stupidità e infantilità, che prima giustificavo con le più nobili origini.
Odio la tua speranza, perché riposta nei “luoghi” sbagliati.
Odio la tua insistenza, perché annulla la tua dignità.
Odio te ed il tuo aspetto troppo innocente, che mi rende vittima di atroci sensi di colpa.
Odio il tuo sorriso beffardo, come se avessi qualcosa di cui deridermi, come se fosse lì a darti ragione.
(Farei di tutto per strapparti via quel dannato ghigno dalle tue labbra rosse, che sono state baciate teneramente, proprio come le mie.)
Odio l’idea che tu possa vantarti di essere nel cuore di qualcuno che nemmeno ti ha mai pensato.
Odio l’idea che la gente possa crederti,
Odio l’idea che tu sia convinta di essere amata da lui, perché è falso.
Odio l’ipocrisia con cui ti prendi gioco di chi vorrebbe averti, nata soltanto dal desiderio di essere posseduta da chi, in fin dei conti, non vorrebbe.
(Farei di tutto per farti sapere ciò che ti ho fatto e che, probabilmente, come conficcandoti dei chiodi nelle pupille, non vuoi vedere.)
Odio la tua insolenza, odio la tua conoscenza,
odio l’immagine di me che vedo in te.
Ti odio, piccolo essere privo di dignità alcuna e non ti rispetto,
non ti comprendo e non ti difendo,
come sempre ho fatto, a spada tratta.
Avevano tutti visto meglio di me.
non meriti il rispetto di nessuno.
Sprofonda nella tua solitudine intrisa di bugie, di insolenze, di false speranze e di piscio.