YOU ARE THE REASON
Jules of Nature
Cosimo Galluzzi

Janaina Medeiros
he wasn't even looking at me and he found me
Alisa U Zemlji Chuda

❣ Chile in a Photography ❣
Three Goblin Art

titsay
Misplaced Lens Cap
Sweet Seals For You, Always

Andulka
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year

Product Placement
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NASA
KIROKAZE
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
styofa doing anything

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@alessiaff
“Why should you worry about the future? You don’t even know the present properly. Take care of the present and the future will take care of itself.”
Ramana Maharshi (via goodreadss)
The most important things are the hardest to say.
Stephen King, Different Seasons (via goodreadss)
Ma quando ti viene quella voglia pazzesca di piangere, che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare, allora non c’è verso di spiccicare una sola parola, non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro, ingoiato da quei dannati singhiozzi, naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime. Maledizione. Con tutto quello che uno vorrebbe dire. E invece niente, non esce fuori niente. Si può essere fatti peggio di così?
Baricco ( Castelli di rabbia )
Photography is pretty simple stuff. You just react to what you see, and take many, many pictures.
Elliott Erwitt - Happy Wisdom Wednesday! (via bandh)
I think part of the reason people take photos is because they’re afraid that moment will never happen again.
(via difficult)
Give people time. Give people space. Don’t beg anyone to stay. Let them roam. What’s meant for you will always be yours.
Reyna Biddy (via wordsnquotes)
Beatrice - roma 2016
Roma 2016
Samantha - Roma 2016
Giulia
Giulia
Una fotografia è un frammento di tempo che ambisce all'eternità.
labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva.
Robin Williams
(via
cavaliere-mascherato
)
E se io ci ripenso, mi sembra che era quella cosa lì, essere felici. O una cosa del genere.
Alessandro Baricco, Novecento (via finitiituoiterremoti)
“Lui rideva, e anch’io, ma dentro sapevamo tutt’e due che la verità era un’altra, la verità era che stava per finire tutto, e non c’era più niente da fare, doveva succedere e adesso stava succedendo.”
Alessandro Baricco (via black-confusion)
Tutta quella città… non si riusciva a vederne la fine… La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine? Era tutto molto bello, su quella scaletta… e io ero grande con quel bel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi che sarei sceso, non c'era problema. Non è quello che vidi che mi fermò, Max È quello che non vidi. Puoi capirlo? Quello che non vidi… In tutta quella sterminata città c'era tutto tranne la fine. C'era tutto. Ma non c'era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo. Tu pensa a un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu lo sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita. Questo a me piace. In questo posso vivere. Ma se tu. Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verità, che non finiscono mai… Quella tastiera è infinita. Ma se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Ti sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio. Cristo, ma le vedevi le strade? Anche soltanto le strade, ce n'erano a migliaia! Ma dimmelo, come fate voi laggiù a sceglierne una. A scegliere una donna. Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire. Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce, e quanto ce n'è. Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormità, solo a pensarla? A viverla… Io ci sono nato su questa nave. E vedi, anche qui il mondo passava, ma non più di duemila persone per volta. E di desideri ce n'erano, ma non più di quelli che ci potevano stare su una nave, tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita. Io ho imparato a vivere in questo modo. La terra… è una nave troppo grande per me. È una donna troppo bella. È un viaggio troppo lungo. È un profumo troppo forte. È una musica che non so suonare. Non scenderò dalla nave. Al massimo, posso scendere dalla mia vita. In fin dei conti, io non esisto nemmeno.
LA LEGGENDA DEL PIANISTA SULL'OCEANO Danny Boodman T.D. Lemon Novecento (via michiamoanna)