Ultimo atto #altalema: la festa! Pomeriggio di animazione misto a grande emozione. Vedere questa altalena in funzione è uno dei traguardi più belli di questi ultimi mesi... Ed è soprattutto merito vostro! (presso Centro AIAS Milano)
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Ultimo atto #altalema: la festa! Pomeriggio di animazione misto a grande emozione. Vedere questa altalena in funzione è uno dei traguardi più belli di questi ultimi mesi... Ed è soprattutto merito vostro! (presso Centro AIAS Milano)
Tutto (quasi) pronto per la festa coi bimbi di settimana prox in #aiasmilano. Vieni a vedere i nuovi giochi #altalema? ---> http://altalema.tumblr.com
Uno sguardo.
Lunedì mattina ho fatto visita agli amici di Aias, ho toccato con mano i nuovi giochi e mi sono subito emozionato. Ho parlato con Silvia, anima di questo progetto, con Daniela, che conosco da tanti anni e che lavora come neuropsichiatra infantile presso il centro; ho conosciuto quel vulcano di energie del presidente, Nunzio Bonaccorso: con tutti loro ho avuto il piacere di pranzare e di confrontarmi sulle necessità di Aias e sui tanti importantissimi progetti in cantiere, che necessitano ovviamente di importanti sostegni concreti per poter partire. Ma le energie - almeno nello staff - non mancano, e sono contento di essere stato con voi un piccolo incoraggiamento “materiale” per tutte le attività che Aias deciderà di intraprendere.
Ma credetemi, il momento più bello di lunedì mattina per me è stato quando me ne sono andato. Non perché la compagnia fosse antipatica, anzi, ma perché uscendo dal centro ho intravisto dai cespugli del giardino una bambina che stava andando sull’altalena, stava “usando” il nostro regalo. Forse era lì perché doveva iniziare qualche terapia, ma intanto andava sull’altalena. Probabilmente era contenta, ho notato che sua madre la guardava con attenzione.
Vedere quello sguardo affettuoso, e pensare a quanti sguardi d’affetto mi hanno permesso di arrivare alla fine di questo viaggio è stato veramente emozionante. Sguardi che valgono più di qualsiasi sacrificio, piccolo o grande.
A chi dono quest'anno il mio 5x1000?
Beh... c'è da chiederlo? :)
Ad AIAS di Milano Onlus! Perchè? (Non abbiamo già fatto abbastanza!?)
Sì, ma qui si tratterebbe di una nuova goccia che contribuisce a creare l'oceano che desideriamo, e in questo caso i fondi raccolti con le donazioni del 5x1000 contribuiscono a migliorare la salute e la qualità della vita delle persone disabili e consentono di mantenere elevata la qualità delle terapie e dei servizi erogati a chi è affetto da patologie psicomotorie e neurologiche.
Questi contributi consentiranno ad AIAS di rendere ancora più efficaci gli interventi che rivolge ai bambini, alle famiglie ed ai disabili adulti.
Ricorda che il 5x1000 NON sostituisce l’8 per mille destinato alle confessioni religiose e NON è un costo aggiuntivo per il contribuente.
Come si fa a destinare il proprio 5x1000 ad AIAS di Milano Onlus? Nella dichiarazione dei redditi (Modello Unico, Modello 730 e CUD) occorre firmare nella casella destinata al “Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle fondazioni” e scrivere (nello spazio sotto la firma) il CODICE FISCALE DI AIAS di Milano Onlus: 80103190155.
Certamente con Altalema abbiamo fatto tanto, ma con questa semplice firma che non ci costa possiamo fare ancora un gesto utile e riconoscente verso chi ha a cuore la qualità della vita di tante persone con disabilità!
Grazie anche da parte di tutto lo staff Aias di Milano Onlus!
Tutta per voi! ;)
Da condividere con tutti gli amici: ci vediamo sabato 15 giugno per un pomeriggio di festa, giochi con i più piccoli e merenda insieme ai bimbi dell'AIAS di Milano!
