Ego
Sento come se,
come se la mia testa fosse
disgiunta dal mio corpo.
Se il mio pensiero risiedesse
altrove lontano distante
dal mio cadavere che muove.
Ho l’impressione di abitare
un luogo che non mi è familiare.
Immagino guardarmi
mentre spazzo goffa
o parlo parole.
E sono lì, lì,
si mi vedo,
mi sento:
avverto il mio sangue pulsare,
lo stomaco contrarre
sotto impulsi involontari
(lo stress).
Mi tremano le mani.
Che mani sono queste?
Non le riconosco,
sono le mie mani?
Da quando misurano questa
grandezza? Da quando sono
morbide ruvide e così invecchiate?
Il mio io
cade a pezzi
rovinosamente
e il rimbombo dei pezzi
che cadono
uno a uno
lentamente
mi accompagna il sonno;
non mi sento mai sola la notte.
















