considerazioni referendarie random #4
Qualche giorno fa con il buon Enrico si chattava di come questa riforma attuerebbe pezzi importanti del Piano di rinascita democratica della P2, e, più in generale, di come molte delle riforme costituzionali promosse negli ultimi anni siano andate in quella direzione.
Poi Licio Gelli non è(ra) l'anticristo e come tutti gli orologi rotti che si rispettino due volte al giorno avrà anche segnato l'ora giusta, è comunque buffo curioso agghiacciante che in relativamente pochi anni si sia passati dal trattare quello che è letteralmente un programma massonico eversivo per spostare equilibri di potere in mano di pochi come un programma politico tutto sommato accettabile (quando non direttamente già attuato).
Comunque: più o meno in contemporanea alle nostre elucubrazioni Paolo Bolognesi (Presidente del "Comitato società civile per il NO nel Referendum costituzionale" di Bologna, nonché fino all'anno scorso presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna) citava la P2 pubblicamente, attirandosi le ire del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna e della Camera Penale.
(va detto che un intervento di Bolognesi senza qualcuno con ruoli istituzionali che s'incazzi immediatamente dopo non è un vero intervento di Bolognesi)
Incollo in versione quasi integrale la sua risposta (se non si è capito, ho una certa ammirazione per Bolognesi):
“Intervengo dopo aver letto le parole degli avvocati della camera penale, che si dicono sconcertati e preoccupati da quel che ho detto alla presentazione del comitato della società civile per il NO al referendum costituzionale, in particolare rispetto al fatto che il Piano di rinascita democratica della loggia massonica P2 avesse già previsto la separazione delle carriere tra magistrati del pubblico ministero e giudicanti.
Ho dedicato l’impegno di una vita a una cosa sola: la ricerca della verità sulla strage di Bologna. Per questa ragione, trovo ingeneroso -a tacer d’altro- che mi si accusi di strumentalizzare quell’impegno per la campagna referendaria. (...)
Il Piano di rinascita democratica di Licio Gelli prevede testualmente, nella parte dedicata all’ordinamento giudiziario, che “il PM è distinto dai giudici” e, al punto V di quello stesso paragrafo, di “separare le carriere requirente e giudicante”.
D’altra parte, è stato il Ministro Nordio a riconoscere a Gelli la paternità di quella posizione e ad affermare che sul punto aveva pure ragione.
Si tratta di questioni che ho trattato per anni nei discorsi che ogni 2 agosto pronunciavo nel piazzale della stazione, ben prima che fosse convocato il referendum costituzionale.
E’ poi vero che nel 1971 Giorgio Almirante aveva già proposto un disegno di legge con il quale immaginava che i componenti del CSM fossero estratti a sorte, come prevede l’odierna riforma rimessa al voto dei cittadini.
Ecco, dunque, quel filo nero di cui ho parlato, tra la P2 e i poteri occulti che hanno attentato alla democrazia nel Paese, la destra neo-fascista di Almirante e che si palesa nuovamente nell’odierna riforma costituzionale voluta dalla destra al governo.
Come ho detto in conferenza stampa, è stato grazie a magistrati autonomi ed indipendenti che sono stati sventati i copiosi tentativi di depistaggio, anche recenti e di insabbiamento dei giudizi ed è grazie a quei magistrati indipendenti che oggi possiamo dire di avere una verità giudiziaria completa sul crimine più grave commesso nella storia repubblicana: la strage alla stazione di Bologna.
Per questo, ogni intervento che sia potenzialmente in grado di mettere a rischio l’indipendenza e l’autonomia della magistratura mi vedrà, sempre, contrario.
Ed è per questo che sostengo che il dibattito sul referendum costituzionale non debba limitarsi ad argomenti di ingegneria giuridica, ma debba comprendere anche le questioni politiche, storiche e sociali che hanno segnato la vita democratica del Paese.
Per queste precise ragioni rivendico il mio forte impegno a sostegno del NO al referendum costituzionale.” (*)