Non so quanto durerà ma era da quando avevo 12 anni che non pensavo così poco... Promessa mantenuta! #felicità #altalema
Corsa di vita, vita di corsa. Per corsa.
"Non mi sembrava vero, eppure sono qui..." (autocit.)
STUPENDO. Tutto vero.
Ecco in anteprima il work in progress dell'installazione dei nuovi giochi presso il giardino di AIAS di Milano Onlus. Sono così fiero... di voi!
(grazie a Silvia per le foto!)
Lavori iniziati! Prossima data: 15 giugno
Ci siamo: nonostante il maltempo, la ditta bergamasca che si sta occupando di fornire i 3 giochi ad AIAS Milano è riuscita a iniziare i lavori di posa delle strutture col cemento, necessario per mettere in sicurezza il tutto. Nei prossimi giorni, se uscirà il sole necessario, tutto sarà asciutto e si potrà completare l'opera, per vedere nel giro di poche settimane i bambini utilizzare i loro nuovi giochi! Intanto, potete dare un occhio al work-in-progress grazie al prezioso reportage fotografico di Silvia (che ringrazio!).
Con lo staff di AIAS Milano abbiamo pensato ad un ultimo momento dal vivo, in cui chiudere ufficialmente il progetto "Altalema" facendo festa con i reali destinatari di questo progetto: i bambini ospitati nel centro. Non prendete impegni per il pomeriggio di sabato 15 giugno, faremo qualche ora di giochi con merenda insieme direttamente nel giardino di AIAS!
Siete bravi nell'animazione dei più piccoli? è il momento di rimboccarsi le maniche! Sapete fare delle torte o dei dolcetti prelibati? Perchè non portate qualcosa per la merenda?! E' un'ottima occasione anche i vostri bambini a giocare in un piccolo ma rinnovato giardino nella zona nord di Milano! Sarà soprattutto un momento per toccare con mano il frutto delle nostre donazioni e per conoscere da vicino le attività concrete di una realtà no-profit come AIAS. Non vedo l'ora di salire su quell'altalena... :)
Intanto iniziate a segnarvi l'indirizzo: via Paolo Mantegazza 10, 20156 Milano. Prossime informazioni a stretto giro!
Ecco qui alcuni degli scatti della serata Jazz Surpraias. Un grazie alla Pasticceria San Gregorio per l'ospitalità (e i pasticcini regalati! Gnam!) :)
(grazie ad Anna per le foto!)
Il vino ed il jazz fanno bene al cuore!
E' davvero così: la serata Jazz Surpraias è andata super bene, e davvero voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato lasciando il loro contributo per il progetto Altalema. Più di 120 persone presenti: alla fine, tolte le spese (vino, noleggio bicchieri, buffet, piatti e posate, tovaglie, tovagliolini, bibite) abbiamo recuperato altri 500 euro PULITI PULITI per la buona causa di AIAS Milano. Ho già provveduto a versare 200 euro su Rete del Dono per poter superare ufficialmente la quota-obiettivo di 3000 euro! Gli altri 300 euro li ho bonificati direttamente ad AIAS, evitando i costi di commissione della piattaforma Rete del Dono. Vi allegherò ricevuta fiscale da parte di AIAS una volta che mi arriverà tutto.
Ancora una volta, ho provato un'emozione nuova con questo progetto: organizzare eventi - magari anche carini - è il mio mestiere da un po' di tempo, ma farlo per beneficenza era una novità. Beh, i miei amici hanno risposto alla grande, è stata una bellissima sorpresa! Di solito gli aperitivi di beneficenza si organizzano per dare una spinta al progetto di raccolta fondi... noi abbiamo solo messo la ciliegina su una buonissima torta che ci ha visto raccogliere, da febbraio ad oggi, la bellezza di 3.316 euro. WOW!
