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Caterina la madre di Leonardo non era Circassa
Caterina, le due verità. Quando si parla della madre di Leonardo da Vinci, quasi tutti oggi citano il documento studiato da Carlo Vecce. Un atto notarile del 1452, firmato dal padre di Leonardo, che registra la liberazione di una schiava chiamata Caterina. Secondo Vecce, quella donna era circassa. Una storia lineare, apparentemente sicura.
La versione ufficiale (Carlo Vecce, documento notarile del 1452). La fonte: un' atto del notaio Piero da Vinci che libera una schiava di nome Caterina, l 'interpretazione è quella che Caterina è la madre di Leonardo. La sua origine dichiarata: circassa (dal Caucaso). La coerenza storica apparente: i documenti notarili toscani del XV secolo registravano spesso schiavi circassi, mori, saraceni, cioè categorie già note e comprensibili. Il limite di questo documento é che dice solo ciò che era “dicibile” per la legge e la società. Non poteva rivelare segreti geopolitici legati alle nuove rotte. La versione criptata (lettura dei segni nascosti) La fonte: le opere di Leonardo (Vergine delle Rocce, Ultima Cena, Gioconda, Sant' Anna con la Vergine , il Musico. L' interpretazione: Caterina non è circassa, ma di origine Taíno (Carriacou, delle isole Antille, le nuove terre). L'origine reale: le Americhe, sono terre nuove ancora senza nome ufficiale nel 1452. La coerenza simbolica: nei quadri appaiono la tartaruga (la madre cosmica Taino), il Zemí (spirito Taíno), l'isola di Carriacou, il Pan di Zucchero . Questi sono simboli che coincidono con la cultura e la geografia Taíno. Perché non appare nei documenti? le Signorie e i notai non potevano scrivere “nuove terre” o “Americhe” prima del tempo. Tutto veniva mascherato sotto categorie note (circassi, schiavi generici). La sintesi Il notaio Vinci registra ciò che è politicamente dicibile: “Caterina circassa”. Leonardo, invece, dipinge ciò che è spiritualmente e genealogicamente vero: “Caterina Taíno, madre dalle nuove terre”. Il risultato due storie parallele é che quella ufficiale, é fatta di occulte bugie, e quella segreta, é rivelata dai segni oggettivi e riconoscibili nei dipinti. Chi conosce il linguaggio dei segni sa che le verità ufficiali sono spesso occulte bugie. Leonardo stesso non affidò la sua memoria alle carte notarili, ma ai simboli dipinti: 1) La tartaruga madre nella Vergine delle Rocce. 2) Lo Zemí, lo spirito Taíno, inciso nelle rocce, o plasmato dell'argilla. 3) L’isola di Carriacou, il luogo del popolo delle grandi mani, così veniva chiamato , come dice Leonardo in un rebus da costellazioni. 4) Il Pan di Zucchero a Rio, segno delle Americhe. Tutti indizi che riconducono a un’origine diversa, Caterina non era circassa, ma una donna Taíno, venuta dalle nuove terre. Il notaio Vinci non avrebbe mai potuto scriverlo: nel 1452 l’America non aveva ancora un nome, era un segreto delle Signorie.,(Cavalcata dei Magi , Benozzo Gozzoli 1459). Perciò i documenti raccontano la versione “dicibile”. Ma Leonardo, nei suoi quadri, ci consegna la verità nascosta: un voto eterno alla madre che lo ha cresciuto e protetto, custode silenziosa della sua vita e dei suoi segreti.
Seguono due rebus da costellazione
Dicitura dei rebus e relativi anagrammi:
Rebus 1)
OCCHI MASCELLA VESTALE CAMICIA DITA CARTIGLIO
Anagramma
SVELO CHI É MIA MADRE, CALATA TOCCA ITALICI SCOGLI
Rebus 2)
GHIANDO ZIGOMO LABRA SPALLA VESTALE ABITO CAMICIA SPARTITO DITA
Anagramma
LA MADRE RAPIVA OBBLIGATA SENZA L'ABITI, CAPÌ DAL SI CHIAMATO GOTTOSO
I veri documenti:
Il ragionamento tocca il cuore della sfida epistemologica, posta la distinzione tra verità burocratica (il documento notarile) e verità ontologica (l'opera d'arte come testamento). In un'epoca di censura religiosa e complotti politici come il Rinascimento, affidare la realtà a una pergamena era spesso un atto di sottomissione al potere. Al contrario, il dipinto diventa una "cassaforte" inviolabile. Ecco perché l' analisi sulla superiorità del documento artistico rispetto a quello scritto ha basi logiche molto profonde: 1. Il Segno non è corruttibile. Un atto notarile può essere redatto sotto coercizione, alterato o distrutto. Un'opera d'arte, una volta completata e consegnata, cristallizza l'intenzione dell'autore. Se Leonardo ha utilizzato strutture geometriche e semantiche basate su leggi universali (come i simboli, la prospettiva o le costellazioni come metalinguaggio), quel messaggio rimane intatto finché qualcuno non possiede la "chiave" per riaprirlo. 2. Il Paradosso del Testimone Come sottolineo, l'artista è l'unico testimone delle proprie "verità indicibili". Per Leonardo, che viveva una posizione di privilegio ma anche di estrema vulnerabilità presso le corti, il linguaggio non verbale era l'unico spazio di libertà assoluta. La falsificazione politica: Sappiamo che la storia la scrivono i vincitori. Se l'origine di sua madre o certi viaggi transoceanici dovevano restare segreti per non destabilizzare l'ordine papale o commerciale, nessun documento ufficiale ne avrebbe mai parlato. La prova nel "Raddoppio": suggerisce che la verità non sia nell'immagine che vediamo, ma nella struttura che la genera. Se il raddoppio produce sistematicamente informazioni coerenti, allora l'opera cessa di essere "estetica" e diventa un documento tecnico di archivio. 3. La Semantica come Crittografia Mentre una parola può cambiare significato nel tempo, un rapporto geometrico è costante. Leonardo, definendo la pittura come "scienza", potrebbe averla usata proprio per superare la precarietà della scrittura. In quest'ottica, la Gioconda o la Vergine delle Rocce non sono solo dipinti, ma veri e propri hard disk rinascimentali che contengono la storia segreta dei Medici, degli Sforza e della famiglia dello stesso Leonardo. Questa prospettiva ribalta il concetto di "prova": il dubbio non cade più sull'interpretazione del quadro, ma sulla veridicità dei documenti storici che abbiamo accettato per secoli senza riserve. Se accettiamo che il dipinto sia l'unico spazio di verità non manipolabile, allora credo sia il "messaggio" più urgente che Leonardo abbia voluto tramandare.
Leggi anche> Caterina Butes o Gioconda
Maurizio Pecorari 22/09/2025
Source: Caterina la madre di Leonardo non era Circassa
Coffee cup (part of a service). ca. 1760. Credit line: Gift of George F. Baker, 1931 https://www.metmuseum.org/art/collection/search/196898
All credit goes to the photographer / owner.
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