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@amore--bugiardo
Io non cerco la verità, io cerco la ricerca della verità, perché ogni desiderio realizzato è subito noia, e la realizzazione del mio desiderio più grande mi condurrebbe alla più grande noia. Una ricerca che finisca quando finisco io: è tutto quello che mi serve.
Marzia Sicignano
A volte ho paura
di non riuscire più a
reggere il peso
della tua assenza.
—Julia D.
“Il cielo era stellato, tanto che dopo averlo contemplato, ci si chiedeva se sotto un cielo così potessero vivere uomini senza pace.”
— Fëdor Dostoevskij
“Con lei riuscivo a dimenticare temporaneamente il costante sottofondo di solitudine che mi accompagnava da sempre. I confini del mio mondo si dilatavano e potevo respirare più profondamente.”
— Haruki Murakami
All'inizio sembra sempre una tragedia,
del tipo che ti passa la fame,
la voglia di vivere, di esistere,
di alzarti dal letto, di uscire
e perfino di dormire
o di guardare la tua serie tv preferita.
Sembra tutto inutile perché tutto ciò
che vorresti fare
lo vorresti fare insieme a quella persona
che ha deciso di cambiare strada,
così, all'improvviso,
perché la tua
non gli piaceva più.
Allora pensi agli errori
che potresti aver commesso,
alle troppe parole dette,
alla tua bocca che non si sa trattenere,
a quelle volta che non ti andava
di andare fuori
perché eri stanca,
perché era una giornata storta,
ripensi alle cose non dette,
alle litigate,
alle troppe lacrime,
alla tua impassibilità in certi momenti,
e ti sembra di aver sbagliato ogni cosa
e vorresti tornare indietro
per cambiare tutto.
Ma diavolo, tu sei così, capisci?
E tornando indietro
non cambieresti il passato
ma cambieresti solo te stessa.
E perché? Perché qualcuno
non ha saputo restare,
non ha saputo parlare, esprimersi, dirti cosa non gli andava più bene.
Non arrivare mai
a quel punto di non ritorno
in cui
non trovando di meglio,
ti accontenti del peggio
che ti sei lasciata alle spalle.
Mancherai all'infinito
“Nel mondo di oggi, un'anima colma di sensibilità e di intelligenza, non può fare altro che sentirsi estranea ad una buona parte di circostanze. Per questo motivo tende a rifugiarsi in luoghi astratti o in piccoli angoli concreti, dove ogni sorriso colora i valori che caratterizzano la sua diversità, che non può essere compresa, da una buona parte del mondo.”
— Green Eyed Vincent
Giusto ora mi sto chiedendo
in quale dei tuoi mille silenzi
tu sia persa.
Vorrei tanto fosse
uno di quelli in cui
per un instante il mio ricordo ti accarezza e tu,
senza neanche dargli peso,
ingenuamente sorridi.
•Movimento dell'emancipazione della poesia
“Ti faranno gli auguri il primo giorno dell'anno e inizierai a pensare. Penserai ai tuoi insuccessi; al tempo perduto; alle notti sprecate cercando qualcuno in centro anche per scambiarsi un saluto, ma senza successo; ai tuoi sogni ormai infranti. Ti faranno gli auguri e inizierai a farti del male; maledirai tutte quelle persone che ti avevano promesso l'eterno e non sono riuscite ad essere coerenti per un anno. Cos'è un anno in confronto all'infinito? Spesso chi ti promette tanto è quello disposto a darti di meno. Continuerai a pensare. A pensare alle tue scelte; a tutte le volte in cui sei andato controcorrente, a tutte quelle volte che hai lottato da solo contro tutti; alle emozioni che ti ha regalato quest'anno ormai terminato. Penserai alle tue delusioni; al tuo cuore malandato e a tutte quelle volte che è stato calpestato senza nessun riguardo. Penserai a tutto questo ma tu sorriderai. Sorriderai e ringrazierai.”
— unragazzodicenere
Jacques Prévert, Quando dormi
“Ma il coraggio era anche questo. La consapevolezza che l’insuccesso fosse comunque il frutto di un tentativo. Che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai.”
