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Philip Roth (19 marzo 1933 - 22 maggio 2018)
Giorni selvaggi di William Finnegan mi ha fatto capire che ho buttato via la mia vita. [...] E mi ha anche spiegato perché: non ho mai surfato.
[Geoff Dyer riguardo Giorni selvaggi di William Finnegan]
Oliver Sacks ferma l'auto per annotare un pensiero.
“Ma cosa son diventato, perdio! Che diritto avete voialtri d’ingombrare la mia vita, di rubare il mio tempo, di frugarmi nell'anima, di succhiarmi il pensiero, di volermi vostro compagno, confidente, informatore? Per chi mi avete preso? La vostra curiosità mi fa stomaco; i vostri complimenti mi umiliano, il vostro thè mi avvelena. Non debbo nulla a nessuno e ho da fare i miei conti soltanto con Dio, se esiste. Un artista è sempre solo, se è un artista.”
(Giovanni Papini, da Un uomo finito, riportato da Henry Miller in Tropico del Cancro)
Maurizio Romanelli, Cattedrale (da Chiocciola Temporale)
teatro grande
In India rimasi molto attratto Da una mosca in un tempio Che mi dava la netta sensazione Che fosse possibile, soltanto possibile, Di esserci già incontrati prima. Fu a Città del Messico? Risalendo le gambe gialle, macchiate di sangue Del Cristo crocifisso Mentre i suoi occhi diventavano sempre più grandi. “Dio può metterti sul trono più alto Nel suo Regno invisibile,” Mi ha detto un mendicante cieco in inglese. Sapeva ciò che avevo visto. Nel salone dove Pancho Villa Scaricò le sue pistole al soffitto, Sul culo scoperto di una ninfa nuda Che veniva fuori da un lago in un dipinto, E ora senza vergogna avanzava lentamente Verso una narice di Buddha, Il cui sorriso era diventato ancora più segreto, Ancora più strabico.
Charles Simic.
Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale siccome i ciottoli che tu volvi, mangiati dalla salsedine; scheggia fuori del tempo, testimone di una volontà fredda che non passa. Altro fui: uomo intento che riguarda in sé, in altrui, il bollore della vita fugace - uomo che tarda all’atto, che nessuno, poi, distrugge. Volli cercare il male che tarla il mondo, la piccola stortura d’una leva che arresta l’ordegno universale; e tutti vidi gli eventi del minuto come pronti a disgiungersi in un crollo. Seguìto il solco d’un sentiero m’ebbi l’opposto in cuore, col suo invito; e forse m’occorreva il coltello che recide, la mente che decide e si determina. Altri libri occorrevano a me, non la tua pagina rombante. Ma nulla so rimpiangere: tu sciogli ancora i groppi interni col tuo canto. Il tuo delirio sale agli astri ormai.
Da Mediterraneo.
Eugenio Montale, Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale.
Io scrivo per rendere impossibile ad altri farlo.
Louis-Ferdinand Céline