Stai per tornare ad Hogwarts e credo ci saranno giorni in cui, luna o non luna, vorrai scappare. Persino da un castello così immenso.
Questo Galeone è legato tramite incantesimo a uno identico in mio possesso.
Qualsiasi cosa tu faccia sull'oggetto si ripercuote sul mio e viceversa.
Non sei obbligata ad usarlo.
Ma qua guori c'è qualcuno che sa esattamente quello che ti sta succedendo
È successo un casino. Mentre eravamo alle carrozze dei fantasmi hanno detto a tutti che Thingread è un mannaro, e lui ieri ha fatto tipo un… Incontro, con un sacco di ragazzi. Non credo abbiano qualcosa contro di lui in quanto mannaro, però ho paura. Pensi sia possibile che lo mandino via da scuola? Io non voglio. Poi sicuramente scopriranno anche me alla prossima piena, e non voglio neanche questo.
Non è una frase fatta, ma in questo momento hai settemilacentoventisei pensieri che ti girano in testa e probabilmente ti stai concentrando su ogni gesto che fai chiedendoti se può far nascere sospetti.
Oppure ti stai dicendo che se si è fatto scoprire Zevran che è un Mannaro da decisamente tanti anni, figuriamoci tu che non sai ancora bene neanche tutto quello che comporta.
Trova degli accorgimenti che si incastrino con il Plenilunio, come prima cosa. Un malessere che faccia credere che sei in infermeria, puoi usarlo randomicamente ogni tanto. Litiga con qualcuno nei tempi giusti (in Crescente non dovrai neanche fingere, apprezza il tentativo di scherzarci su). Trova qualche docente che, conoscendo la tua situazione, ti dia una scusa per saltare le lezioni una volta al mese: un progetto, un'attività extra.
Devi imparare ad usare gli altri per salvare te stessa e lo so, non è semplice se non ci sei abituata.
Ci vediamo in Sala Trofei. Sarò acida, sicuramente. E non ti conviene fare riferimento diretto a quel che siamo, considerando quanti stanno in quel quadro. Ma puoi venire ad insultarmi, almeno ti sfoghi.
ps: Ronan vorrebbe invitarti ai Tre Manici, per qualche Hogsmeade. Credo si sia preso una cotta per te, ma non diciamoglielo
Non so come ci si comporta con una ragazzina che è stata morsa da neanche due mesi. Ma allo stesso tempo so esattamente quello che prova, da quella notte. Non è stato il caso a farci incontrare, è stato Zevran. Mi ha scritto chiedendomi se volessi esserci per il Plenilunio di agosto, prima del loro rientro al castello. E io ho detto di sì. Non la conoscevo né, ancor meno, lei aveva sentore di chi fossi. La prima muta è qualcosa di devastante, lo è maggiormente se la trascorri con degli estranei. Ho cercato di convogliare l'attenzione su di me per permetterle di avere la sua privacy. Non so se ci sono effettivamente riuscita. Ma so che mi è di conforto sapere che ora c'è qualcuno con cui posso parlare di quel che vuol dire. Ian è fantastico in ogni aspetto che riguarda il mio essere ciò che sono, ma Angel - così si chiama - sa cosa vuol dire. E mi ritrovo a pensare di voler riuscire a fare lo stesso per lei. Vorrei essere quella cui pensa se ha una domanda da fare. Quella che ha le risposte. Quella che le strappa anche solo un sorriso. Incredibile, lo so. Non da me, certamente. Ho visto la titubanza nei suoi occhi, quando è passata a trovarmi prima di partire per Hogwarts. Ho visto lo spavento che non confessi, l'incertezza che sai di possedere e che si unisce alla sensazione di esser sempre passi e passi indietro rispetto a chiunque. Ti scopriranno, è solo questione di tempo. Te lo ripeti tuo malgrado. E i rumori ti danno fastidio. Gli odori. Tutto questo destabilizza anche me, inutile fare finta di niente. È un salto indietro di otto anni, con tutto ciò che comporta. Angel ha riaperto un baule che credevo di aver chiuso con un Phi porta di cui avevo volutamente scordato il gesto per accedere. Voglio pensare a ciò che è successo otto anni fa? Non lo so, non credo. A come ho reagito. A quello che ho cercato di fare. Non sono più quella strega, ne sono lucidamente consapevole. Ma resta una mia ferita. LA ferita. Ed al contempo lo sprono ad esserci per Angel. A non farla sentire sola come mi sono sentita io. Gregor non è mai stato una guida. Non aveva la pazienza. Non aveva la memoria, nonostante tra il suo morso ed il mio sia passato meno tempo rispetto a questa situazione. Ho paura di sbagliare, con lei. Ma allo stesso tempo mi dico che potrebbe essere la prova generale di ciò che forse sarò costretta ad affrontare con Ronan, in futuro. E nel momento in cui lo penso, la paura sparisce.