Grazie infine a Davide Rossi, aka Pianoman, formidabile talento pianistico, e Maria Rita Briganti, aka The Voice, che hanno condotto magistralmente la serata con i loro duetti piano-voce. Lo sapevate che non avevano mai suonato insieme? Eppure il talento... quando c'è, si vede subito! Ringrazio anche "Lucy Tap", amica di Davide, che ci ha portato brio e vivacità con un piccolo show di tip tap... semplicemente formidabile!
Grazie anche ad Andrea Riitano per la consulenza e il supporto in serata con tutte le casse di vino che abbiamo ordinato: il rosè è andato a ruba, di rosso e di bianco ne sono avanzate pochissime bottiglie... e lui è una persona in gamba! Andate a trovarlo al Vinodromo a Milano!
Profumo di weekend, profumo di gran vino! Spero bastino i calici per l'open bar di Jazz Surpraias... Che dite? Vi aspetto domani sera h 20, ricordate l'accredito --> http://bit.ly/jazzsurpraias #altalema #wine #jazz (presso Pasticceria San Gregorio)
Ultima newsletter #altalema appena inviata (cliccate sul titolo per leggerla): godetevi il riassunto di tutto quello che volevo dirvi circa questo super progetto che ormai volge al termine. Ci vediamo sabato per Jazz Surpraias per arrivare all'obiettivo di 3000€!
Ringraziare. In grazia.
E' una lista che preparo da tempo, quasi da 4 mesi, praticamente da quando ho deciso di correre la mia prima maratona. Ecco un bel po' di persone che devo ringraziare pubblicamente:
GRAZIE innanzitutto a tutti voi che avete deciso di donare qualche euro al progetto Altalema. Non importa quanti, già solo il fatto che avete investito qualche minuto per seguirmi in questo progetto di beneficenza mi riempie il cuore di orgoglio. Ho davvero tante persone che mi vogliono bene e io li chiamo amici.
GRAZIE allo staff di AIAS che mi ha supportato in questo progetto: Daniela, per avermi suggerito la possibilità di abbinare la maratona ad una raccolta fondi; Silvia, per simpatia e competenza nel gestire la comunicazione e lo sviluppo intero del progetto… E' sempre importante conoscere persone che ti entusiasmano!
GRAZIE a Davide aka "Griso", perchè è stato forse l'amico più vicino nel day-by-day di questa preparazione. Ci saremo visti forse 5 volte in vita nostra, eppure la sintonia che ci ha dato motivazione reciproca è stata una fonte di energia speciale. Lui dice di essere tornato a correre grazie a me, io invece ho sentito un vero "fratello" capace di caricarmi in ogni momento. Il suo fisico è molto più atletico del mio, ma entrambi sappiamo quanto è importante che il tuo corpo sia in sintonia con la tua testa: e chi gestisce la propria mente è più forte.
GRAZIE davvero tanto a Gennaro, il mio personal trainer, perché in fondo se ho finito la maratona in 4 ore e poco più è merito suo. Gli ho rotto le scatole dopo Capodanno, e lui mi ha preparato tabelle per 4 mesi: fondamentale il suo supporto anche a distanza! Mi ha insegnato a conoscere il mio fisico, facendomi provare che abbassare la frequenza cardiaca e correre più piano vuol dire andare più forte. Caspita se è vero!
GRAZIE a Christian che vince il premio per "dedica più originale per Altalema": da quando lo conosco ho sempre apprezzato la sua abilità a creare rime in un attimo, e anche stavolta non si smentisce. Anche qui parliamo di un amico che è tale nonostante le poche occasioni di incontro: cose di cui andare fieri, io penso.
GRAZIE anche a Fabrizio, mio ex personal trainer, perché comunque se sono tornato a volermi bene nel 2012 è anche grazie a lui. Mi ha stritolato e fatto sudare in palestra con carichi di lavoro assurdi, portandomi prima a preparare la Strongman Run poi la mia prima mezza maratona a Castellazzo.
GRAZIE anche alla ex del mio ex personal trainer, perché grazie alle sue schede con i programmi alimentari e i fabbisogni calorici per una persona del mio peso (tutto materiale fotocopiato!) ho ricominciato a capire che in fondo la mia energia arriva da quello che mangio, e che non mi serve tutto, ma solo qualcosa di particolare in particolari momenti.
