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Qui il pezzo pubblicato sul Giornale d'Italia
La mia Destra
Questo è un articolo che avevo pubblicato qualche mese fa su “Destra.it” e sul “Giornale d'Italia”. Mi sembrava carino iniziare con questo.
Ho seguito con interesse il dibattito che si sta sviluppando in questi mesi sul futuro politico della Destra italiana, e sento da tempo la necessità , nel mio piccolo, di dire la mia. Senza alcuna presunzione, ma con la semplicità e la passione di un ragazzo di vent'anni, cresciuto in una stupenda comunità , umana prima che politica, e che oggi vede le macerie di un mondo diviso da asti e veti incrociati, che per chi, come me, ricorda le feste e la “befana” tricolore, genera un misto di tristezza, rabbia e una profonda amarezza. Ma non certo rassegnazione. Saranno l'incoscienza e la spregiudicatezza proprie della mia età a farmi parlare, ma sono convinto che non può finire così. La mia generazione è depositaria di una storia così bella e così preziosa, che sento su di me, su di noi, la responsabilità di rimboccarsi le maniche e cominciare a lavorare sulla ricostruzione, come fecero i nostri nonni, che quando videro il loro mondo “bruciato dagli imboscati”, non si diedero per vinti, ma a testa bassa cominciarono a costruire un percorso che portò una comunità intera a rialzare la testa, o come fecero i nostri padri, che scelsero di difendere fino in fondo le loro idee, anche lasciando molti, troppi amici, sotto i colpi di chi non tollerava che potesse esistere qualcuno non conforme al pensiero unico. Tutto questo non è andato perso, non può essere. Tutto questo io lo sento nel mio cuore, e l'obiettivo della mia generazione dev'essere quello di rimettere insieme questa straordinaria storia, farne tesoro, e avere l'onore, e il grande onere di scriverme un nuovo capitolo. Lo dobbiamo ai nostri nonni, ai nostri padri, ai nostri figli e alla nostra bellissima Patria. Dobbiamo far capire a chi oggi pensa solo alle proprie piccole rendite di posizione, a chi crede che il proprio successo sia solo il fallimento degli altri, che c'è un'intero mondo che grida perché la smettano, perché si facciano da parte e ci diano la possibilità di ripartire, insieme, di nuovo. E ci permettano non tanto di fare la nostalgica riedizione di qualcosa che è passato, ma un nuovo movimento, profondamente radicato nella Nostra Tradizione e con lo sguardo puntato convintamente in avanti. La mia Destra si deve fondare sui Nostri Valori, che sono ancora a tutti comuni, i valori della comunità nazionale contro l'indivualismo, dell'onestà contro la corruzione, della libertà contro l'oppressione, della meritocrazia contro l’ egualitarismo, della cultura contro l'ignoranza, della difesa delle tradizioni contro un mondo sempre più uguale e, quindi, povero. Un movimento che non salga sul carro(ccio) del ducetto di turno, ma che abbia una propria e forte identità , che comprenda tutte le diverse sfaccettature di questo mondo, che ne rappresentano la ricchezza, che possa aver un vero e democratico dialogo interno tra le diverse visioni politiche e culturali di questi valori fondamentali, ma che all'esterno, poi, si mostri compatto e con una sola voce. Una Destra che sia fortemente europea ed europeista, che non si fermi al semplice “no euro”, ma che abbia la forza di portare reali istanze di cambiamento all'interno di un'Europa sorda agli interessi dei popoli, e che chieda quindi una maggiore partecipazione dei cittadini al processo decisionale. Una Destra che non debba prendere posizione tra USA e Putin, ma che possa difendere da entrambi gli interessi nazionali e faccia diventare l'Europa un vero unico, forte interlocutore a livello internazionale. Una Destra che combatta la burocrazia statale per liberare dai vincoli dell'inefficiente organizzazione statale l'iniziativa dei privati. Per ricostruire questa grande Destra credo sia possibile e doveroso indirizzare in questo senso le risorse della Fondazione di Alleanza Nazionale, non per riproporre vecchie facce, che hanno ormai fatto il loro tempo, ma per sostenere una nuova classe dirigente che possa realmente portare avanti le vecchie e nuove battaglie, proprie di una moderna Destra italiana ed europea.
Arrigo Tremaglia