Chiesa di Santa Maria, Particolare della cupola.
Coro della Chiesa di Santa Maria, San Satiro, Veduta dal braccio destro del transetto.
Donato d’Angelo “Bramante”
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Chiesa di Santa Maria, Particolare della cupola.
Coro della Chiesa di Santa Maria, San Satiro, Veduta dal braccio destro del transetto.
Donato d’Angelo “Bramante”
Art Dump: Donato Bramante
Santa Maria presso San Satiro (1472-82)
Santa Maria della Grazie (1492-98)
San Pietro in Montorio (1502)
Santa Maria della Pace (cloister) (1504)
Donato Bramante
Tempietto 1502 San Pietro in Montorio, Rome
Bramante.
Tra gli ingegni più versatili e duttili del Rinascimento, Donato d'Angelo, detto “Bramante” dal soprannome del nonno materno che si era poi esteso a tutti i membri della famiglia, fu un insigne architetto e un originalissimo pittore, nativo di Fermignano (nei pressi di Urbino): è proprio della pittura bramantesca che Federico e Ilaria si occupano in questa puntata. Benché siano pochi i capolavori di Donato Bramante che oggi possiamo ancora ammirare, sono comunque sufficienti per tracciare un percorso che parte dalla Urbino di Federico da Montefeltro tra Piero della Francesca e Melozzo da Forlì, e passando dalla Mantova di Andrea Mantegna arriva fino alla Milano di Leonardo da Vinci: questo è, a brevi linee, il percorso artistico di Bramante, che portò l'artista a realizzare incredibili capolavori di illusionismo prospettico e di una modernità sorprendente, considerati tra i maggiori capisaldi del nostro Rinascimento.
Bramante.
Bramante (?), Progetto architettonico (1497-98)
Tommaso e Giovan Tommaso Malvito, Decorazione scultorea e Ritratto del Cardinale Oliviero Carafa orante (1498-1508)
Cappella Carafa detta Cappella del Succorpo, Cattedrale di Santa Maria Assunta, Napoli.
Bramante.
Leon Battista Alberti, Basilica di Santa Maria Novella (facciata), 1456-70, Firenze
LB Alberti
Leon Battista Alberti, Basilica di Sant’Andrea (facciata con il campanile dell’abbazia benedettina e interno), dal 1470, Mantova
La seconda foto della facciata è del fotografo italiano Paolo Monti
Commissionata dai Gonzaga, la facciata della basilica è una sintesi di monumentalità propria dell’arco di trionfo romano e razionalità geometrica rinascimentale.
Leon Battista Alberti
Filippo Brunelleschi, Cupola della chiesa di Santa Maria del Fiore (visione frontale e lanterna), dal 1420, Firenze
Il concorso del 1418 e la consacrazione di Brunelleschi
Nel 1418 fu bandito un altro concorso per completare la costruzione del duomo di Firenze, cominciato nel 1296 da Arnolfo di Cambio, e in particolare della colossale cupola. Vincitore del concorso fu il progetto di Brunelleschi, in collaborazione con Ghiberti. L’opera non solo è la prima grande impresa architettonica del Rinascimento, che modificò per sempre il panorama urbanistico di Firenze, ma segna anche la consacrazione di Brunelleschi come primo architetto moderno. L’idea di realizzare una doppia calotta e di chiuderla con una lanterna per scaricare il peso furono invenzioni del tutto rivoluzionarie.
Filippo Brunelleschi
Filippo Brunelleschi, Spedale degli Innocenti, 1419-1427,
Commisionato nel 1419 a Brunelleschi dall’Arte della Seta come orfanatrofio
Piazza della Santissima Annunziata, Firenze
Dopo aver compiuto nei primo anni del ‘400 un viaggio a Roma con Donatello, Brunelleschi ritorna a Firenze come architetto. La sua prima opera, l’Ospedale degli Innocenti, presenta già tanti degli stilemi che caratterizzeranno lo stile dell’architetto anche negli anni a seguire: la bicromia delle superfici, la ripresa delle forme e degli ordini classici, la progettazione modulare che garantisce equilibrio ed armonia, una razionale applicazione delle proporzioni e l’invenzione del portico e delle volte a vela.
Filippo Brunelleschi.
Filippo Brunelleschi, Basilica di San Lorenzo (navata centrale e cupola), 1419 1422-61, Firenze
La Basilica di San Lorenzo è il tempio più antico della città di Firenze e all’inizio del XV secolo la famiglia Medici iniziò a finanziarne un’imponente ristrutturazione, fino a farla diventare il mausoleo e la cappella di famiglia. Brunelleschi fu chiamato a progettarla e ideò una struttura luminosa e monumentale, ma che al tempo stesso avesse armonia - data dalla modularità - e una forte prospettiva. Al suo interno sono presenti tre diverse forme di copertura: le volte a vela nelle navate laterali, il soffitto a capriata in quella centrale e la cupola su pennacchi.
Filippo Brunelleschi.
Filippo Brunelleschi, Dado brunelleschiano nelle colonne della Basilica di San Lorenzo (1419-61), Firenze
Per sollevare maggiormente le arcate a tutto sesto senza essere costretto ad inspessire il diametro delle colonne, Brunelleschi inserisce tra il capitello e e l’architrave un elemento architettonico-decorativo di forma cubica di sua invenzione: il dado brunelleschiano.
Filippo Brunelleschi.
Filippo Brunelleschi, Cappella Pazzi (facciata con portico e interno), dal 1429, Chiostro di Santa Croce, Firenze
La realizzazione della cappella funeraria della famiglia Pazzi impegnò l’architetto fino alla fine della sua vita. Al suo interno è subito evidente la bicromia tra la pietra serena e il bianco dell’intonaco, il “marchio di fabbrica” di Brunelleschi. Esternamente il tiburio della cupola è sormontato da una lanterna dalla forma originalissima e il portico della facciata ricorda gli archi di trionfo romani.
Filippo Brunelleschi.
…1,618…
sezione aurea.
sezione aurea.
Signore e Signori,
ed ora…un po’ di Bellezza.
Già postato, ma chìssene, male non può fare.
sezione aurea.
Vista ipnotica della sezione aurea <3
sezione aurea.
Questo disegno rappresenta la sezione aurea. Un modello matematico che si ripente all'infinito in ogni elemento naturale. Molti filosofi lo considerano come il “canone di bellezza e perfezione” per eccellenza. Si ritrova negli animali, nelle piante, in ogni parte delle galassie e in ogni molecola del nostro Dna.
sezione aurea.