GRAZIE a Lucia che vince il premio per il "gruppo più numeroso di donatori Altalema": insieme ai colleghi dell'Istituto dei Tumori di Milano - che ringrazio uno ad uno - mi ha sempre fatto percepire la sua vicinanza in ogni mio passo. Condividiamo la passione per il canto perché fa bene allo spirito: in questo caso, anche la sua amicizia fa molto bene!
GRAZIE a due amici "nuovi" di Turro, Davide ed Anna, per aver accettato la sfida di correre per AIAS la maratona a staffetta. Persone intelligenti, sorridenti, disponibili: merce rara di questi tempi!
GRAZIE a tutti gli amici che in questi mesi mi hanno domandato almeno una volta: "Ah, la Maratona è quella che fai la Stramilano?" oppure "Bello! e quanti km sono la maratona?".
GRAZIE ad Andrea aka "Riiti", perché da buon imprenditore, sia digitale che del vino, ha non solo fatto la sua parte con la donazione, ma si è rimboccato le maniche per aiutarmi nell'organizzazione della festa finale "Jazz Surpraias". Andate tutti a trovarlo al Vinodromo a Milano!
GRAZIE agli organizzatori della Milano City Marathon che hanno fissato la gara ai primi di aprile, perché mi hanno permesso di provare l'ebbrezza di allenamenti nel pieno dell'inverno, con tutte le condizioni climatiche più avverse per un corridore: neve, pioggia, freddo, buio. Eppure se sono qui…!
GRAZIE a Marta, a suo fratello Davide e a suo padre Angelo, proprietari della spettacolare pasticceria S. Gregorio a Milano, che ospiterà la festa finale di Altalema. Persone sempre così ottimiste e sorridenti sono una benzina per qualsiasi tuo momento, è bello poter contare su persone così!
GRAZIE alla commessa un po' schizofrenica ma sempre professionale di CR Sport a Milano, dalla quale mi sono rifornito anche questa volta per l'investimento delle scarpe da running. Trovare il contatto giusto tra la terra e il cielo sta proprio nell'aderenza e nella spinta che la scarpa ci sa dare.
GRAZIE a Patrizia che vince il premio "modalità di donazione più originale": i soldi in busta nella casella della posta mi fanno tornare indietro nel tempo, ma hanno anche quel non-so-che di vicinanza speciale.
GRAZIE a quelle menti geniali di Alessandro aka "Kama" e Marco che, con il loro lavoro di rebranding per Sunrise Tag nel 2012 mi hanno fatto capire come io voglia sempre inseguire la mia luce in ogni cosa. Vedere la luce in fondo a ogni tunnel di difficoltà è stato fondamentale.
GRAZIE al Naviglio Martesana, vicino di casa e osservatore silente dei miei progressi. Ci siamo conosciuti in profondità e abbiamo imparato a dialogare in ogni angolo, ogni punto particolare. Allenarmi su un percorso memorizzato perfettamente mi ha permesso di lanciarmi in 42km mai visti.
GRAZIE anche a tutti i parrocchiani di Turro che mi conoscono solo in qualità di direttore del coro: portare la solidarietà in un altro ambiente dove si fa comunità a partire dal volontariato non è così semplice… eppure non mi sono sentito mai solo anche grazie al loro interessamento, anche economico.
GRAZIE a tutti quei runner "costanti e frequenti" del naviglio Martesana, che incrociavo ogni mattina. Non saprò mai i loro nomi, non saprò mai che gara stessero preparando, eppure dopo mesi di sguardi incrociati si è sbloccato anche il saluto da runner! Un cenno, un'intesa: molto più di mille parole!
GRAZIE a Paolo e al gruppo giovanissimi di Cucciago e Senna Comasco che hanno vinto il premio "gruppo più giovane di donatori per Altalema". Così inaspettato, così bello vedere che certi progetti non li condividi solo perché insegui chimere, ma perché sono giusti e giustificanti!
