Addio a Sonia Rykiel, regina del tricot e stilista rivoluzionaria
Si è spenta nella notte la stilista Sonya Rykiel, icona della moda francese e simbolo internazionale di charme ed eleganza e di uno stile originale e mai stereotipato: la leggendaria designer, che da tempo combatteva contro il morbo di Parkinson, ha perso la battaglia nella sua casa di Parigi, la città che ha radicalmente condizionato e che l’ha eletta “regina del knitwear”.A darne notizia è stata la figlia, Nathalie, attualmente al timone del brand, che ha annunciato che “mia madre è morta intorno alle 5 del mattino a causa del Parkinson”.
Nata a Parigi il 25 maggio del 1930 con il nome di Sonia Flis, la Rykiel ha iniziato la sua scalata al gotha della moda a soli 17 anni, lavorando come vetrinista. Qualche anno dopo sposa Sam Rykiel, proprietario di una boutique nel quattordicesimo arrondissement, e con la gravidanza incomincia a disegnare i primi abiti, decisa a indossare qualcosa che incarnasse il suo stile nonostante il pancione. A differenziarla rispetto ai colleghi è la scelta del materiale usato: la Rykiel snobba seta, chiffon, pizzo e altri tessuti preziosi in favore della lana, confezionando pullover, cardigan e maglieria stampata che vende nella boutique di rue de Grenelle e che in breve tempo la trasformano nella regina del tricot.
Da lei vanno celebrity come Audrey Hepburn, Brigitte Bardot, Catherine Deneuve, donne che apprezzano il modo in cui Sonya, capelli rosso fiamma, silhouette asciutta e spirito anticonformista, esalta la femminilità e il carattere rendendo sensuale ogni silhouette, dalla più curvy all’androgina. Ma soprattutto libera: “E' la donna che anima l'abito, non il contrario”, è il mantra della Rykiel, per cui è la personalità, prima di tutto, a fare la differenza quando si tratta di stile. E lo dimostra con forme e colori audaci che sin dal 1968 hanno animato le vetrine e le passerelle di tutte le Fashion Week, dove le sue modelle sorridono, ironiche e auto ironiche, giocando con gli abiti e con gli accessori.
Nel 1998 la Rykiel passa le redini dell’azienda alla figlia Nathalie, pur continuando a rimanere una sorta di “presidentessa onoraria”, nonché consulente di stile. Negli anni successivi combatte una battaglia silenziosa ma inesorabile, quella contro il Parkinson, di cui decide di parlare in un libro datato 2012 dal titolo “N'oubliez pas que je joue”, in cui non nasconde nulla sui cambiamenti cui il suo corpo deve far fronte. Ma lo spirito, quello la malattia non è mai riuscito a intaccarlo, e ancora oggi vive nei capi di collezioni che, pur creati da Julie de Libran, dal 2014 creative director della maison, portano l’inconfondibile firma di Sonia.
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