Ieri notte hai fatto un sogno. Hai sognato di tornare indietro nel tempo, a quella gita-distruzione a Parigi, quando ancora eri alle medie. Hai sognato di essere con lei, mano nella mano, anche se era impossibile, perché l' hai conosciuta solo alle superiori. Era la solita di sempre: solare, allegra, inarrivabile; tu eri il solito di sempre, un po' cupo, finto depresso, inarrivabile ma in un altro senso. Eppure, in quello scampolo di libertà che ha trovato spazio nella tua mente, eravate tu e lei davanti alla Tour Eiffel, quell' accrocchio di ferraglia che fa sognare tutto il mondo, ma vallo a capire. Lei sorrideva dietro ai tuoi enormi occhiali da sole, e tu eri inebetito dal freddo, ma sentivi la tua mano nella sua, e stavi meglio. Eravate una strana coppia, bianco e nero, sole e luna, ma eravate una coppia, alla faccia del mondo intero, alla faccia di tutto e tutti. Ma c'era un però: eri tornato indietro nel tempo senza sapere come, e non c'era modo di ritornare avanti. Avevi lei, ma non avevi il tuo presente, ciò che sei nella vita "reale". Avresti dovuto modificare le tue abitudini, i tuoi umori, i tuoi pensieri, le tue idee per averla al tuo fianco. E qui partono seghe mentali esagerate, del tipo ''eh, i prezzi da pagare'' e cose del genere, e cerchi di evitare questi pensieri così banali ma, alla fine, così veri. E' inevitabile, se si vuole una cosa, non basta solo cercare di ottenerla, ma anche di pensare al modo migliore di farlo, se si vuole che questa cosa duri nel tempo. Essere camaleontici, difficile per uno che non si è piegato davanti a niente e nessuno, senza mai accettare qualsiasi compromesso. Poi ti svegli. Ascolti il canto degli uccellini, come tutte le mattine, e poi un po' ci rimani male: quello era solo un sogno. Forse.