GRAZIE a Marcus Mumford per aver scritto dei brani come quelli contenuti nell'album "Babel". Ho bisogno di ritmo in tutto quello che faccio, e queste canzoni sono state metronomo perfetto e motivante in ogni passo. Anche quando correvo senza iPod e rimanevo in silenzio.
GRAZIE alla Decathlon di Cinisello Balsamo, perché ogni volta che passavo con Federico per acquistare due-cose-due ci lasciavo giù 100 euro. Sarò stato almeno 4 o 5 volte negli ultimi 8 mesi, fate voi quanto stipendio c'ho messo. Almeno ora mi aspetto un regalo da un cliente iper fidelizzato!
GRAZIE al nuovo gruppo di amici scoperto dopo il viaggio in Israele: io li chiamo "amici di Sesto" per creare antagonismo con quelli di Turro, ma in verità sono persone con cui ho condiviso poche ma profondissime esperienze e che non potevano non accompagnarmi in un percorso che è stato ben più di una gara sportiva.
GRAZIE a Jenny che vince il premio per "donazione singola più importante per Altalema": non la sentivo da tanto, è stato un contributo improvviso, affettuoso e importante per me.
GRAZIE ad Alberto che mi ha procurato dei bellissimi occhiali Adidas Sportswear: non li potuti mettere il giorno della maratona a causa del tempo, ma completeranno il mio abbigliamento tecnico da adesso in poi. E poi Alberto è così diverso da me ma mi capisce subito, caspita è fantastico!
GRAZIE al mio farmacista di fiducia Giuseppe che mi ha sempre venduto integratori spiegandomi sempre bene prima a cosa servissero. La salute prima di tutto: oltre a fare il pieno di magnesio e potassio, per correre una maratona devi conoscere anche il ruolo degli aminoacidi ramificati. Solo quando conosci puoi scegliere meglio cosa e come, no?
GRAZIE alla Enervit che ha creato in laboratorio sufficienti varietà di barrette e gel da ingerire per mantenere il livello di energia sempre alto nei miei allenamenti. Oltre una certa soglia di sforzo non puoi fare a meno di loro, è stato un avvicinamento graduale ma necessario. Senza pregiudizi, bene.
GRAZIE ad Andrea Colombo e allo staff dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia che hanno organizzato la prima edizione del "mental training" connesso alla maratona: non sono mai stato da uno psicologo e non ho dovuto pagare un euro per questo progetto, ne sono a maggior ragione uscito entusiasta perché capire come funziona la tua testa - specialmente negli sport di resistenza - ti permette di gestire molto meglio le tue energie. Dialogo interno, visualizzazioni, mindfulness, quadrato azzurro: tanti elementi che porto con me non solo nella corsa!
GRAZIE a Pietro, in fondo il primo esempio vicino di maratoneta che ha iniziato - anche lui - dal niente. Dialogare sullo stesso pianerottolo dell'ufficio con una persona che ti condivide metodo, sensazioni, consigli è qualcosa che ti attira molto verso quel desiderio rappresentato dal "correre una maratona"
GRAZIE ad emmepunto che è un ex atleta agonista e sa quanti sacrifici ho dovuto fare per arrivare alla maratona. Lui è anche un regista e voleva girare anche un piccolo film sulla mia preparazione. Purtroppo il tempo era pochissimo e non avevo la GoPro con me, ma in ogni allenamento ho pensato alla sua poetica e al suo modo di intendere la vita. Con lui mi intendo di valori e ideali forti, è per questo che con lui scriverò sceneggiature molto più importanti di questa.
GRAZIE a mio padre che ancora forse non si capacita che il motivo per cui arrivo tardi in ufficio è sempre quello: vado a correre la mattina presto :) Non esternalizza molto ma lo sento sempre vicino anche in queste cose che lui "non farebbe mai". Anche se prima o poi… lo convincerò in qualcosa che faccia del bene anche a lui!