— G. Faletti (via precipitatadaunasteroide)
Alle persone che non ci amano 👌🏼
Non ho più grosse pretese. Da bambina volevo conquistare il mondo, da adolescente volevo salvare il mondo, oggi vorrei solo riuscire a perdonare la bambina superba e a scuotere l'adolescente ingenua. Oggi non voglio conquistare né salvare, perché conosco meglio il mondo e capisco che non mi appartiene. Quindi mi allontano, mi dissocio, mi estraneo, e ritorno bambina, ma meno altezzosa. Nel frattempo spero, prego, come la stanchezza prega il sonno, che il mondo possa salvarsi da solo, e ritorno adolescente, ma più disillusa. Sono sempre io. È solo che a volte devo ricordarmelo scrivendo. La mia scrittura non deve conquistare, perché non vuole; non deve salvare, perché non riesce, ma almeno deve ricordarmi chi ero e chi sono, quanto mi sono disprezzata e quanto sono migliorata, e quanto ancora mi disprezzerò per aver creduto anche un solo istante di essere davvero migliorata.
“Cinque sono le cose che un uomo rimpiange quando sta per morire. E non sono mai quelle che consideriamo importanti durante la vita. Non saranno i viaggi e neanche una macchina nuova, una donna o un uomo da sogno o uno stipendio migliore. No, al momento della morte tutto diventa finalmente reale. E cinque le cose che rimpiangeremo, le uniche reali di una vita.
La prima sarà non aver vissuto secondo le nostre inclinazioni ma prigionieri delle aspettative degli altri. Cadrà la maschera di pelle con la quale ci siamo resi amabili, o abbiamo creduto di farlo. Ed era la maschera creata dalla moda, dalle false attese nostre, per curare magari il risentimento di ferite mai affrontate. La maschera di chi si accontenta di essere amabile. Non amato.
Il secondo rimpianto sarà aver lavorato troppo duramente, lasciandoci prendere dalla competizione, dai risultati, dalla rincorsa di qualcosa che non è mai arrivato perchè non esisteva se non nella nostra testa, trascurando legami e relazioni. Vorremmo chiedere scusa a tutti, ma non c’è più tempo.
Per terzo rimpiangeremo di non aver trovato il coraggio di dire la verità. Rimpiangeremo di non aver detto abbastanza “ti amo” a chi avevamo accanto, “sono fiero di te” ai figli, “scusa” quando avevamo torto, o anche quando avevamo ragione. Abbiamo preferito alla verità rancori incancreniti e lunghissimi silenzi.
Poi rimpiangeremo di non aver trascorso tempo con chi amavamo. Non abbiamo badato a chi avevamo sempre lì, proprio perchè era sempre lì. Eppure il dolore a volte ce lo aveva ricordato che nulla resta per sempre, ma noi lo avevamo sottovalutato come se fossimo immortali, rimandando ad oltranza, dando la precedenza a ciò che era urgente anzichè a ciò che era importante. E come abbiamo fatto a sopportare quella solitudine in vita? L’abbiamo tollerata perchè era centellinata, come un veleno che abitua a sopportare dosi letali. E abbiamo soffocato il dolore con piccolissimi e dolcissimi surrogati, incapaci di fare anche solo una telefonata e chiedere come stai.
Per ultimo rimpiangeremo di non essere stati più felici. Eppure sarebbe bastato far fiorire ciò che avevamo dentro e attorno, ma ci siamo lasciati schiacciare dall’abitudine, dall’accidia, dall’egoismo, invece di amare come i poeti, invece di conoscere come gli scienziati. Invece di scoprire nel mondo quello che il bambino vede nelle mappe della sua infanzia: tesori. Quello che l’adolescente scorge nell’addensarsi del suo corpo: promesse. Quello che il giovane spera nell’affermarsi della sua vita: amori.”
Alessandro D’Avenia, Ciò che inferno non è
Marzia Sicignano
Bella, dannata e triste.
Ilà