GRAZIE a mia madre che si è prodigata a variare la dieta di tutta la famiglia, nel limite del possibile, per seguire le mie esigenze alimentari. Per una che non ama particolarmente cucinare, impegnarsi per preparare "solo carboidrati" o "solo proteine" non deve essere facile. Poi lei è l'unica che mi ha sempre visto "sciupato" anziché "in forma" e semplicemente "bene". Ah, le mamme.
GRAZIE a Federico, migliore amico da una vita. Dovessi trovare un motivo, lo riassumerei così: mi ha insegnato a stare in equilibrio (e fare stretching) su una gamba sola. Per davvero. Un obiettivo dietro l'altro, così differenti come stazza e prestazioni, ma così uniti nel voler arrivare alle nostre vette. Sarà bello toccare ora i 4000m in montagna con lui quest'estate.
GRAZIE a Laura, anzi L'Aura, perché è lei la più bella novità degli ultimi 9 mesi. Non penso sia un caso averla conosciuta in una Terra speciale, non penso sia un caso che il suo nome mi riconduca a quella luce dell'alba che continuo a cercare dentro di me da tempo. Ho preparato una maratona anche con lei, ma ora che l'ho trovata con lei, mi sento più completo e ancora più desideroso di condividere la mia luce = amore.
Ma a cosa pensi durante una maratona?
Riflettere su quello che si pensa durante una gara lunga come la maratona è stato fin da subito un argomento attraente per uno come me, alla ricerca continua di tante cose (compreso sé stesso). Me l'hanno sempre chiesto anche tantissimi amici che, seppure convinti (a fatica) che la maratona potesse rappresentare una gara all'altezza del mio programma di allenamento, non si capacitavano alla possibilità di "correre per 4 ore e passa, per le vie di Milano, magari col brutto tempo, senza ascoltare neanche la musica" (cit.).
A distanza di settimane, è davvero bello tornare alle emozioni della gara, a quello che ho provato dentro. Provo a descrivere il tutto dividendo questo percorso nelle 4 fasi preparate insieme ai miei trainer (atletici e mentali).
0-15km
Con l'amico Fede abbiamo deciso di partire tra gli ultimi, lasciando più di 4 minuti ai kenioti lì davanti, per non voler avere ansia legata a passo di gara influenzato dagli altri: io avevo il mio passo automatico ormai, Fede anche, dovevamo partire più isolati possibile per attuarlo. Così abbiamo fatto: siamo partiti talmente tardi che ho dovuto spiegare agli staffettisti pronti per partire poco dopo che non ero uno di loro, ma l'ultimo di "quelli prima". Dopo 100 metri avevo già perso la mia boccetta di carboidrati gel - segni del destino - ma ero felice ugualmente. Fede si è staccato subito da me per fare il suo passo - per fortuna - e io ho iniziato a correre praticamente in solitaria in una Rho e in una Milano ovest altrettanto solitarie. Il bello di partire ultimi è che sorpassi subito un sacco di persone, e quindi all'inizio dovevo gestire questa cosa: superare senza accelerare, tenere il mio passo. Mi sono concesso 10-15 secondi in meno rispetto al mio passo automatico, ma sentivo che potevo gestirlo, e non ho spinto per avere di più. Il segnale che mi diceva che stavo andando bene? Superare le cosiddette "lepri" (corridori segnalati che percorrono la maratona in un tempo preciso e dichiarato, aiutando chiunque voglia) delle 4h 30'. Il mio obiettivo era stare sotto le 4h 15'… tutto bene quindi. Tutto sommato né il freddo né il senso di solitudine mi hanno fatto perdere la concentrazione sul mio ritmo. Ero felice perché continuavo a vedermi all'arrivo di piazza Castello e quello che continuavo a ripetermi era una frase così semplice ma capace di farmi sorridere subito. Il traguardo è il mio cambiamento. ORA!
15-30km
Fino a questo punto tutti corrono tranquilli, chi più lento chi più veloce: ma da qui in poi si inizia a fare sul serio, e va avanti sereno e tranquillo solo chi si concentra molto sul proprio ritmo. Riuscire ad abbinare il proprio respiro con il proprio passo, quello che hai dentro con quello che fai fuori: questa è stata la mia sintesi. Il percorso entrava in città e io dentro di me ho sentito una forza non indifferente: le curve e le salitelle aumentavano ma io ho continuato a superare persone e ho addirittura staccato le lepri delle 4h 15'. Pausa cortissima al ristoro per non perdere la concentrazione, mi sono davvero caricato al vedere la gente che ti applaude e ti incita (che bello vedere gli staffettisti che ti guardano con ammirazione). E' stata veramente una sensazione bellissima, soprattutto perché sai che loro non ti conoscono e non ti devono volere necessariamente bene! Dopo il 20° km ho iniziato a sentire la stanchezza, sempre più crescente. Ma era una stanchezza preventivata, e così le ho risposto: il respiro è forza, la mente è forza.
30-35km
Finalmente provare l'ebbrezza del "muro dei 30" in gara. Sapevo che avrei provato una crisi, un crollo... ma dovevo provare a gestirlo. Intorno a me ho iniziato a vedere sempre meno persone, le distanze fra corridori erano ormai enormi, e intanto si passava nella zona più centrale della maratona, in prossimità del Duomo. Le tante foto che mi hanno scattato testimoniano che più di una volta ho tirato fuori la lingua per "banalizzare" la fatica provata, in fondo il segreto - mi ripetevo da tempo - sarebbe stato quello di vivere il momento per quello che era: un momento. In verità, col senno di poi, la crisi l'ho vissuta solo per l'accumulo eccessivo di integratori liquidi. Se mi fossi fidato di più di me stesso, rimanendo più "scarico" e non copiando necessariamente gli altri atleti, avrei retto meglio quel momento. Ho rallentato sicuramente il passo, stando poco sopra il mio tempo medio che avevo preparato: ma questa cosa non mi ha preoccupato particolarmente, perché in fondo mi stavo impegnando a vivere quell'esperienza per quello che era: lì e ora (qui e ora), momento per momento.
35-42km
Qui è arrivato il bello (e difficile): il pensiero positivo mi ha fatto notare come stessi ormai per finire incredibilmente la gara, il pensiero negativo mi ha ricordato come non mi ero mai spinto oltre i 34km in allenamento. Ho vissuto 7km in altalena continua (e l'altalema mi è servita!). Le gambe non le sentivo più, sono andato avanti ormai non molto veloce ma con la sicurezza che non mi sarei fermato (e non è poco, questo); invece quello che mi ha più impressionato è stato pensare a "come non mi sarei fermato": ero ormai stanco e molto (troppo) suscettibile di fronte ai fatti che si manifestavano davanti ai miei occhi. Vedere gente palesemente più in forma di te che si ferma per crampi (o per vomito) ti impressiona molto più di quanto tu possa pensare. Vedere improvvisamente mesi di duro allenamento che rischiano di svanire per uno stop ti fa quasi piangere, anche se non riguarda te in quel momento preciso. Vedere il gruppo delle lepri delle 4h 15' che ti riprende ti agita perché ti senti superato ma poi ti fa rilassare, perché non ti senti solo e, in effetti, senza le parole di incoraggiamento del capo-lepre non sarei mai arrivato in fondo. Eravamo un gruppo di sbandati distrutti ma insieme saremmo arrivati alla fine. E' stato incredibile notare come la vera regina di questo momento sia stata la mente, alla fine: le mie fibre muscolari erano a un niente da un possibile crampo, solo il dialogo interno imposto dalla mia mente ha evitato il peggio. Ho provato a rimanere tranquillo, nonostante i dolori che salivano a livelli extra-norma (e un ginocchio che tornava dopo mesi a farsi vivo, molto vivo). Lo stato d'animo provato si riassume nel termine FLOW: tutto il corpo respira. E tu non puoi impedirglielo, devi lasciarglielo fare.
Così, improvvisamente, ad un certo punto, mi sono visto all'arrivo. Da mesi visualizzavo quell'arrivo e ho rispettato il cerimoniale che mi ero imposto: braccia alzate, sguardo verso l'alto a ringraziare. Ero partito con le nuvole e ora c'era il sole. Ero partito presto col sole coperto e ora c'era un sole nel pieno del suo splendore. La mia famiglia e Laura mi hanno atteso all'arrivo, e confesso di aver provato vergogna per la mia incapacità nei primi minuti di non sapere dire niente. Biascicavo, ridevo, piangevo, soffrivo, non respiravo più benissimo, ma ero vivo. Caspita se ero vivo!
E dopo l'altalena?
Tanti di voi, dopo la maratona ed il superamento dell'obiettivo dei 2.500€ per Altalema, mi hanno chiesto come si sarebbe concluso il progetto.
Sono costantemente in aggiornamento con Silvia dell'ufficio marketing di AIAS, che mi ha confermato l'ordine eseguito dall'associazione nei confronti del fornitore dei giochi. La sorpresa è che con i soldi preventivati siamo riusciti ad acquistare ben tre (e non due) giochi:
un'altalena completamente nuova (una delle due sedute sarà dotata di seggiolino per disabili);
un bilico a quattro posti (originariamente era previsto solo a due posti!)
un bellissimo gioco a molla con l'effigie di un panda (chi mi conosce sa che è il mio animale preferito... e queste non possono essere coincidenze no?!)
Il fornitore prevede la consegna dei giochi per metà maggio e l'installazione avverrà presso il giardino di AIAS una volta verificato il bel tempo: sono necessari infatti 2-3 giorni per permettere al terreno di "adattarsi" per accogliere gli impianti dei nuovi giochi. Se il tempo sarà clemente con noi, faremo una speciale inaugurazione dei giochi in un pomeriggio di un weekend di fine maggio... Vi terrò aggiornati :)
Ad ogni modo la raccolta fondi non si conclude qui, anche perchè - come potrete immaginare - una realtà come AIAS ha sempre bisogno di un sostegno economico per le sue attività... e io... ho ancora tanti amici che mi hanno promesso di fare la loro parte contribuendo con 5 o 10€ di donazione!
Voglio ribadire a tutti l'impegno concreto, mio e di AIAS, affinchè i soldi "extra" giochi vengano impiegati per un progetto tangibile quanto Altalema: ampliare la batteria dei test che AIAS propone ai ragazzi seguiti, per intervenire con maggior successo nelle terapie e rispondere meglio e più tempestivamente alle loro necessità!
AIAS deve poter valutare con sempre maggior precisione i diversi gradi di capacità cognitive, dislessia, disortografia, discalculia, le capacità di lettura, l'intelligenza non verbale, l'analisi del linguaggio e dei suoni, le funzioni sensomotorie... Ogni test fa riferimento ad una specifica fascia d'età e deve adeguarsi alla crescita. Alcuni bambini arrivano in AIAS che non sanno ancora camminare e vengono accompagnati durante tutta la loro crescita verso l'età adulta. Proprio per questo motivo, più preciso e specifico è il test, più l'importante lavoro di riabilitazione quotidiana dei piccoli pazienti può avere successo!
E' un ultimo sforzo che dobbiamo fare insieme e mi rivolgo in particolare ai tanti amici che ancora - per mille validissimi motivi - non sono riusciti a donare il loro contributo al progetto: io sono convinto che il contatore possa toccare quota 3.000€ in pochi giorni e voi?
Grazie di cuore a tutti!
ps: un buon modo per far salire il contatore è partecipare sabato prossimo alla serata Jazz SurprAIAS che ho organizzato a Milano!
Qui ogni runner è un fundraiser! Non ci sono io nè si parla di Aias Milano, ma il progetto Altalema fa parte delle tante iniziative legate al Charity Program della Maratona di Milano!